mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Calendario Formula 1 2026: scopri tutte le novità

Calendario Formula 1 2026: preparati a vibrare di passione!

foto credit: Liauzh su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International

Il calendario della Formula 1 2026, disegna una stagione lunga e “a blocchi”, con un avvio subito ad alta intensità e una seconda parte che alterna trasferte impegnative e snodi tecnici decisivi.

Si parte dall’Australia (Melbourne) a inizio marzo e si chiude ad Abu Dhabi (Yas Marina) a inizio dicembre: una traiettoria classica, ma con un centro stagione particolarmente significativo perché coincide con l’entrata a regime del nuovo ciclo regolamentare.

Calendario f1 2026
Calendario Formula 1 2026

Calendario Formula 1 2026: date, orari, programma

Data GPNome GPCircuitoProgramma
08/03/26GP d’AustraliaAlbert Park Circuit
(Melbourne)
06 Mar FP1 00:30-01:30
06 Mar FP2 04:00-05:00
07 Mar FP3 00:30-01:30
07 Mar Qualifiche 04:00-05:00
08 Mar Gara 04:00
15/03/26GP di Cina (Sprint)Shanghai International
Circuit (Shanghai)
13 Mar FP1 03:30-04:30
13 Mar Qualifiche Sprint 07:30-08:14
14 Mar Sprint 03:00-04:00
14 Mar Qualifiche 07:00-08:00
15 Mar Gara 07:00
29/03/26GP del GiapponeSuzuka Circuit
(Suzuka)
27 Mar FP1 02:30-03:30
27 Mar FP2 06:00-07:00
28 Mar FP3 02:30-03:30
28 Mar Qualifiche 06:00-07:00
29 Mar Gara 05:00
12/04/26GP del BahrainBahrain International
Circuit (Sakhir)
10 Apr FP1 11:30-12:30
10 Apr FP2 15:00-16:00
11 Apr FP3 12:30-13:30
11 Apr Qualifiche 16:00-17:00
12 Apr Gara 15:00
19/04/26GP dell’Arabia SauditaJeddah Corniche
Circuit (Jeddah)
17 Apr FP1 13:30-14:30
17 Apr FP2 17:00-18:00
18 Apr FP3 13:30-14:30
18 Apr Qualifiche 17:00-18:00
19 Apr Gara 17:00
03/05/26GP di Miami (Sprint)Miami International
Autodrome
(Miami Gardens)
01 Mag FP1 16:30-17:30
01 Mag Qualifiche Sprint 20:30-21:14
02 Mag Sprint 16:00-17:00
02 Mag Qualifiche 20:00-21:00
03 Mag Gara 20:00
24/05/26GP del Canada (Sprint)Circuit Gilles-Villeneuve
(Montreal)
22 Mag FP1 16:30-17:30
22 Mag Qualifiche Sprint 20:30-21:14
23 Mag Sprint 16:00-17:00
23 Mag Qualifiche 20:00-21:00
24 Mag Gara 20:00
07/06/26GP di MonacoCircuit de Monaco
(Monte Carlo)
05 Giu FP1 11:30-12:30
05 Giu FP2 15:00-16:00
06 Giu FP3 10:30-11:30
06 Giu Qualifiche 14:00-15:00
07 Giu Gara 13:00
14/06/26GP di Spagna (Barcelona-Catalunya)Circuit de
Barcelona-Catalunya
(Montmeló)
12 Giu FP1 11:30-12:30
12 Giu FP2 15:00-16:00
13 Giu FP3 10:30-11:30
13 Giu Qualifiche 14:00-15:00
14 Giu Gara 13:00
28/06/26GP d’AustriaRed Bull Ring
(Spielberg)
26 Giu FP1 11:30-12:30
26 Giu FP2 15:00-16:00
27 Giu FP3 10:30-11:30
27 Giu Qualifiche 14:00-15:00
28 Giu Gara 13:00
05/07/26GP di Gran Bretagna (Sprint)Silverstone Circuit
(Silverstone)
03 Lug FP1 11:30-12:30
03 Lug Qualifiche Sprint 15:30-16:14
04 Lug Sprint 11:00-12:00
04 Lug Qualifiche 15:00-16:00
05 Lug Gara 14:00
19/07/26GP del BelgioCircuit de Spa-Francorchamps
(Spa-Francorchamps)
17 Lug FP1 11:30-12:30
17 Lug FP2 15:00-16:00
18 Lug FP3 10:30-11:30
18 Lug Qualifiche 14:00-15:00
19 Lug Gara 13:00
26/07/26GP d’UngheriaHungaroring
(Mogyoród – Budapest)
24 Lug FP1 11:30-12:30
24 Lug FP2 15:00-16:00
25 Lug FP3 10:30-11:30
25 Lug Qualifiche 14:00-15:00
26 Lug Gara 13:00
23/08/26GP d’Olanda (Sprint)Circuit Zandvoort
(Zandvoort)
21 Ago FP1 10:30-11:30
21 Ago Qualifiche Sprint 14:30-15:14
22 Ago Sprint 10:00-11:00
22 Ago Qualifiche 14:00-15:00
23 Ago Gara 13:00
06/09/26GP d’ItaliaAutodromo Nazionale
Monza (Monza)
04 Set FP1 10:30-11:30
04 Set FP2 14:00-15:00
05 Set FP3 10:30-11:30
05 Set Qualifiche 14:00-15:00
06 Set Gara 13:00
13/09/26GP di Spagna (Madrid)Madring
(Madrid)
11 Set FP1 11:30-12:30
11 Set FP2 15:00-16:00
12 Set FP3 10:30-11:30
12 Set Qualifiche 14:00-15:00
13 Set Gara 13:00
26/09/26GP d’AzerbaigianBaku City Circuit
(Baku)
24 Set FP1 08:30-09:30
24 Set FP2 12:00-13:00
25 Set FP3 08:30-09:30
25 Set Qualifiche 12:00-13:00
26 Set Gara 11:00
11/10/26GP di Singapore (Sprint)Marina Bay Street
Circuit (Singapore)
09 Ott FP1 09:30-10:30
09 Ott Qualifiche Sprint 12:30-13:14
10 Ott Sprint 09:00-10:00
10 Ott Qualifiche 13:00-14:00
11 Ott Gara 12:00
25/11/26GP degli Stati Uniti (Austin)Circuit of the Americas
(Austin)
23 Ott FP1 17:30-18:30
23 Ott FP2 21:00-22:00
24 Ott FP3 18:30-19:30
24 Ott Qualifiche 22:00-23:00
25 Ott Gara 20:00
01/11/26GP del Messico (Città del Messico)Autódromo Hermanos
Rodríguez (Mexico City)
30 Ott FP1 18:30-19:30
30 Ott FP2 22:00-23:00
31 Ott FP3 17:30-18:30
31 Ott Qualifiche 21:00-22:00
01 Nov Gara 20:00
08/11/26GP di São PauloAutódromo José Carlos
Pace (São Paulo)
06 Nov FP1 15:30-16:30
06 Nov FP2 19:00-20:00
07 Nov FP3 14:30-15:30
07 Nov Qualifiche 18:00-19:00
08 Nov Gara 17:00
22/11/26GP di Las VegasLas Vegas Strip
Circuit (Las Vegas)
20 Nov FP1 00:30-01:30
20 Nov FP2 04:00-05:00
21 Nov FP3 00:30-01:30
21 Nov Qualifiche 04:00-05:00
22 Nov Gara 04:00
29/11/26GP del QatarLusail International
Circuit (Lusail)
27 Nov FP1 13:30-14:30
27 Nov FP2 17:00-18:00
28 Nov FP3 14:30-15:30
28 Nov Qualifiche 18:00-19:00
29 Nov Gara 16:00
06/12/26GP di Abu DhabiYas Marina Circuit
(Abu Dhabi)
04 Dic FP1 09:30-10:30
04 Dic FP2 13:00-14:00
05 Dic FP3 10:30-11:30
05 Dic Qualifiche 14:00-15:00
06 Dic Gara 13:00



Dal punto di vista geografico, il campionato mantiene la sua identità globale: Asia e Medio Oriente nella prima fase (Australia, Cina, Giappone, Bahrain, Arabia Saudita), poi una lunga porzione europea che storicamente “fa la classifica” (Monaco, Spagna–Barcellona, Austria, Gran Bretagna, Belgio, Ungheria, Olanda, Italia), prima della sterzata verso il finale itinerante tra Caucaso e Americhe (Azerbaijan, Singapore, Stati Uniti/Messico/Brasile, Las Vegas, Qatar, Abu Dhabi).

Il calendario Formula 1 2026 mette in evidenza anche un aspetto pratico che conta tantissimo per squadre e tifosi: la variabilità degli orari. Le gare in Asia chiedono spesso finestre mattutine per l’Europa, mentre il trittico americano spinge l’azione verso fasce serali/notturne (con Las Vegas che diventa un “evento” anche in termini di ritmo del weekend). In mezzo, i GP europei restano il riferimento più lineare per programmazione: prove libere al venerdì, qualifiche il sabato e gara la domenica in un range orario stabile.

C’è poi la grande novità di contesto: Madrid (Madring) entra come tappa nuova, quindi senza “memoria” storica comparabile a livello di record o trend: questo rende la gara potenzialmente più imprevedibile, soprattutto nel primo anno di un nuovo regolamento tecnico, quando i riferimenti su consumo gomme, scelte d’assetto e finestre di funzionamento sono ancora in costruzione.

Infine, la presenza di alcuni weekend in formato Sprint è già un elemento chiave: comprimono la preparazione, aumentano l’importanza del venerdì e rendono il risultato più sensibile agli imprevisti, soprattutto su piste dove la fiducia sul giro secco conta quanto la gestione gara.

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Gare Sprint 2026: precedenti sui circuiti e novità del format

Prima precisazione: nel 2026 le Sprint non sono 4, ma 6.
Le sedi ufficiali sono Shanghai (Cina), Miami (USA), Montréal (Canada), Silverstone (Gran Bretagna), Zandvoort (Paesi Bassi), Singapore.

Le 6 Sprint: cosa dice la “storia” dei circuiti

  • Cina – Shanghai: è la prima Sprint dell’anno e ormai è un appuntamento “rodato”: Shanghai e Miami sono indicate come sedi Sprint per il terzo anno consecutivo, quindi i team arrivano con riferimenti molto solidi su set-up e gomme.
    Chiave tecnica: pista larga, lunghi curvoni e rettilineo infinito: la Sprint qui tende a premiare chi ha passo e gestione dell’energia, perché sorpassare è possibile ma serve trazione in uscita e velocità di punta.
  • USA – Miami: anche qui c’è continuità recente, quindi il “precedente” è soprattutto metodologico: con un solo turno di libere, si va subito di assetti conservativi e correzioni mirate.
    Chiave tecnica: temperatura e asfalto spesso “vivo” rendono l’handling instabile: nella Sprint chi sbaglia finestra gomme paga carissimo, perché non c’è tempo per rimediare.
  • Canada – Montréal: prima Sprint di sempre sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve.
    Chiave tecnica: stop&go, cordoli aggressivi, muri vicini. Sprint qui significa rischio aumentato: contatti e Safety Car possono ribaltare punti e griglia morale del weekend.
  • Gran Bretagna – Silverstone: ritorno “storico”: Silverstone rientra nel calendario Sprint per la prima volta dall’evento inaugurale del 2021.
    Chiave tecnica: altissima velocità e vento spesso decisivo. In Sprint conta tanto la confidenza sul giro secco… ma anche la capacità di stare vicini senza distruggere gomme anteriori.
  • Paesi Bassi – Zandvoort: prima Sprint di sempre anche qui, e con una particolarità: banking e curve in appoggio.
    Chiave tecnica: pista stretta, sorpassi difficili: la Sprint rischia di diventare una “qualifica lunga”, dove la partenza e l’aria pulita valgono tantissimo.
  • Singapore – Marina Bay: altra prima Sprint di sempre, su una delle piste più fisiche e tecniche del calendario.
    Chiave tecnica: street circuit, caldo, ritmo spezzato. Sprint qui aumenta l’usura mentale: più giri “a coltello” tra i muri e più probabilità di errori.

Informazioni e impatto del weekend Sprint

Il punto non è solo “una gara in più”: il weekend Sprint comprime tutto e sposta l’inerzia del fine settimana.

  • Struttura: FP1 + Sprint Qualifying al venerdì, Sprint + Qualifiche GP al sabato, GP la domenica.
  • Sprint: è una gara da 100 km, circa 30 minuti, pensata per essere più “dinamica che strategica”, senza pit-stop obbligatorio.
  • Punti: li prendono i primi 8 (da 8 a 1).

Conseguenza pratica: un solo turno di libere significa che chi sbaglia assetto (o interpretazione gomme) rischia di buttare via due sessioni competitive in 24 ore. E nei circuiti “nuovi Sprint” (Montréal, Zandvoort, Singapore) l’incognita è doppia: meno dati storici specifici e più pressione immediata.

Nuove regole F1 2026: auto, power unit, piloti e (soprattutto) nuova terminologia

Il 2026 non è un semplice “restyling”: è un reset pensato per cambiare il modo in cui le F1 si inseguono, sorpassano e gestiscono l’energia. Il concetto chiave è riportare il peso del risultato un po’ più verso il pilota (decisioni, timing, rischio) e un po’ meno verso l’inerzia aerodinamica “da aria pulita”, con vetture più agili e un sistema di prestazione più legato alla gestione intelligente delle fasi di gara.

1) Chassis e dimensioni: vetture più piccole, più leggere, più “agili”

Il pacchetto 2026 spinge verso una macchina meno ingombrante e più reattiva:

  • Peso minimo: 768 kg, circa 30 kg in meno rispetto all’era attuale.
  • Passo massimo: 3400 mm (−200 mm).
  • Larghezza massima: 1900 mm (−100 mm).

L’idea tecnica è semplice: una macchina più corta e più stretta tende a “girare” meglio, a cambiare direzione con meno inerzia e, soprattutto, rende più credibile la lotta ruota a ruota su piste dove oggi si soffre (Monaco in testa), perché ogni centimetro guadagnato in manovrabilità è un centimetro in più di coraggio in frenata o in ingresso curva.

2) Aerodinamica: addio DRS, arriva l’era dell’Active Aero

Il cambiamento più visibile è la transizione verso ali mobili non più come “aumento di velocità in rettilineo e basta”, ma come sistema integrato con due configurazioni principali. La macchina diventa “switchabile” tra assetto a bassa resistenza (efficienza/velocità) e assetto a maggiore carico (prestazione in curva).

In parallelo, i target aerodinamici cambiano in modo netto:

  • Downforce: riduzione nell’ordine del 30%.
  • Drag: riduzione fino a 55%.

Tradotto in pista: meno “muro aerodinamico” e più possibilità di seguire da vicino senza mandare fuori finestra gomme e temperature, con un effetto a cascata su strategie e attacchi. Il sorpasso, insomma, deve tornare ad assomigliare più a una costruzione (pressione, errore indotto, timing) che a un “interruttore” accessorio.

3) Fondo e sottoscocca: cambia la filosofia dell’effetto suolo

Nel 2026 cambia anche il modo in cui il fondo genera prestazione. L’era recente ha esasperato la logica dei lunghi “tunnel” e dei canali ground effect: tanta deportanza “da sotto”, ma anche tanta sensibilità (alle altezze da terra, al porpoising, alle turbolenze in scia e ai micro-variazioni d’assetto).

Il 2026 sposta la filosofia verso:

  • fondi più piatti e meno “tunnel-centrici”,
  • una gestione dei flussi più controllabile e meno estrema,
  • un diffusore ripensato, con un’impostazione che punta a rendere l’auto più prevedibile quando segue da vicino.

In ottica spettacolo, questo è un punto enorme: se il sottoscocca “perde meno la testa” in scia, diventa più facile restare incollati e preparare l’attacco senza surriscaldare subito gomme e freni.

4) Gomme: stesse ruote, ma pneumatici più stretti

Restano le 18 pollici, ma cambiano le larghezze:

  • anteriori più stretti,
  • posteriori più stretti.

L’obiettivo è tagliare drag e massa e aiutare la filosofia “nimble car”. A livello di guida, può voler dire una gestione ancora più fine della trazione e delle temperature: con meno “gomma a terra”, il pilota dovrà essere più pulito e progressivo, soprattutto nelle piste dove oggi la potenza viene scaricata già al limite.

5) Power unit: più elettrico, 100% carburante sostenibile, MGU-H eliminato

Il 2026 è la vera svolta ibrida “spostata” verso l’elettrico:

  • ripartizione potenza circa 50/50 tra termico (ICE) ed elettrico,
  • MGU-H eliminato (ibrido semplificato),
  • MGU-K con potenza molto più elevata,
  • potenza del termico ridotta,
  • maggiore energia recuperabile in frenata,
  • carburante: advanced sustainable fuels come standard.

Conseguenza sportiva: non sarà solo “chi ha più cavalli”, ma chi gestisce meglio il ciclo energia tra attacco, difesa e preservazione della gara. E questo vale due volte perché, con meno downforce e più importanza della trazione “pulita”, il modo in cui si eroga potenza diventa parte integrante della prestazione.

6) Sicurezza: strutture più robuste e test più severi

La FIA insiste molto sul pacchetto safety: irrobustimenti e requisiti più severi su strutture d’impatto e protezioni, oltre all’aumento dei carichi richiesti in vari test statici (compreso il roll hoop). È un tassello fondamentale: riduci peso e dimensioni, cambi aerodinamica e PU, ma devi farlo alzando ulteriormente l’asticella della protezione.

7) Il punto chiave per i piloti: più decisioni “in tempo reale”

Il filo rosso del 2026 è che il pilota deve diventare più “manager” della prestazione: quando spingere, quando ricaricare, quando conservare, con scelte che impattano anche il giro dopo. Nel 2026 la guida non sarà soltanto “andare forte”, ma anche saper scegliere il momento giusto per essere più forte degli altri.

Nuova nomenclatura 2026: glossario pratico (e cosa significa davvero)

Qui arriva la parte “di linguaggio” che cambierà anche la telecronaca. La F1 ha scelto termini più espliciti per evitare sigle e gergo eccessivo:

  • Active Aero: concetto ombrello delle ali mobili (anteriore e posteriore) che permettono configurazioni più da “basso drag” o più da “alto carico”.
  • Overtake Mode: sostituisce la logica DRS come “aiuto al sorpasso”, legandolo alla situazione di gara (distanza ravvicinata) e alla disponibilità di energia/potenza.
  • Boost Mode: modalità di massima erogazione combinata termico+batteria, utile in attacco o difesa in momenti chiave.
  • Recharge: fase in cui si privilegia il recupero energia (frenata o lift-and-coast) per rimettere “carica” nel sistema.

Questa non è solo una scelta “da ufficio tecnico”: la nuova terminologia è stata testata e affinata anche con focus group di tifosi (nuovi fan, fan abituali e fan “core”), proprio per capire quali parole fossero più intuitive e immediate. In pratica, il 2026 non cambia solo la macchina: cambia anche il modo in cui la F1 vuole farsi capire, riducendo il divario tra linguaggio ingegneristico e racconto in diretta.

E i vecchi nomi “tecnici”?

In fase di progettazione e spiegazione preliminare erano circolate etichette più “da ingegneri” (come X-mode/Z-mode o concetti simili), ma la direzione comunicativa finale è chiaramente quella di spingere su termini più naturali e leggibili: Active Aero / Overtake / Boost / Recharge.

Favoriti, volti nuovi e nuove scuderie: chi può approfittare del “reset” 2026

Il 2026 è l’anno in cui le gerarchie “di inerzia” contano meno: con un regolamento che cambia telaio, aerodinamica e power unit, il vantaggio non lo dà solo la qualità del pacchetto attuale, ma soprattutto quanto bene una squadra interpreta il progetto nuovo (correlazione simulatore–pista, gestione energia, efficienza aerodinamica, integrazione PU). È il tipo di stagione in cui puoi ritrovarti con una big che fatica e una “quasi big” che improvvisamente diventa da titolo.

I favoriti: chi parte davanti sulla carta

McLaren

Arriva al 2026 con l’etichetta più pesante: nel 2025 ha vinto i titoli e Lando Norris è campione del mondo, con Oscar Piastri stabilmente da top driver.
Nel reset regolamentare, la squadra che arriva da riferimento tecnico spesso ha due vantaggi: fiducia interna e processi rodati. Il rischio, semmai, è psicologico: tutti inseguono e la concorrenza “spende” il 2025 già con la testa al 2026.

Red Bull

Max Verstappen resta un fattore assoluto, ma il 2026 per Red Bull è anche l’anno della nuova identità motoristica: Red Bull Ford Powertrains.
Se il progetto PU è centrato, Red Bull può ripartire da subito a livelli altissimi; se invece emergono problemi di integrazione e gestione elettrica, potrebbe essere un avvio più “umano” del solito. In più, la line-up cambia: Verstappen avrà Isack Hadjar come compagno.
Chiave: con auto più “attive” e più legate alla gestione energia, l’impatto del pilota è enorme… e Verstappen tende a trasformare la complessità in vantaggio.

Mercedes

Con George Russell e Kimi Antonelli, Mercedes si presenta come squadra “da reset”: storicamente i cambi di ciclo sono momenti in cui la struttura tecnica può fare la differenza.
Antonelli, per quanto giovane, entra nel 2026 in un contesto dove contano tanto lucidità, gestione e capacità di imparare in fretta: se “capisce” presto l’ibrido più elettrico e le nuove dinamiche aero, può sorprendere.

Le big in rincorsa che possono ribaltare tutto

Ferrari

Charles Leclerc e Lewis Hamilton è una coppia che, su carta, ha tutto: velocità pura, esperienza e cultura gara.
Il dato che pesa è il 2025: per Ferrari è stata una stagione deludente, senza vittorie e con prestazioni al di sotto delle aspettative.
Nel 2026 però basta “indovinare” il concetto iniziale per trasformare una rincorsa in un assalto al titolo: se la Ferrari trova efficienza e gestione energia, Hamilton può essere l’uomo perfetto per massimizzare punti anche quando non hai la macchina migliore al 100%.

Aston Martin

È probabilmente la squadra più intrigante del lotto. Alonso e Stroll sono confermati, ma la notizia è il progetto tecnico: Adrian Newey al timone e partnership esclusiva Honda dal 2026.
Se c’è un contesto in cui Newey storicamente può fare “magia”, è proprio un cambio regolamentare totale. Aston Martin ha anche ammesso di aver sacrificato sviluppo 2025 per investire sul 2026: scelta rischiosa, ma coerente.
Il potenziale è da salto in avanti; l’incognita è la conversione del potenziale in affidabilità e continuità punti.

Outsider credibili: chi può fare il salto di fascia

Williams

Albon + Sainz è una coppia che può macinare punti con regolarità e sfruttare ogni finestra strategica. F1.com sottolinea che il 2025 è stato un anno molto positivo per il team.
Se il 2026 porta vetture più guidabili e meno dipendenti dall’aero perfetta, Williams può diventare la “best of the rest” stabile.

Haas

Ocon e Bearman sono continuità: utile in un anno dove serve metodo e freddezza.
Non è la candidata al titolo, ma può essere la squadra che “ruba” punti pesanti alle big quando queste sbagliano interpretazione del nuovo pacchetto.

Alpine

Gasly + Colapinto è una linea interessante, ma F1.com descrive un 2025 complicato.
Nel 2026 la speranza è che il reset azzeri i limiti strutturali: se il progetto iniziale è centrato, Alpine può ritrovarsi improvvisamente a lottare per podi sporadici.

Nuove scuderie e nuovi costruttori: Audi e Cadillac, due rivoluzioni diverse

Audi (ex Sauber)

Non è solo cambio di nome: è l’ingresso di un costruttore che vuole essere protagonista nell’era delle nuove power unit. Hulkenberg + Bortoleto è una coppia che unisce esperienza e freschezza, e il 2026 sarà l’anno in cui si capisce se Audi può già puntare a “zona alta” o se servirà un percorso graduale.

Cadillac (11° team)

È la novità più grossa a livello di griglia: nuovo team, nuova struttura, ma con scelte pragmatiche. F1.com conferma Sergio Perez e Valtteri Bottas, due veterani per dare solidità, e motori Ferrari nell’immediato mentre GM lavora al proprio progetto futuro.

L’obiettivo realistico al debutto è costruire “rispetto” e affidabilità: nei primi mesi il vero successo è finire gare, imparare e cogliere occasioni nei GP caotici (pioggia, Safety Car, Sprint).

Volti nuovi e nuove scommesse: chi può cambiare status

Qui il 2026 è ricchissimo:

  • Gabriel Bortoleto con Audi: con un anno di F1 alle spalle e dei buoni piazzamenti finisce in un progetto factory nuovo, pressione alta ma anche grande opportunità.
  • Arvid Lindblad con Racing Bulls: giovanissimo, entra in un anno in cui la gestione del weekend e dell’energia pesa tantissimo.
  • Hadjar in Red Bull: dopo un primo anno abbastanza positivo, salto enorme, con Verstappen come riferimento e un regolamento tutto nuovo.

In una stagione “normale” impari la macchina; nel 2026 imparano tutti. E questo spesso riduce il divario tra veterani e giovani… ma aumenta il costo degli errori.

Speriamo che questo campionato di Formula 1 2026 riservi tante belle corse emozionanti e possa decretare la rinascita della Ferrari per poter gioire ancora insieme come un tempo.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
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