HomeNews TechEcco perché dovresti prendere il controllo ed eliminare i tuoi dati personali...

Ecco perché dovresti prendere il controllo ed eliminare i tuoi dati personali online

Le probabilità che i tuoi dati personali e le tue impronte digitali siano già presenti su Internet sono alte. Diversi attori malintenzionati sono costantemente alla ricerca di informazioni personali a cui non dovrebbero avere accesso. Tuttavia, esistono alcuni metodi per proteggere queste informazioni, rendendole inaccessibili ai broker di dati e ad altre istituzioni. Sorprendentemente, questi metodi sono piuttosto semplici da attuare.

Perché è importante proteggere i tuoi dati?

Ogni azione che compiamo online lascia una traccia, una sorta di impronta digitale. Questo fenomeno riguarda non solo i social media, ma anche gli acquisti online e i siti più sensibili come quelli finanziari e medici. In qualche modo, i tuoi dati vengono raccolti: che si tratti di un numero di telefono, un indirizzo o un’email, queste informazioni possono essere facilmente acquisite.

Come proteggere la tua impronta digitale

Fortunatamente, ci sono alcuni modi per ridurre la tua impronta digitale e proteggere i tuoi dati personali. Questi metodi non solo ti aiutano a mantenere la tua privacy, ma sono anche facili da implementare. Ad esempio, puoi utilizzare strumenti di crittografia, gestire con attenzione le impostazioni della privacy sui social media e fare attenzione ai siti su cui condividi le tue informazioni personali.

​Fonte: 9to5Google

Per saperne di più

Ambra Ferrari
Ambra Ferrarihttps://sotutto.it
🚀 Appassionata di tecnologia e scienza, non disdegno di scrivere anche guide o news sul mondo della telefonia mobile. Amo scoprire e condividere le ultime novità tecnologiche e le innovazioni digitali, cercando sempre di rendere i temi tech comprensibili a tutti. 🌍✈️ Amo viaggiare e spesso scrivo in remoto dalle zone più fighe della Terra! 📱✨
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Gemini Intelligence cambia Android: il telefono ora vuole capire prima di eseguire

Gemini Intelligence cambia Android: il telefono ora vuole capire...

Android 17 rischia di essere ricordato meno per le icone e più per un cambio di mentalità: Google vuole trasformare lo smartphone da contenitore...
iPhone Ultra, Apple prepara il suo pieghevole più ambizioso

iPhone Ultra, Apple prepara il suo pieghevole più ambizioso

Apple sembra pronta a giocarsi una carta che rimandava da anni: il primo iPhone pieghevole. Il nome non è ancora ufficiale, ma nelle ultime indiscrezioni torna con insistenza iPhone Ultra, una scelta che avrebbe senso: non un semplice iPhone “Fold”, ma un modello pensato per stare sopra ai Pro, almeno come prezzo, immagine e posizionamento.La cosa interessante è che Apple non entrerebbe nel mercato dei foldable per fare numero. Arriverebbe tardi, come spesso le capita, ma con l’obiettivo di rendere il pieghevole meno “esperimento da appassionati” e più prodotto da usare ogni giorno. Il punto è proprio questo: riuscirà davvero a farlo?

WhatsApp porta le chat in incognito su Meta AI:...

WhatsApp sta introducendo una novità che, almeno sulla carta, risponde a una delle domande più scomode dell’era AI: possiamo parlare con un chatbot senza consegnargli pezzi troppo personali della nostra vita? La risposta di Meta si chiama Incognito Chat con Meta AI, una modalità pensata per avviare conversazioni temporanee e private con l’assistente integrato in WhatsApp e nell’app Meta AI.La funzione è in rollout graduale, quindi non tutti la vedranno subito. Il concetto però è chiaro: quando si apre una chat in incognito con Meta AI, la conversazione non viene salvata e sparisce una volta terminata la sessione. Non è solo una cronologia nascosta, ed è qui che la faccenda diventa interessante.
Android vuole prevedere cosa farai

Android vuole prevedere cosa farai: la nuova AI di...

Android sta iniziando a muoversi in una direzione molto chiara: non vuole più limitarsi ad aprire app, mostrare notifiche e gestire impostazioni. Vuole capire cosa stiamo per fare. La nuova funzione Contextual suggestions, in fase di distribuzione su alcuni dispositivi, è uno di quei tasselli che sembrano piccoli solo in apparenza. In realtà racconta molto del futuro che Google ha in mente per il suo ecosistema.L’idea è semplice: lo smartphone osserva le abitudini dell’utente e propone azioni nel momento in cui potrebbero servire. Un esempio pratico? Se ogni sera, entrando in palestra, parte sempre la stessa playlist, Android potrebbe suggerire direttamente quel contenuto. Oppure, se il sabato l’utente trasmette spesso una partita alla TV del salotto, il telefono potrebbe proporre il casting al momento giusto.Detta così sembra una comodità innocua. Anzi, quasi banale. Ma il punto è proprio questo: le funzioni AI più potenti non sono sempre quelle appariscenti. Spesso sono quelle che si infilano nei gesti quotidiani senza farsi troppo notare.