martedì, 10 Febbraio 2026
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Bonus genitori separati 2026

L’Assegno unico figli per genitori separati

Introduzione all’Assegno Unico Figli

L’assegno unico e universale (AUU) è il cuore delle politiche familiari italiane da marzo 2022: un aiuto mensile pensato per tutti i figli a carico, indipendentemente dal tipo di famiglia – comprese quelle con genitori separati o divorziati. Viene erogato dall’INPS da marzo di ogni anno a febbraio dell’anno successivo e si basa soprattutto sull’ISEE del nucleo in cui è inserito il figlio.

Nel 2025 l’assegno è stato aggiornato con nuovi importi e nuove soglie ISEE, confermati poi per il 2026 con una ulteriore rivalutazione legata all’inflazione. In pratica, parliamo di un assegno che:

  • spetta per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni (con condizioni specifiche per i maggiorenni);
  • non ha limiti di età se il figlio è con disabilità;
  • può essere diviso tra i genitori o riconosciuto al 100% a uno solo, anche se sono separati o divorziati.

Attenzione a non confonderlo con il cosiddetto “bonus genitori separati”, un contributo straordinario legato al mancato assegno di mantenimento (fino a 800 euro al mese per 12 mesi) che ha avuto finestra di domande chiusa il 2 aprile 2024 e al momento non è stato riaperto.

Chi è ammesso all’Assegno Unico

L’assegno unico spetta a tutti i nuclei con figli a carico che rispettano i requisiti generali di residenza e ISEE. Per i genitori separati o divorziati le regole sono le stesse, con qualche accortezza su ISEE e modalità di pagamento.

In sintesi, l’AUU spetta per:

  • figli minorenni a carico;
  • figli tra 18 e 21 anni se studiano, lavorano con reddito basso, sono in formazione o iscritti ai servizi per l’impiego;
  • figli con disabilità, senza limiti di età.

Tabella dei requisiti di ammissibilità

CategoriaRequisiti aggiornati (2025–2026)
Età figliDal 7° mese di gravidanza fino a 21 anni (oltre, solo se con disabilità)
GravidanzaDal terzo trimestre (7° mese) si può richiedere l’assegno
AffidamentoEsclusivo o condiviso; cambia solo a chi viene pagato, non il diritto
Ente eroganteINPS
Modalità di pagamentoMensile su IBAN o carta, anche diviso tra i due genitori

In caso di affidamento esclusivo, se non c’è un accordo diverso, l’assegno viene pagato al genitore affidatario. Con affidamento condiviso, di base l’INPS lo eroga al 50% a entrambi, ma su richiesta può essere riconosciuto al 100% a uno solo (ad esempio al genitore “collocatario”), con possibilità di modificare in seguito la scelta.

Per approfondire altre misure collegate al mondo famiglia, puoi dare un’occhiata anche agli articoli su bonus mamme lavoratrici 2026 e bonus nido 2026.

Note

Per restare aggiornato su tutti i bonus collegati alla famiglia e alla casa – dal bonus internet 2026 al bonus trasporti – puoi seguire la sezione dedicata ai bonus 2026 sul nostro sito.

Requisiti e modalità di richiesta

Vediamo ora, in chiave pratica, cosa serve davvero per accedere all’assegno unico figli nel caso di genitori separati e come si presenta la domanda all’INPS.

Requisiti per ottenere l’Assegno Unico

L’assegno unico spetta ai genitori con figli a carico (fino a 21 anni, senza limiti se disabili) che rispettano alcune condizioni di base:

  • Residenza in Italia del richiedente e del figlio;
  • cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno idoneo per i cittadini extra UE;
  • Figli fiscalmente a carico del nucleo, secondo le regole ordinarie;
  • ISEE valido: non obbligatorio, ma senza ISEE si prenderà sempre l’importo minimo.
FattoreRequisito
ResidenzaItalia (richiedente e figlio)
Età dei figliFino a 21 anni (oltre solo se con disabilità)
ISEEConsigliato per importi pieni; senza ISEE si riceve il minimo

Punto delicato per i genitori separati: l’ISEE di riferimento è sempre quello del nucleo in cui è inserito il figlio, non importa se il genitore richiedente convive o meno con lui. Lo chiarisce l’INPS con la circolare 23/2022, ribadita da diverse interpretazioni successive.

Procedura di richiesta e gestione

La domanda si presenta sempre e solo all’INPS, in autonomia o tramite CAF/patronato. Nel caso di genitori separati, è importante impostare bene fin da subito a chi va il pagamento.

  1. Presentare domanda:
    • online dal portale INPS (area riservata, accesso con SPID, CIE o CNS);
    • oppure tramite CAF/patronato.
  2. Documentazione necessaria:
    • ISEE aggiornato (DSU dell’anno in corso);
    • dati anagrafici dei figli e codice fiscale dell’altro genitore;
    • eventuale provvedimento di separazione o divorzio, se richiesto in un secondo momento dall’INPS.
  3. Scelta della ripartizione: nella domanda va indicato se l’assegno va:

    • al 100% a un solo genitore (es. affidatario o collocatario);

    • 50% ciascuno ai due genitori, con due IBAN differenti.

    Questa scelta si può modificare anche dopo, integrando la domanda già presentata.

  4. Aggiornamenti annuali: ogni anno va rinnovata la DSU per l’ISEE: se non la aggiorni, l’assegno continua ma scende agli importi minimi.
PassaggiDescrizione
Presentare domandaOnline INPS o tramite CAF/patronato
DocumentazioneISEE, dati dei figli, dati dell’altro genitore
Suddivisione assegnoVersamento al 100% a un genitore o 50/50
AggiornamentiRinnovo ISEE e verifica dati ogni anno

Per scoprire come l’assegno unico si incastra con altri aiuti, puoi vedere anche gli articoli su bonus vacanze 2026 come richiederlo e bonus nido.

Se ti interessa capire come l’assegno unico figli si combina con altri incentivi per i genitori, trovi qualche spunto nel focus sul nuovo assegno unico figli e i bonus correlati.

Calcolo dell’importo e variazioni

Fattori influenti sull’importo

L’importo dell’assegno unico figli nel 2025–2026 dipende da tre gruppi di fattori:

  • ISEE del nucleo (in cui è inserito il figlio);
  • numero di figli e loro età;
  • eventuali maggiorazioni (famiglie numerose, figli con disabilità, entrambi i genitori lavoratori, ecc.).

Per il 2025 l’INPS ha fissato questi valori di base:

Situazione (2025)Importo mensile per figlio
Figlio minorenne, ISEE ≤ 17.227,33 €201 €
Figlio minorenne, ISEE ≥ 45.939,56 € o senza ISEE57,50 €
Figlio 18–21 anni (condizioni rispettate), ISEE bassofino a circa 97,70 € al mese
Figlio 18–21 anni, ISEE altocirca 28,70 € al mese

A questi valori si sommano le maggiorazioni (indicativamente, valori 2025):

  • +50% per i figli fino a 1 anno (e, dal terzo figlio, fino a 3 anni con ISEE entro la soglia massima);
  • maggiorazione per figli successivi al secondo (da circa 17,20 a 97,70 €/mese);
  • maggiorazioni specifiche per disabilità (fino a 120,6 € in più al mese per figlio non autosufficiente);
  • maggiorazione per nuclei con 4 o più figli e genitori entrambi lavoratori.

Dal 2026, secondo quanto anticipato da Adnkronos, entra in gioco una nuova articolazione in tre fasce ISEE, con importi rivalutati: l’importo massimo per figlio minorenne dovrebbe salire da 201 a circa 204,4 €, mentre il minimo da 57,5 a 58,5 €.

Aggiornamenti annuali e vincoli

Ogni anno l’assegno unico viene adeguato al costo della vita. Dietro le quinte succede questo:

AnnoImporto massimo figlio minore*Importo minimo figlio minore*Note
2024circa 189–190 €circa 54–55 €valori pre-adeguamento 2025
2025201 €57,50 €adeguamento ISTAT 2024
2026 (stima ufficiale)204,40 €58,50 €ulteriore rivalutazione prevista

*Valori indicativi, da verificare sempre nelle tabelle INPS aggiornate.

Per i genitori separati questi aggiornamenti non cambiano la logica: cambia solo quanto arriva ogni mese, non a chi spetta il diritto. La ripartizione (100% a un genitore o 50/50) rimane regolata dalle impostazioni della domanda.

Affidamento dei figli e assegno

La parte che crea più dubbi è quasi sempre questa: se siamo separati, chi prende l’assegno unico? Vediamo i casi tipici.

Affidamento esclusivo e condiviso

L’articolo 2 del D.Lgs. 230/2021 e i chiarimenti INPS spiegano che l’assegno unico deve essere riconosciuto “nell’interesse del figlio”, non del genitore. Da qui discendono le regole pratiche:

  • Affidamento esclusivo Se il tribunale ha disposto l’affidamento esclusivo a favore di un genitore, in assenza di accordo diverso l’assegno unico viene pagato al 100% al genitore affidatario. È quest’ultimo che presenta la domanda e indica il proprio IBAN.

  • Affidamento condiviso In caso di affidamento condiviso, la regola generale è la ripartizione 50% – 50% tra i due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale. Entrambi possono essere indicati nella domanda con i rispettivi IBAN. Su accordo, l’assegno può comunque essere pagato al 100% a uno solo (tipicamente il genitore “collocatario”).

Tipo di affidamentoDestinatari dell’assegno unicoNote principali
Affidamento esclusivoGenitore affidatario (100%)In mancanza di accordo diverso, l’assegno spetta a lui/lei
Affidamento condivisoEntrambi i genitori (50% + 50%)Possibile portarlo al 100% a un genitore su richiesta o decisione del giudice

Impatto sull’assegno di mantenimento

L’assegno unico non sostituisce l’assegno di mantenimento, che rimane un obbligo stabilito dal giudice o dagli accordi tra le parti. Nella prassi, però, l’AUU viene spesso considerato dal tribunale quando si ricalcola il mantenimento, soprattutto in caso di modifiche delle condizioni economiche.

  • Con affidamento esclusivo, se il genitore affidatario riceve sia l’assegno unico sia il mantenimento, il giudice può decidere di modulare gli importi per riequilibrare il carico economico.
  • Con affidamento condiviso e assegno unico diviso al 50%, questo importo entra di fatto nel “pacchetto” delle risorse a favore del figlio e può influire, a livello teorico, sulla misura dell’assegno di mantenimento.

Se ti interessa approfondire anche altri strumenti di sostegno, dai un’occhiata agli articoli su bonus vacanze 2025 e bonus psicologo.

Ulteriori considerazioni

Una cosa utile da sapere è che l’assegno unico può essere modificato “in corsa”: se all’inizio l’avete impostato 50/50 e poi cambia l’affidamento o il collocamento del figlio, il genitore richiedente può aggiornare la domanda e chiedere il pagamento al 100% (o viceversa). L’altro genitore, se si ritiene penalizzato, può chiedere all’INPS un riesame allegando la documentazione opportuna.

Per una panoramica più ampia su tutti i bonus collegati alla famiglia e al 2025 puoi visitare la sezione dedicata ai bonus 2026.

Avvio dell’Assegno Unico Figli 2026

Data di entrata in vigore

L’assegno unico figli non è più una “novità futura”: è attivo dal marzo 2022 e viene riconfermato di anno in anno, con importi e soglie ISEE aggiornate. Per il 2025 l’INPS ha pubblicato l’aggiornamento di importi e soglie con la circolare del 4 febbraio 2025; per il 2026 è prevista un’ulteriore rivalutazione legata all’inflazione.

Le domande nuove (ad esempio per la nascita di un figlio) possono essere presentate in qualsiasi momento; in genere, per non perdere arretrati, è consigliabile muoversi entro fine giugno dell’anno di riferimento.

Procedura di avvio e pianificazione

Per i genitori separati o divorziati, la procedura di avvio è la stessa degli altri, con una grande attenzione in più alla ripartizione dei pagamenti.

  1. Preparazione dei documenti Raccogli:
    • documenti di identità e codici fiscali di genitori e figli;
    • stato di famiglia e ISEE aggiornato;
    • eventuali provvedimenti di separazione/divorzio (utili in caso di contestazioni).
  2. Accesso al sito INPS Accedi con SPID, CIE o CNS e apri il servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico”.
  3. Compilazione della domanda Inserisci tutti i dati richiesti, dichiara se i genitori sono separati/divorziati e scegli se:
    • vuoi il pagamento al 100% a un solo genitore;
    • oppure il 50% a entrambi, indicando due IBAN.
  4. Invio e monitoraggio Invia la domanda, salva il numero di protocollo e controlla lo stato dall’area riservata (o tramite CAF/patronato).
FaseDescrizione
Presentazione domandaPossibile tutto l’anno, da portale INPS o CAF
Periodo di erogazioneDa marzo a febbraio dell’anno successivo
AggiornamentoNuovo ISEE e conferma dati ogni anno

Per altri strumenti utili puoi dare un’occhiata anche agli approfondimenti su bonus psicologo, bonus trasporti 2025 e bonus mamma 2025.

Scopo e benefici dell’Assegno Unico

Supporto alle famiglie con figli

L’assegno unico è pensato per sostituire una giungla di vecchie misure (detrazioni figli a carico, assegni al nucleo familiare, bonus “mamma domani”…) con un unico strumento semplice e mensile. L’idea è dare un flusso costante di risorse alle famiglie, sia con genitori conviventi, sia separati, sia ricostituiti.

L’importo è modulato sull’ISEE: chi ha redditi più bassi riceve di più, chi ha redditi più alti riceve meno, ma tutti hanno diritto a qualcosa per ogni figlio a carico.

Inclusione dei genitori separati o divorziati

Una delle novità più importanti è proprio l’attenzione alle famiglie separate. Il decreto istitutivo e le circolari INPS chiariscono che:

  • il diritto all’assegno nasce in capo al figlio a carico, non alla coppia;
  • i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale possono ricevere l’assegno in parti uguali o concentrare il pagamento su uno solo;
  • la convivenza non è decisiva: un genitore può richiedere l’assegno anche se non vive con il figlio, purché ci sia la responsabilità genitoriale.

In prospettiva, l’assegno unico è destinato a restare il pilastro centrale del sostegno economico alle famiglie con figli, affiancato da altri bonus specifici come bonus mamma 2025, bonus vacanze 2025 e bonus psicologo.

FAQ: Assegno unico figli per genitori separati

1. L’assegno unico sostituisce l’assegno di mantenimento?

No. L’assegno unico è una prestazione INPS che integra il reddito familiare, mentre l’assegno di mantenimento è un obbligo civile tra genitori stabilito dal giudice o dagli accordi di separazione/divorzio. Il giudice può tener conto dell’AUU nel calcolo del mantenimento, ma non lo azzera automaticamente.

2. Se il mio ex non vuole indicare il suo IBAN, posso avere il 100% dell’assegno?

Sì, se c’è affidamento esclusivo o se c’è accordo (o decisione del giudice) in tal senso, l’INPS può pagare il 100% a un solo genitore. In ogni caso il genitore richiedente può impostare la domanda in modo che l’importo arrivi interamente sul proprio conto, dichiarando la situazione di affidamento.

3. L’ISEE per l’assegno unico è quello di entrambi o solo di chi vive con il figlio?

Conta l’ISEE del nucleo in cui è inserito il figlio. Se il figlio vive con un solo genitore, l’ISEE di riferimento è quello di quel nucleo, anche se l’altro genitore presenta la domanda.

Cosa succede quando mio figlio diventa maggiorenne?

Dai 18 ai 21 anni l’assegno continua, ma con importo ridotto e solo se il ragazzo rispetta alcune condizioni (studio, formazione, lavoro con reddito basso, servizio civile, ecc.). Il figlio maggiorenne può anche presentare domanda direttamente all’INPS per ricevere la sua quota di assegno, facendo decadere la “scheda” a suo nome nella domanda del genitore.

4. Posso cambiare da 50/50 a 100% (o viceversa) dopo aver già presentato la domanda?

Sì. L’INPS consente di modificare la ripartizione accedendo alla domanda già presentata e aggiornando la sezione dedicata alla modalità di pagamento. La nuova ripartizione vale di norma dal mese successivo a quello in cui è stata comunicata la modifica.

5. Cos’è il “bonus genitori separati” e c’entra qualcosa con l’assegno unico?

È un’altra misura: un contributo fino a 800 € al mese per massimo 12 mesi per genitori separati, divorziati o non conviventi che non hanno ricevuto l’assegno di mantenimento a causa delle difficoltà economiche dell’altro genitore (in particolare durante la pandemia Covid). Le domande erano presentabili fino al 2 aprile 2024 e, ad oggi, non risulta una nuova finestra per il 2025–2026.

6. L’assegno unico è compatibile con altri bonus famiglia (nido, vacanze, mamme lavoratrici)?

Sì. L’assegno unico è cumulabile con gli altri bonus, come bonus nido 2026, bonus mamme lavoratrici 2026, bonus vacanze 2026 come richiederlo o bonus psicologo. Ogni misura ha però regole e requisiti propri, quindi è sempre bene verificare caso per caso.

7. Se non presento l’ISEE, perdo il diritto all’assegno unico?

No, ma riceverai sempre l’importo minimo. L’ISEE serve a modulare al rialzo la quota spettante in base alla situazione economica. Senza ISEE o con ISEE molto alto, l’assegno resta comunque dovuto, ma ai valori minimi previsti per l’anno in corso.

Considerazioni finali

L’assegno unico, visto dalla prospettiva dei genitori separati, è un po’ il simbolo di come lo Stato abbia provato a mettere ordine in un caos normativo che durava da anni. Ha accorpato misure sparse, eliminato la giungla di bonus e detrazioni che cambiavano nome a ogni manovra, e ha messo il figlio – almeno sulla carta – al centro del sistema. Da questo punto di vista, il salto rispetto al passato è evidente: c’è una logica unica, mensile, relativamente chiara, che vale per la famiglia “tradizionale” come per quella ricostituita, separata o monoparentale.

Dall’altra parte, però, chi vive davvero una separazione sa che le pieghe del diritto di famiglia sono molto meno lineari della teoria. Affidamento esclusivo, condiviso, collocamento, ISEE che si calcola sul nucleo del figlio e non su quello dell’altro genitore, accordi privati che si incastrano con decisioni del giudice: l’assegno unico finisce spesso per sedersi al tavolo di trattative già delicate.

E in molti casi diventa un “pezzo” in più da gestire tra ex partner che magari faticano ancora a parlarsi serenamente.

Il vero vantaggio del sistema attuale, per come lo vedo, è che l’assegno unico sgancia una parte del sostegno economico dall’andamento del rapporto di coppia. Che i genitori vadano d’accordo o meno, il figlio ha comunque diritto a una quota mensile garantita dall’INPS, modulata sull’ISEE, che arriva tutti i mesi e non dipende (almeno direttamente) dalla puntualità del mantenimento. È una base minima su cui poi si innesta tutto il resto: assegni, spese straordinarie, organizzazione pratica della vita del bambino o del ragazzo.

Resta però una sensazione di fondo: l’assegno unico da solo non basta a risolvere le disuguaglianze profonde tra famiglie. Funziona bene come “infrastruttura” – una sorta di pavimento comune su cui tutti possono camminare – ma non affronta il nodo delle separazioni conflittuali, dei mantenimenti non pagati, dei tempi lunghi dei tribunali.

In questo quadro, il fatto che la misura sia ormai stabile e prevedibile è un enorme passo avanti; il vero salto di qualità, nei prossimi anni, sarà capire se intorno all’assegno unico riusciremo a costruire un ecosistema di strumenti – legali, sociali, di mediazione – che mettano davvero i figli, e non solo i numeri, al centro del sistema.

Antonio Ricucci
Antonio Ricuccihttps://sotutto.it
Ciao, sono Antonio. Su sotutto.it spiego in modo chiaro i bonus statali, aiutando a capire requisiti e opportunità. Appassionato di basket e trekking, porto curiosità e chiarezza in tutto ciò che faccio.
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