- 1 Cos’è Depop (e perché è diverso dagli altri marketplace)
- 2 Come si crea un account e cosa conviene impostare subito
- 3 Come funziona comprare su Depop
- 4 Come funziona vendere su Depop
- 5 Commissioni e pagamenti: la parte che crea più confusione (specie in Italia)
- 6 Spedizioni: etichette Depop dove ci sono, “fai tu” dove non ci sono
- 7 Resi e rimborsi: quando Depop interviene e quando diventa una trattativa
- 8 Sicurezza: le tre cose che Depop ripete (e che conviene ascoltare)
- 9 Cosa aspettarsi nel 2026 (spoiler: Depop sta cambiando pelle)
- 10 FAQ
- 11 Considerazioni finali
Depop è una di quelle app che, a prima vista, sembrano “solo un mercatino dell’usato”. Poi la usi davvero e capisci che il trucco è tutto lì: non è un e-commerce classico, è un social con il checkout dentro. Le persone non cercano solo “una giacca”, cercano quella giacca, fotografata bene, con un vibe preciso, possibilmente da un profilo che sembra affidabile e curato.
E nel 2026 c’è anche un altro motivo per parlarne: Depop sta vivendo un periodo di cambiamenti importanti (commissioni ridisegnate, protezioni e pagamenti più strutturati in alcuni Paesi) e persino un passaggio societario che potrebbe influenzare come evolverà l’app. Sì: a febbraio 2026 è stata annunciata l’acquisizione di Depop da parte di eBay (deal atteso in chiusura nel secondo trimestre 2026).
Qui sotto trovi una panoramica completa: come si compra, come si vende, quali sono costi e commissioni, come funziona spedizione e rimborsi, e quali sono le regole “non negoziabili” per non finire nel limbo del supporto.
Cos’è Depop (e perché è diverso dagli altri marketplace)
Depop nasce come marketplace di moda second-hand, ma ha sempre avuto un DNA molto “feed”: profili, follower, like, messaggi, estetica. È il motivo per cui spesso vedi venditori che sembrano mini-brand più che privati che svuotano l’armadio.
Storicamente Depop è stata di Etsy (acquisita nel 2021), ma oggi la notizia grossa è che Etsy ha annunciato la vendita a eBay, in un’operazione da 1,2 miliardi di dollari comunicata il 18 febbraio 2026.
Questo non cambia “come compri una felpa” domani mattina, però è il tipo di dettaglio che spiega perché, ogni tanto, la piattaforma ritocca fee, regole e funzioni con una certa fretta: quando cambia la musica, spesso cambiano anche i passi.
Come si crea un account e cosa conviene impostare subito
La parte base è banale (email, username, foto profilo). Quella meno banale è impostare correttamente le cose che incidono su vendite e problemi:
- Indirizzo di spedizione: se compri, controllalo bene. Depop dichiara chiaramente che non puoi cambiare l’indirizzo di spedizione dopo l’acquisto: l’unica strada “pulita” è chiedere rimborso al venditore e ricomprare dopo aver aggiornato i dati.
- Metodo di pagamento / incasso: qui dipende tantissimo dal Paese (ci torno sotto, perché è uno snodo vero).
C’è anche una cosa che in molti ignorano finché non li colpisce: se sparisci dall’app per un po’, Depop può rendere inattivi i tuoi articoli (per esempio dopo 28 giorni di inattività). Non è una punizione divina, è una logica di “negozio vivo = più affidabile”.
Come funziona comprare su Depop
1) Trovare l’oggetto: ricerca, feed e filtri
Puoi cercare per brand, categoria, tag, taglia, prezzo, condizioni. Ma Depop si regge anche sul comportamento “da social”: salvi, metti like, segui profili, e pian piano il feed capisce cosa ti interessa.
La pratica più comune (e anche più umana) è: like → messaggio → eventualmente offerta.
2) Offerte: cosa succede davvero quando fai “Make offer”
La funzione “Make offer” esiste da anni e serve per negoziare in modo “in-app”, tracciabile e pulito. Depop spiega che puoi fare un’offerta, non modificarla una volta inviata, e tenerne una attiva per articolo.
Sulla questione che tutti chiedono (“ma le offerte sono vincolanti?”) la risposta pratica è: di solito no, nel senso che l’offerta serve a negoziare ma l’acquisto si completa quando qualcuno paga. Però Depop ha anche sperimentato formule più “rigide” (tipo opzioni di offerta con pagamento bloccato/riservato). È un’area in movimento, e infatti online trovi ancora un po’ di confusione tra “offerta classica” e test più vincolanti.
3) Checkout e costi lato acquirente (attenzione: dipende dal Paese)
Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, Depop ha introdotto una Marketplace fee per gli acquirenti: fino al 5% del prezzo dell’oggetto + un fisso fino a £/$1 (escluse tasse e spedizione). La cifra esatta viene mostrata a checkout e in ricevuta, e viene rimborsata se l’ordine viene rimborsato.
Se compri dall’Italia, la situazione può essere diversa: non è detto che tu veda quella marketplace fee, e molto spesso la parte “sensibile” diventa la spedizione (soprattutto se stai comprando da UK/US o da venditori che non spediscono fuori dal loro Paese).
4) Protezioni per chi compra
Depop ha un programma chiamato Depop Protection che copre acquisti (per esempio oggetto non arrivato, arrivato danneggiato o “significativamente diverso dalla descrizione”) con rimborso se segnali entro un certo periodo. Depop indica 30 giorni come finestra per aprire la segnalazione nei casi coperti.
Occhio però: Depop specifica anche che Depop Protection è disponibile per buyer in UK, US e Australia. Se sei in Italia, è più facile che la tua tutela reale dipenda dalla combinazione “pagamento consentito + dispute” (spesso via PayPal se è il metodo usato).
Come funziona vendere su Depop
1) Pubblicare un annuncio che non sembri un annuncio
Qui si gioca metà del risultato. Depop stessa dà indicazioni sul listing: puoi pubblicare da app o da web e ti guida passo passo.
E sulle descrizioni: brevi, pertinenti, con parole chiave sensate (anche perché Depop genera automaticamente tag/keyword, quindi non serve riempire di hashtag random come nel 2019).
Se devo dirtela come la direi a un amico: su Depop vince chi fotografa “come se stesse postando”, non “come se stesse catalogando”. Sembra una sciocchezza, ma cambia tutto.
2) Prezzo, sconti e bundle
Hai tre leve semplici:
- Sconti: puoi applicarli anche in bulk e Depop ti lascia scegliere percentuali ampie.
- Bundle: puoi impostare incentivi per chi compra 2+ articoli (sconto o spedizione gratuita) dalle impostazioni.
- Offerte inviate dal venditore: Depop permette anche al venditore di inviare offerte a chi ha messo like; l’offerta in genere ha una finestra (tipicamente 24 ore) dopo cui scade.
3) Boost: paghi solo se vendi, ma occhio alla percentuale
Depop ha “Boosted Listings” per spingere visibilità. La fee cambia per area geografica:
- Venditori fuori da UK e US: boosting fee indicata all’8%.
- UK e US: Depop indica un boosting fee al 12% per nuove inserzioni a partire dal 23 marzo 2026.
Traduzione: se sei in Italia, oggi ti trovi più spesso nella fascia “8% boost”, ma resta una variabile da leggere bene perché Depop aggiorna i dettagli nelle sue pagine di supporto.
Commissioni e pagamenti: la parte che crea più confusione (specie in Italia)
Venditori in Italia e in generale fuori da UK/US: la regola del 10%
Qui Depop è molto esplicita: i seller fuori da UK e US pagano una selling fee del 10% (sul prezzo dell’oggetto, escluse tasse, e includendo anche la spedizione se non usi etichette Depop).
In più, per chi sta fuori da UK/US, Depop indica che il pagamento passa tipicamente da PayPal e che le fee di processing variano in base al conto PayPal e al Paese.
Quindi, in Italia, il “costo reale” di una vendita è spesso:
- 10% Depop
- fee PayPal (variabile)
Non è che sia impossibile far tornare i conti, ma è il motivo per cui su Depop tanti prezzi sembrano più alti: il margine viene ricostruito a monte.
UK/US: “zero selling fees”, ma compare la marketplace fee per chi compra
Nel Regno Unito Depop ha annunciato l’evoluzione della fee structure nel 2024: zero selling fees per i seller, e introduzione della marketplace fee lato buyer dal 15 aprile 2024.
Negli Stati Uniti, dinamica simile: marketplace fee lato buyer (da luglio 2024) e selling fee rimossa per i seller in ambito US/USD.
Questo spiega una cosa che noti subito se parli con venditori UK/US: vendere “pesa” meno lato commissioni Depop, ma comprare costa leggermente di più lato checkout.
Depop Payments e payout: dove esiste, come si incassa
Depop Payments (via Stripe) permette pagamenti con carte, Apple Pay, Google Pay e anche Klarna dove disponibile. Depop dice anche che è obbligatorio per i seller in US, UK e Australia.
Sui payout: Depop spiega finestre tipo “10 giorni lavorativi dalla vendita” oppure più rapide dopo la consegna (in base al Paese e alla spedizione), con esempi precisi per US e UK.
E nota interessante, freschissima: nei Termini è citato l’avvio graduale (dal 29 marzo 2026) di una funzione in US che consente ai seller di riutilizzare fondi tramite Depop Balance per spese “business” dentro piattaforma.
Spedizioni: etichette Depop dove ci sono, “fai tu” dove non ci sono
Se sei in UK o US, Depop spinge molto Depop Shipping: etichetta pronta, spesso anche QR code, e processi più automatizzati (soprattutto sul tracking).
Se invece sei fuori (Italia compresa), Depop è chiara: scegli tu il metodo, imposti un prezzo di spedizione realistico (domestico e/o worldwide) e gestisci tracking e corriere.
Un dettaglio che sembra piccolo ma non lo è: Depop consiglia sempre di fare tutto dentro piattaforma e mantenere prova di spedizione/tracking. Anche perché, se succede qualcosa, la prima cosa che ti chiederanno è “hai tracking?”.
Resi e rimborsi: quando Depop interviene e quando diventa una trattativa
Depop distingue tra:
- problemi “hard” (oggetto non arrivato / non conforme in modo serio)
- richieste “soft” (ripensamenti, taglia sbagliata, cambio idea)
Per i casi seri, Depop dice che devi aprire una disputa attraverso Depop o PayPal a seconda del metodo di pagamento.
Sui resi: la regola pratica resta molto tradizionale, e Depop la esplicita: in genere il venditore rimborsa solo quando l’oggetto è tornato indietro e risulta ok.
E lato fee: se una vendita viene rimborsata, Depop indica che le fee vengono stornate (selling fee, processing, boosting).
Sicurezza: le tre cose che Depop ripete (e che conviene ascoltare)
Depop non gira troppo intorno al punto:
- vendi solo tramite app / sito Depop (se vendi “fuori”, perdi protezioni e rischi sanzioni)
- non organizzare vendite di persona, non portare la chat off-platform, non seguire link strani
- i pagamenti devono passare da Depop Payments (Stripe) o PayPal: nient’altro
Non è moralismo: è la differenza tra “mi arriva un pacco” e “ho solo un DM e una promessa”.
Cosa aspettarsi nel 2026 (spoiler: Depop sta cambiando pelle)
Tra 2024 e 2026 Depop ha rimesso mano alla struttura delle fee (seller fee rimossa in UK/US, marketplace fee lato buyer, boosting rivisto).
E ora c’è pure l’elefante nella stanza: l’acquisizione annunciata da eBay. Se si chiude davvero nel Q2 2026 come indicato, è realistico aspettarsi ulteriori ritocchi su pagamenti, spedizioni e soprattutto “discoverability” (la parte di algoritmo e ricerca).
FAQ
Depop è sicuro?
È “sicuro” nella misura in cui usi checkout e chat dentro Depop e non ti fai portare fuori piattaforma. Depop stessa insiste su questa regola e collega molte protezioni a transazioni fatte correttamente.
In Italia Depop applica ancora la commissione del 10%?
Sì: Depop indica che i seller fuori da UK e US pagano una selling fee del 10%.
Perché a checkout a volte vedo una “marketplace fee”?
Perché in UK e US Depop applica una Marketplace fee sugli acquisti (fino al 5% + fisso). Se compri da altri Paesi potresti non vederla.
Posso cambiare indirizzo dopo aver comprato?
No: Depop dice che non puoi modificarlo post-acquisto. La soluzione “corretta” è rimborso e ricompra dopo aver aggiornato l’indirizzo.
Le offerte su Depop sono vincolanti?
Nella forma più comune, sono parte di una trattativa e l’acquisto si completa al pagamento. Depop ha anche testato opzioni più vincolanti (“binding offers”) in alcuni contesti, quindi la risposta dipende dalla versione/mercato.
Quando ricevo i soldi se vendo con Depop Payments?
Dipende dal Paese e dal tipo di spedizione: Depop descrive finestre come “10 giorni lavorativi dalla vendita” oppure più rapide dopo la consegna (per esempio con Depop Shipping).
Depop Protection vale anche per chi compra dall’Italia?
Depop indica Depop Protection come disponibile per buyer in UK, US e Australia. Se compri dall’Italia, la tutela concreta può dipendere dal metodo di pagamento e dalla procedura di disputa (spesso via PayPal se quello è il canale).
Considerazioni finali
Depop mi piace per un motivo semplice: non è un mercato “freddo”. È più vicino a una community di stile che a un catalogo. Il rovescio della medaglia è che questa componente social crea anche attriti (trattative infinite, offerte che nascono e muoiono, aspettative da Instagram più che da e-commerce). Però quando funziona, funziona bene: trovi pezzi strani, nicchie, micro-tendenze e venditori che ci mettono una cura che altrove non vedi.
Il vero punto, nel 2026, è che Depop non sta più giocando la partita “piccola”. Ha già riscritto le fee in mercati chiave, ha irrigidito (giustamente) sicurezza e pagamenti, e ora entra in un’altra fase con l’operazione eBay. Se l’integrazione futura verrà gestita con intelligenza, Depop potrebbe diventare più affidabile senza perdere identità. Se invece inseguirà solo la scala, rischia di smussare proprio quella stranezza che la rende desiderabile.





