La Commissione europea ha avviato il percorso per una possibile etichetta energetica per i computer, con l’obiettivo di offrire un criterio standardizzato per confrontare i modelli prima dell’acquisto. Lo studio preliminare pubblicato dalla Direzione generale per l’energia dell’Ue indica che la classificazione potrebbe distinguere notebook, PC fissi e all-in-one.
Il punto centrale sarebbe evitare confronti fuorvianti tra macchine pensate per impieghi molto diversi: un computer per il gaming o una postazione di lavoro più potente richiedono infatti più energia, ma non possono essere valutati con gli stessi parametri di un portatile destinato ad attività leggere.
Una scala pensata per confrontare prodotti diversi
Per frigoriferi, lavatrici e altri elettrodomestici la scala da A a G è ormai un riferimento familiare. I computer sono invece rimasti finora fuori da questo sistema, nonostante siano acquistati per lavoro, studio, svago e utilizzi professionali.
La consultazione della Direzione generale per l’energia dell’Ue prende in considerazione tre grandi categorie: notebook, computer fissi e all-in-one, cioè i dispositivi che integrano l’hardware direttamente nello schermo. L’idea è analizzare consumi e prestazioni all’interno di gruppi comparabili, senza penalizzare automaticamente i prodotti progettati per carichi più impegnativi.
Non si tratta quindi di un’etichetta già approvata o in arrivo sul mercato con una data definita. La Commissione ha posto le basi attraverso uno studio preliminare: i dettagli finali, i criteri di calcolo e l’eventuale calendario dovranno ancora essere definiti.
I dati emersi dalla consultazione
L’indagine ha coinvolto oltre 4.200 consumatori in sette Stati membri dell’Unione europea. Secondo i risultati riportati, circa il 90% degli intervistati riconosce e interpreta correttamente la scala di efficienza da A a G; l’82% comprende invece il dato sul consumo assoluto espresso in wattora.
Questi numeri spiegano perché l’Ue stia valutando un formato vicino a quello già adottato su altri prodotti: la scala alfabetica è leggibile per una larga parte del pubblico, mentre il consumo assoluto può aggiungere un dato più concreto alla classe di efficienza.
Il precedente degli smartphone
Dal giugno 2025 gli smartphone venduti sul mercato europeo dispongono di un’etichetta che riporta la classe di efficienza energetica da A a G, la durata della batteria nell’uso intensivo e la longevità, indicata attraverso i cicli di ricarica garantiti prima che la capacità scenda sotto l’80%.
Per i PC il confronto non può essere identico, perché le configurazioni e gli scenari d’uso sono più ampi. Anna Vizzari, Coordinatrice Public Affairs di Altroconsumo, sottolinea che una futura etichetta dovrebbe restare semplice e leggibile, ma basarsi sul rapporto tra consumi e prestazioni. Fra gli elementi rilevanti cita anche durata del prodotto, riparabilità e possibilità di aggiornare i componenti.
Valentina Pontiggia, direttrice dell’Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano, definisce lo studio un passaggio necessario per colmare una lacuna del sistema attuale. Richiama inoltre l’applicazione in Italia, dal 27 settembre 2026, della direttiva EmpCo, pensata per contrastare le comunicazioni ambientali prive di dati verificabili.
FAQ
L’etichetta energetica per i computer è già obbligatoria?
No. Il documento citato è uno studio preliminare della Direzione generale per l’energia dell’Ue e non annuncia l’entrata in vigore di un obbligo né una data di arrivo dell’etichetta.
Quali computer potrebbero essere inclusi?
Le ipotesi esaminate distinguono notebook, computer fissi e all-in-one. La separazione serve a confrontare dispositivi con caratteristiche e richieste energetiche differenti.
La classe A-G basterebbe a scegliere un PC?
La classificazione renderebbe più immediato il confronto, ma Altroconsumo evidenzia l’importanza di valutare anche le prestazioni, la durata, la riparabilità e l’aggiornabilità dei componenti.
Considerazioni finali
Secondo noi, estendere l’etichetta energetica ai computer sarebbe utile soprattutto se il confronto resterà legato alla categoria e al tipo di utilizzo. Un numero isolato rischia di dire poco davanti a prodotti tanto diversi; un indicatore costruito sul rapporto fra consumi e prestazioni può invece rendere più trasparente una scelta spesso complessa.
Il passaggio più importante è che l’efficienza non venga letta soltanto come assorbimento elettrico. Durata, riparabilità e possibilità di aggiornamento incidono sul valore effettivo di un PC nel tempo: sono questi gli elementi che renderebbero una futura etichetta davvero significativa al momento dell’acquisto.

