Circle Foundation sosterrà due iniziative delle Nazioni Unite dedicate ai pagamenti digitali: una con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), l’altra con il Programma alimentare mondiale (WFP). L’obiettivo è capire se le stablecoin regolamentate possano rendere la distribuzione degli aiuti più rapida, meno costosa e più trasparente.
Non si tratta di un passaggio generalizzato a USDC né della sostituzione dei canali bancari esistenti. I programmi dovranno verificare se questa infrastruttura possa funzionare insieme a regole locali, controlli di conformità, protezione dei beneficiari e servizi finanziari sul territorio.
Due progetti con ruoli diversi
L’iniziativa dell’UNDP punta alla creazione di un Digital Asset Innovation Pool, sostenuto da Circle Foundation. Il programma dovrebbe aiutare gli uffici nazionali a trasformare le lezioni ricavate dai precedenti progetti pilota sui pagamenti digitali in procedure riutilizzabili in un numero più ampio di programmi di sviluppo.
La fonte cita attività precedenti in Siria, Haiti, Guatemala e Gambia. Il nuovo percorso non riguarda soltanto il trasferimento di valore digitale: include requisiti regolatori, procedure operative, tutele per chi riceve gli aiuti e integrazione con i sistemi finanziari locali.
Per l’UNDP, dunque, le stablecoin sarebbero un’opzione aggiuntiva nei contesti in cui le infrastrutture digitali possono migliorare la consegna degli aiuti. La fonte precisa che l’iniziativa non è pensata per rimpiazzare i canali bancari tradizionali.
Il piano del WFP: da due a tre corridoi di pagamento
Il progetto del WFP è più concentrato sui pagamenti umanitari. Il finanziamento di Circle Foundation servirà a predisporre governance, gestione del rischio, conformità normativa, riconciliazione e sistemi tecnici necessari a sperimentare trasferimenti basati su stablecoin.
Il WFP prevede di valutare da due a tre corridoi di pagamento nell’arco di tre anni. Questi corridoi dovrebbero collegare i suoi sistemi con fornitori locali di servizi finanziari e mercati, mettendo alla prova l’intera catena operativa e non il solo invio di token tra wallet.
Il problema che i test intendono affrontare è concreto: le organizzazioni umanitarie devono spesso spostare fondi verso Paesi nei quali l’infrastruttura bancaria può essere lenta, costosa o difficile da raggiungere. Le stablecoin possono operare oltre confine e regolarsi rapidamente, ma la velocità da sola non basta a rendere praticabile un pagamento destinato agli aiuti.
Velocità, ma con controlli e utilizzo reale dei fondi
La verifica centrale riguarda la compatibilità fra pagamenti digitali e vincoli che non possono essere aggirati: protezione dei beneficiari, controlli sulle sanzioni, regole locali e possibilità concreta di convertire o spendere il valore ricevuto. Sono questi gli elementi che determineranno se i corridoi potranno essere usati nella pratica.
L’annuncio non significa quindi che le Nazioni Unite stiano sostituendo i propri sistemi di pagamento con USDC. Indica però che le stablecoin regolamentate entrano in un contesto di sperimentazione più strutturato, dove dovranno dimostrare di poter convivere con gli obblighi operativi e normativi della distribuzione internazionale di aiuti.
Come viene finanziata Circle Foundation
Circle Foundation è sostenuta dall’impegno di Circle Internet Group di destinare l’1% del proprio capitale azionario alla fondazione. Il sostegno ai programmi ONU si inserisce in questa struttura filantropica, secondo quanto riportato dalla fonte.
FAQ
Le Nazioni Unite useranno USDC al posto delle banche?
No. La fonte afferma esplicitamente che l’UNDP non sta sostituendo i canali bancari tradizionali. I progetti valutano i pagamenti digitali come opzione complementare.
Quanti test condurrà il WFP?
Il WFP intende valutare da due a tre corridoi di pagamento in tre anni, collegando i propri sistemi a fornitori locali di servizi finanziari e mercati.
Che cosa devono dimostrare questi progetti?
Non basta la rapidità del trasferimento. Le sperimentazioni dovranno affrontare conformità normativa, gestione del rischio, riconciliazione, protezione dei beneficiari e capacità di usare concretamente il valore ricevuto.
Considerazioni finali
Il punto più rilevante non è l’uso di una stablecoin in sé, ma il fatto che il test includa gli aspetti che normalmente decidono la riuscita di un pagamento umanitario: controlli, procedure, operatori locali e tutela dei destinatari. È un approccio più serio di una dimostrazione tecnica limitata al trasferimento fra portafogli digitali.
La sperimentazione avrà valore soltanto se riuscirà a ridurre tempi e costi senza indebolire le garanzie richieste nella distribuzione degli aiuti. I due o tre corridoi previsti dal WFP saranno quindi il passaggio concreto su cui misurare l’utilità di questa infrastruttura.

