HomeNews TechFuga del Google Pixel 10, la sezione fotografica è davvero sorprendente

Fuga del Google Pixel 10, la sezione fotografica è davvero sorprendente

Una fuga di notizie svela le specifiche fotografiche complete della gamma Pixel 10

Il Pixel 10 Pro Fold evolve marginalmente. Il modello pieghevole, il Pixel 10 Pro Fold, non sfugge alla tendenza generale. Sostituisce il suo sensore principale Sony IMX787 da 64 MP (già limitato a 48 MP tramite ritaglio) con lo stesso Samsung GN8 del Pixel 10. Il resto dell’attrezzatura fotografica rimane invariato, inclusi i due sensori selfie (interno ed esterno) da 11 MP. Questa modifica potrebbe essere considerata un passo indietro in termini di qualità pura, a seconda delle condizioni di scatto.

Un teleobiettivo che cambia le carte in tavola per il Pixel 10. Finora riservato alle versioni Pro, il teleobiettivo arriva sul Pixel 10 standard. Questa sarebbe la principale novità di questa gamma, e modifica un po’ la gerarchia abituale tra i modelli. L’obiettivo in questione è un sensore Samsung 3J1 da 11 megapixel, già utilizzato sul Pixel 9 Pro Fold. Tuttavia, per integrare questo nuovo modulo senza far esplodere il prezzo o la dimensione del telefono, Google sembra aver fatto delle concessioni altrove. Il sensore principale passa da un Samsung GNV (50 MP, 1/1.31”) a un Samsung GN8 (50 MP, 1/1.95”), più piccolo. Stessa logica per l’ultra grandangolare, che scende da 48 MP a soli 13 MP (Sony IMX712). Due componenti già visti sul Pixel 9a.

Pochi o nessun cambiamento per i modelli Pro. Il Pixel 10 Pro e il Pixel 10 Pro XL manterrebbero esattamente la stessa configurazione fotografica dei Pixel 9 Pro. Si rimarrebbe quindi su un sensore principale Samsung GNV da 50 MP, un ultra grandangolare Sony IMX858 da 48 MP e un teleobiettivo dello stesso tipo. L’unica evoluzione è attesa dal lato software, con l’introduzione del processore Tensor G5. Questo integra un nuovo processore di elaborazione delle immagini, destinato a migliorare il rendimento globale, in particolare in condizioni di scarsa illuminazione. Ma sulla carta, l’hardware rimane invariato.

Una strategia che solleva interrogativi. Google sembra cercare un equilibrio tra arricchire l’entry-level e mantenere un chiaro divario con i modelli Pro. Il Pixel 10 guadagna una funzione attesa, ma in cambio, la qualità pura dei sensori diminuisce. È una scelta rischiosa e un po’ curiosa in realtà. Se il prezzo rimane al livello dell’anno scorso (899 €), il Pixel 10 rischia di essere in concorrenza diretta con un Pixel 9a meno costoso… ma non necessariamente inferiore dal punto di vista fotografico. Tutto ciò resta ovviamente da confermare durante l’annuncio ufficiale, previsto nei prossimi mesi.

 Fonte: Mac4ever

Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
Ciao! Sono una blogger appassionata di tecnologia e delle news dei mondi Apple e Android. Amo scoprire le ultime novità del settore e condividere storie e consigli utili con chi, come me, è sempre alla ricerca delle ultime novità. Quando non sono immersa tra recensioni e aggiornamenti tech, mi rilasso con una buona pizza e una maratona di serie TV! 🍕📱💙
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

MacBook Ultra può salvare il MacBook Pro da un errore già visto

MacBook Ultra può salvare il MacBook Pro da un...

Apple potrebbe avere in mente una mossa molto più intelligente di quanto sembri: non sostituire davvero il MacBook Pro con il nuovo modello ridisegnato, ma affiancargli un prodotto diverso, più ambizioso e probabilmente più caro. Il nome che circola è MacBook Ultra, e per una volta il solito cambio di branding potrebbe non essere solo marketing.Il punto è semplice: se il futuro portatile Apple con display OLED, touchscreen, design più sottile e forse Dynamic Island arrivasse come nuovo MacBook Pro, molti professionisti inizierebbero a preoccuparsi. Non tanto per l’innovazione in sé, quanto per quello che Apple potrebbe sacrificare pur di inseguire un design più moderno.Chi usa un MacBook Pro per montaggio video, sviluppo, fotografia, audio o lavoro pesante vuole prestazioni costanti, buona autonomia, dissipazione seria e porte fisiche. Magari non il computer più sottile del mondo, ma quello che funziona quando serve.
Apple Creator Studio diventa più AI: la suite creativa ora fa sul serio

Apple Creator Studio diventa più AI: la suite creativa...

Apple continua a spingere sull’intelligenza artificiale, ma questa volta lo fa in un punto molto concreto: le app creative. Con il nuovo aggiornamento di Apple Creator Studio, la suite che riunisce strumenti come Final Cut Pro, Logic Pro, Pixelmator Pro, Motion, Compressor, Keynote, Pages e Numbers, l’azienda prova a trasformare l’AI da semplice effetto wow a vero acceleratore di lavoro.La cosa interessante non è tanto la presenza dell’intelligenza artificiale in sé. Quella ormai la infilano tutti, spesso anche dove non serve. Qui il discorso è diverso: Apple sembra voler creare un flusso continuo tra video, immagini, musica e produttività. E per chi crea contenuti ogni giorno, questo può fare una differenza enorme.
Samsung prepara gli occhiali smart: il vantaggio nascosto è già nel Galaxy Ring

Samsung prepara gli occhiali smart: il vantaggio nascosto è...

La partita degli occhiali smart si sta scaldando in fretta. Meta ha trasformato i Ray-Ban Meta da esperimento curioso a prodotto riconoscibile, indossabile e persino desiderabile. Samsung, però, sembra voler entrare con una strategia diversa: non soltanto un paio di occhiali con fotocamera, microfoni e assistente AI, ma un nuovo nodo dell’ecosistema Galaxy.Il dettaglio più interessante emerso nelle ultime ore riguarda il controllo dei futuri Galaxy Glasses. Dall’app Galaxy Glasses Manager sono comparsi riferimenti all’integrazione con Galaxy Ring e Galaxy Watch. L’anello potrebbe attivare comandi tramite gesti, mentre lo smartwatch avrebbe un’app controller dedicata.Sembra una finezza software. In realtà è forse la cosa più concreta vista finora sugli occhiali smart di nuova generazione.
WhatsApp introduce gli username

WhatsApp cambia identità: arrivano gli username e il numero...

WhatsApp sta per fare una di quelle modifiche che, a prima vista, sembrano piccole. Poi ci pensi due minuti e capisci che toccano uno dei pilastri storici dell’app: il numero di telefono.La novità è ufficiale: WhatsApp ha iniziato a permettere agli utenti di prenotare un username, in vista del lancio completo della funzione nei prossimi mesi. Non significa che da oggi il numero sparisca dall’app, sia chiaro. Per creare e usare un account WhatsApp servirà ancora un numero di telefono. Però cambia il modo in cui ci si potrà far contattare da persone nuove, aziende, creator o contatti occasionali.Ed è qui che la cosa diventa interessante.