HomeIAEnergia integrata alimenta vermi modulari e robot meduse

Energia integrata alimenta vermi modulari e robot meduse

Nel medesimo modo in cui la vita terrestre si è evoluta da nuotatori oceanici a camminatori terrestri, anche i robot morbidi stanno facendo progressi, grazie alla recente ricerca della Cornell University nello sviluppo e nel design delle batterie. Un robot verme modulare e una medusa dimostrano i vantaggi dell’energia incorporata, un approccio che integra le fonti di energia nel corpo di una macchina per ridurne il peso e il costo.

Innovazione nei robot morbidi

Il verme e la medusa sono discendenti diretti di un robot morbido acquatico, ispirato a un pesce leone e presentato nel 2019, che poteva immagazzinare energia e alimentare le sue applicazioni tramite un fluido idraulico circolante, noto come “sangue robotico”. Un sangue simile sostiene le nuove specie, ma con un design migliorato per una maggiore capacità della batteria e densità di potenza.

Design e capacità del robot medusa

“La medusa ha una capacità molto maggiore rispetto al suo peso, quindi la durata del suo viaggio è ancora più lunga rispetto al pesce,” ha affermato Rob Shepherd, professore di ingegneria meccanica e aerospaziale, che ha guidato entrambi i progetti. Questo rende la medusa un ideale strumento a basso costo per l’esplorazione oceanica, poiché può essere trasportata dalla corrente, poi nuotare fino alla superficie per inviare e ricevere comunicazioni, prima di affondare nuovamente.

Il robot verme: un design innovativo

La chiave dell’innovazione del robot verme è il suo design compartimentato. Il corpo del verme è una serie di pod interconnessi, ciascuno contenente un motore e un attuatore a tendine, permettendo al verme di comprimere ed espandere la sua forma, oltre a una pila di sacche di anolita immerse in catolita. “Ci sono molti robot alimentati idraulicamente, e siamo i primi a utilizzare il fluido idraulico come batteria, il che riduce il peso complessivo del robot, poiché la batteria serve a due scopi: fornire energia al sistema e fornire la forza per farlo muovere,” ha spiegato Shepherd.

Modalità di movimento e applicazioni

I ricercatori hanno testato due modalità di movimento. Il verme può avanzare lungo il terreno, con ogni pod che si contrae e poi si spinge in avanti; può anche spingersi su e giù per un tubo verticale come un bruco, una tecnica nota come strisciamento a due ancore. Sebbene il robot non sia particolarmente veloce, impiegando 35 ore per percorrere 105 metri con una singola carica, è comunque più rapido di altri robot verme alimentati idraulicamente. Per quanto riguarda le applicazioni potenziali, il verme è particolarmente adatto per esplorare passaggi lunghi e stretti, come tubi, e possibilmente effettuare riparazioni.

 

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Quasi 15 milioni di italiani usano app di IA:...

A dicembre 2025 quasi 15 milioni di italiani hanno usato almeno un’app di intelligenza artificiale: parliamo del 35% della popolazione online (18–74 anni) e di una media annua di 12,7 milioni, più del doppio rispetto al 2024.Il dettaglio che fa rumore, però, è un altro: ChatGPT supera i 10 milioni di utenti unici e viene usato da quasi un italiano su quattro. Non è più il giocattolo da provare una volta e poi dimenticare. È entrato nel quotidiano, nel bene e nel male.
Logo Chat GPT

OpenAI prepara una “super app” per PC: ChatGPT, Codex...

Negli ultimi mesi mi è capitato spesso di usare ChatGPT in una finestra, un tool di coding in un’altra, e poi… il browser, perché alla fine tutto passa da lì. È un flusso un po’ spezzato, “a pezzi”, e se lavori davvero con l’AI te ne accorgi subito. Ecco perché la voce che gira oggi ha senso: OpenAI starebbe lavorando a una super app desktop capace di unire le sue esperienze principali e, soprattutto, spingere forte sugli agenti (quelli che non si limitano a rispondere: agiscono).

Meta vuole meno moderatori umani e più IA: cosa...

Se negli ultimi anni ti è capitato di segnalare un profilo fake, una truffa “troppo bella per essere vera” o un post chiaramente fuori linea, hai già visto come funziona la moderazione su Meta: una miscela di algoritmi, sistemi automatici e (soprattutto) tantissime persone pagate per guardare il peggio del web. Ora Meta sta spostando l’ago della bilancia: meno controllo umano esterno, più sistemi di intelligenza artificiale basati su modelli linguistici.La notizia è del 20 marzo 2026 e arriva insieme a un altro pezzo del puzzle: Meta AI support assistant, una specie di “help desk” dentro Facebook e Instagram che promette risposte rapide e azioni dirette sull’account.
Earth-2 NVIDIA

NVIDIA Earth-2: i nuovi modelli AI meteo promettono previsioni...

Negli Stati Uniti, in queste ore, una grossa tempesta invernale sta mettendo in crisi la solita routine: apri l’app meteo, guardi la previsione, poi apri un’altra app… e trovi numeri diversi, spesso lontani tra loro. È il tipo di scenario che ti ricorda quanto la meteorologia, anche nel 2026, resti una scienza difficile da “impacchettare” in una notifica.In mezzo a questo caos, NVIDIA ha scelto un timing quasi perfetto per presentare la sua nuova famiglia di modelli AI per il meteo, parte del progetto Earth-2. E qui la notizia non è solo “una big tech fa un modello”. È un salto di ambizione: NVIDIA parla di strumenti aperti, più veloci, e con performance che — almeno sulla carta — mettono pressione anche ai nomi grossi già in campo.