Intelligenza artificiale e linguaggio: un fenomeno in evoluzione
Secondo una recente ricerca condotta dai ricercatori del Max Planck Institute for Human Development, il linguaggio utilizzato da accademici e professionisti dell’educazione sta subendo una trasformazione. Senza volerlo, stanno adottando il vocabolario tipico di ChatGPT, il chatbot sviluppato da OpenAI basato sul modello di intelligenza artificiale GPT.
ChatGPT: il chatbot di OpenAI
ChatGPT è un assistente virtuale in grado di rispondere a una vasta gamma di domande e richieste. Disponibile gratuitamente online, è compatibile con diversi sistemi operativi come Windows 10/11, macOS Apple Silicon, Android e iOS. La sua capacità di generare risposte coerenti e strutturate lo rende uno strumento utile, ma solleva anche alcune preoccupazioni.
La trasformazione linguistica
Lo studio ha analizzato 280.000 video accademici pubblicati su YouTube, distribuiti su oltre 20.000 canali. I risultati mostrano un aumento del 50% nell’uso di termini tipici generati dall’IA. Sebbene i testi non siano scritti direttamente da ChatGPT, gli autori attingono inconsciamente al suo vocabolario, portando a una sorta di “contaminazione linguistica”.
Implicazioni della contaminazione linguistica
Questa tendenza potrebbe impoverire la lingua, eliminando le sfumature emotive e le particolarità regionali che arricchiscono la comunicazione umana. L’autocorrezione costante rischia di danneggiare la diversità linguistica, sostituendo un linguaggio più vivace e spontaneo con uno più strutturato e monotono.
Un paradosso linguistico
È ironico notare come le aziende creino chatbot per imitare gli esseri umani, mentre ora sono gli umani a imitare l’IA. Questa situazione paradossale rappresenta un pericolo, e bisogna evitare di cadere nella trappola di un vocabolario artificiale.
Nonostante le sfide, molti accademici trovano in ChatGPT un assistente efficace per la redazione di articoli con scadenze strette. Tuttavia, il tono monotono e la mancanza di vivacità nei testi più lunghi rimangono un problema, indipendentemente dal prompt utilizzato.
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Fonte: LesNumériques

