Il potenziale rivoluzionario dell’AI nei settori aziendali
L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare tutti i settori aziendali, dalla rilevazione delle frodi alla personalizzazione dei contenuti, fino al servizio clienti e alle operazioni di sicurezza. Tuttavia, nonostante il suo potenziale, l’implementazione spesso si blocca dietro un muro di ostacoli legati a sicurezza, legali e conformità.
Il blocco dell’innovazione: un esempio comune
Immagina questo scenario fin troppo familiare: un CISO desidera implementare un SOC guidato dall’AI per gestire l’enorme volume di avvisi di sicurezza e potenziali attacchi. Prima che il progetto possa iniziare, deve superare vari livelli di approvazione GRC (governance, rischio e conformità), revisioni legali e ostacoli di finanziamento. Questo stallo ritarda l’innovazione, lasciando le organizzazioni senza i benefici di un SOC potenziato dall’AI, mentre i cybercriminali continuano ad avanzare.
Perché l’adozione dell’AI incontra resistenza
Esaminiamo perché l’adozione dell’AI affronta tale resistenza, distinguendo i rischi reali dagli ostacoli burocratici, ed esploriamo strategie pratiche di collaborazione tra fornitori, dirigenti e team GRC. Forniremo anche consigli da parte di CISO che hanno affrontato ampiamente questi problemi, oltre a un elenco di domande che i fornitori di AI devono rispondere per soddisfare i guardiani aziendali.
La conformità come principale barriera all’adozione dell’AI
Le preoccupazioni relative alla sicurezza e alla conformità sono costantemente in cima alla lista dei motivi per cui le aziende esitano a investire nell’AI. Leader del settore come Cloudera e AWS hanno documentato questa tendenza in vari settori, rivelando un modello di paralisi dell’innovazione guidato dall’incertezza normativa.
Le sfide della conformità AI
Quando si approfondisce il motivo per cui la conformità all’AI crea tali ostacoli, emergono tre sfide interconnesse. In primo luogo, l’incertezza normativa continua a spostare i paletti per i team di conformità. Considera come le tue operazioni europee potrebbero aver appena adattato i requisiti del GDPR, solo per affrontare nuove disposizioni dell’AI Act con diverse categorie di rischio e parametri di conformità. Se la tua organizzazione è internazionale, questo puzzle di legislazioni e politiche regionali sull’AI diventa solo più complesso.
Inoltre, le incoerenze nei framework aggravano queste difficoltà. Il tuo team potrebbe passare settimane a preparare documentazione estesa sulla provenienza dei dati, l’architettura del modello e i parametri di test per una giurisdizione, solo per scoprire che questa documentazione non è trasferibile tra regioni o non è più aggiornata. Infine, il divario di competenze potrebbe essere l’ostacolo più grande. Quando un CISO chiede chi comprende sia i framework normativi che l’implementazione tecnica, tipicamente il silenzio è eloquente. Senza professionisti che collegano entrambi i mondi, tradurre i requisiti di conformità in controlli pratici diventa un costoso gioco di indovinelli.
Impatto sull’organizzazione e vantaggio per i cybercriminali
Queste sfide influenzano l’intera organizzazione: gli sviluppatori affrontano cicli di approvazione prolungati, i team di sicurezza lottano con vulnerabilità specifiche dell’AI come l’iniezione di prompt, e i team GRC, che hanno il difficile compito di proteggere la loro organizzazione, assumono posizioni sempre più conservative senza parametri di riferimento stabiliti. Nel frattempo, i cybercriminali non affrontano tali vincoli, adottando rapidamente l’AI per migliorare gli attacchi mentre le tue capacità difensive rimangono bloccate.
Fonte: The Hackers News
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