La scoperta di tessuti molli fossili nei dinosauri apre una nuova strada per comprendere l’evoluzione delle malattie. I ricercatori stanno ora esplorando questi resti biologici alla ricerca di indizi sul cancro.
Un team internazionale ha analizzato un fossile di Telmatosaurus transsylvanicus, un erbivoro del Cretaceo, utilizzando tecniche di microscopia avanzata. I loro risultati suggeriscono che le proteine antiche potrebbero rivelare meccanismi biologici comuni tra specie estinte e umani.
Immagina globuli rossi vecchi di 70 milioni di anni. L’analisi al microscopio elettronico ha evidenziato strutture simili a globuli rossi nelle ossa fossilizzate. I ricercatori hanno identificato potenziali biomarcatori, comprese proteine legate a tumori. Questi elementi potrebbero spiegare come alcune malattie, come il cancro, abbiano attraversato i millenni.
Uno studio precedente aveva già rilevato una tumore benigno nello stesso dinosauro. Queste scoperte confermano che le patologie attuali affondano le loro radici in un passato molto remoto.
Dinosauri come modelli per la medicina?
I dinosauri, grazie alla loro dimensione e longevità, offrono un’opportunità unica per analizzare l’evoluzione dei meccanismi di difesa contro il cancro. Le loro particolarità biologiche potrebbero ispirare nuove approcci terapeutici.
Le proteine conservate nelle ossa fossilizzate permettono di studiare le malattie senza ricorrere al DNA, spesso degradato. Questo metodo, ancora poco sfruttato, potrebbe essere applicato ad altre specie estinte.
Gli autori sottolineano l’importanza di preservare meglio i tessuti molli nelle collezioni paleontologiche. Questi campioni, preziosi per la scienza, potrebbero rivelare molti altri segreti con i progressi tecnologici.
Per approfondire: come resistono al tempo le proteine antiche?
Le proteine fossili si conservano meglio del DNA grazie alla loro struttura chimica stabile. I minerali delle ossa le proteggono per milioni di anni.
Tecniche come la spettrometria di massa permettono di identificarle nonostante la loro parziale degradazione. Queste analisi rivelano somiglianze con le proteine moderne.
Alcune di queste molecole antiche sono associate a malattie, offrendo uno sguardo sulla loro storia evolutiva. Il loro studio potrebbe aiutare a comprendere l’origine di alcuni cancro.
Fonte: Techno Science





