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Che cosa sono queste sfere nere scoperte su Marte

Il rover Perseverance scopre una roccia misteriosa su Marte

Il rover Perseverance della NASA ha fatto una scoperta sorprendente: una roccia costellata di centinaia di piccole sfere scure. Questa scoperta inaspettata riaccende il dibattito sui processi geologici che potrebbero essere stati attivi nel passato di Marte. Situato sulle pendici del cratere Jezero, il sito di Broom Point ha suscitato l’interesse degli scienziati sin dal suo avvistamento orbitale. Le analisi recenti rivelano strutture microscopiche la cui origine potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione della storia marziana.

Un’immagine che svela il mistero

Questa immagine del rover Perseverance, una mosaico RMI (Remote Micro Imager) di SuperCam, mostra una parte della roccia denominata “St. Pauls Bay”, acquisita dalla parte inferiore della collina Witch Hazel, sul bordo del cratere Jezero. L’immagine, scattata l’11 marzo 2025, il 1442° giorno marziano della missione Mars 2020, rivela centinaia di oggetti sferici che compongono la roccia. Queste sfere presentano dimensioni millimetriche e forme varie, alcune perfettamente rotonde, altre oblunghe o frammentate. La loro superficie mostra texture con micro-cavità e striature che potrebbero svelare il loro processo di formazione.

Ipotesi sulla formazione delle sfere

La disposizione delle sfere nella matrice rocciosa suggerisce diverse fasi di sviluppo geologico. La loro distribuzione casuale contrasta con gli allineamenti tipici dei depositi sedimentari, escludendo un’origine puramente stratigrafica. Gli strumenti del rover hanno rilevato variazioni di composizione tra le sfere e l’ambiente circostante, aggiungendo un ulteriore livello di mistero. Gli scienziati stanno considerando scenari che combinano azione idrologica, impatti meteoritici e attività vulcanica secondaria. La risoluzione di questo enigma potrebbe richiedere analisi in situ più approfondite o il ritorno di campioni sulla Terra.

Tre scenari per un’origine controversa

La prima ipotesi suggerisce una formazione attraverso antiche circolazioni idriche. Queste sfere potrebbero essersi formate per concrezione, un processo in cui i minerali disciolti nell’acqua si accumulano gradualmente attorno a un nucleo, creando strutture sferiche concentriche, simili a quelle osservate in alcune rocce sedimentarie terrestri. La loro distribuzione casuale e il loro polimorfismo potrebbero indicare condizioni chimiche variabili nel tempo. Tuttavia, alcune caratteristiche come le micro-cavità rimangono difficili da spiegare con questo solo meccanismo.

 

Fonte: Techno Science

Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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