domenica, 8 Febbraio 2026
HomeTecnologia e ScienzeFarmaco Comune per il Diabete Associato a 'Longevità Eccezionale' nelle Donne

Farmaco Comune per il Diabete Associato a ‘Longevità Eccezionale’ nelle Donne

Una nuova ricerca ha rivelato che la metformina, oltre a gestire efficacemente il diabete di tipo 2, potrebbe offrire alle donne anziane una maggiore probabilità di raggiungere i 90 anni, grazie ai suoi effetti anti-invecchiamento. Lo studio ha analizzato dati provenienti da una ricerca a lungo termine condotta negli Stati Uniti su donne in postmenopausa.

La ricerca ha coinvolto 438 donne, suddivise in due gruppi: metà assumeva metformina per il diabete, mentre l’altra metà utilizzava un altro farmaco, la sulfonilurea. Nonostante ci siano diversi avvertimenti nello studio, le donne del gruppo metformina hanno mostrato un rischio inferiore del 30% di morire prima dei 90 anni rispetto a quelle del gruppo sulfonilurea.

“La metformina ha dimostrato di colpire molteplici vie di invecchiamento e quindi è stata ipotizzata come un farmaco che può prolungare la longevità umana”, scrivono i ricercatori nel loro articolo pubblicato. “Abbiamo scoperto che l’inizio della terapia con metformina ha aumentato la longevità eccezionale rispetto all’inizio della terapia con sulfonilurea tra le donne con diabete di tipo 2”.

La metformina è conosciuta da decenni ed è considerata un geroterapico, un farmaco capace di rallentare vari processi di invecchiamento nel corpo. Ad esempio, è stato dimostrato che limita i danni al DNA e promuove l’attività genica associata alla lunga vita. Lo studio ha utilizzato 90 anni come indicatore di longevità “eccezionale”.

 

Fonte: Science Alert

Per saperne di più

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Scoperta una nuova fase della materia tra solido e...

Quando si parla di nuove fasi della materia, la prima reazione è spesso di scetticismo. Abbiamo già solide, liquidi, gas, plasma… serve davvero aggiungerne un’altra? In questo caso sì, perché non si tratta di una definizione teorica, ma di una fase osservata sperimentalmente che sfugge alle categorie classiche.La notizia arriva da una ricerca recente che mostra come, in condizioni precise, la materia possa stabilizzarsi in uno stato che non è né solido né liquido, ma qualcosa di strutturalmente ordinato e allo stesso tempo capace di fluire.
Fusione Nucleare

I fisici della fusione hanno trovato un modo per...

La fusione nucleare è forse la frontiera più ambiziosa della ricerca energetica moderna: replicare sulla Terra quello che accade nel cuore del Sole, fondendo...
L'origine della vita sulla Terra potrebbe essere molto più semplice di quanto si pensasse

L’origine della vita sulla Terra potrebbe essere molto più...

Per anni ci siamo raccontati che la nascita della vita sulla Terra fosse il risultato di una combinazione quasi miracolosa di eventi: condizioni rarissime, ambienti estremi, reazioni chimiche difficilissime da replicare. Una storia affascinante, certo, ma anche comoda. Più la vita sembra improbabile, più ci sentiamo speciali. E se non fosse andata così?Una recente ricerca scientifica rimette in discussione questa narrativa e propone un’idea decisamente più sobria, quasi disarmante: la vita potrebbe essere emersa grazie a processi chimici semplici, comuni e ripetibili, in ambienti tutt’altro che eccezionali della Terra primordiale.
Satelliti Starlink

SpaceX vuole portare l’IA nello spazio con un milione...

C’è una cifra che, appena la leggi, ti costringe a rileggere due volte: un milione di satelliti. Non è un titolo acchiappa-click buttato lì. È l’idea che SpaceX avrebbe messo sul tavolo con un dossier indirizzato alla Federal Communications Commission: creare una costellazione gigantesca di satelliti “data center”, alimentati dal Sole, per spostare una parte del calcolo dell’IA fuori dalla Terra.