Dopo il recente rebranding delle Gemini Extensions, Google ha svelato nuovi dettagli sull’integrazione tra l’app Gemini e Google Photos, una funzione che permette di cercare, richiamare e interrogare visivamente i propri ricordi fotografici tramite comandi vocali o testuali.
Questa novità, ancora in fase di rilascio graduale per utenti selezionati, trasforma la propria libreria di immagini in una vera e propria banca dati personale, accessibile tramite l’intelligenza artificiale di Gemini.
Cerca tra le tue foto con parole chiave, luoghi e relazioni
Con l’integrazione attiva, puoi formulare domande o comandi che richiedono immagini direttamente dalla tua raccolta su Google Photos. Basta inserire nel prompt “my photos” o usare l’handle @Google Photos per attivare la funzione.
Ecco alcuni esempi di comandi che si possono usare:
- “Find my photos of Alex”
- “Show my photos from last summer”
- “Show me recent selfies”
- “Find my photos of landscapes”
- “Show my photos from my most recent trip”
La ricerca sfrutta informazioni già presenti in Google Photos come:
- Gruppi facciali (es. volti etichettati con nomi)
- Luogo e data degli scatti
- Descrizioni visive generate automaticamente
- Il contesto della conversazione con Gemini
Chiedi informazioni dettagliate nascoste nelle immagini
Oltre a trovare immagini, Gemini può analizzare visivamente le foto per estrarne contenuti e rispondere a domande contestuali. Questa funzione ricalca l’esperienza della feature “Ask Photos” testata da Google nel 2024, ora integrata nativamente.
Alcuni esempi avanzati:
- “@Google Photos what themes have we had for Lena’s birthday parties?”
- “@Google Photos what did we eat at the hotel in Stanly?”
- “@Google Photos what are the top 10 things we saw on our last trip?”
- “@Google Photos what’s my driver’s license number?”
Questo consente a Gemini di agire come memoria visiva e documentale personale, utile sia nella vita quotidiana che in contesti lavorativi.
Funzioni di condivisione e interazione tra app
Quando Gemini restituisce risultati fotografici:
- Toccando un’immagine o un album, si apre direttamente l’app Google Photos
- Su Android, è possibile trascinare e rilasciare una foto dalla finestra overlay di Gemini in un’altra app compatibile
- Le risposte testuali possono essere condivise, ma al momento le foto non sono incluse nel contenuto condivisibile, un limite che potrebbe essere rimosso in aggiornamenti futuri
Disponibilità: rollout graduale e per utenti selezionati
L’integrazione tra Gemini e Google Photos non è ancora attiva per tutti. Google la sta rilasciando progressivamente a un gruppo ristretto di utenti su invito, probabilmente gli stessi coinvolti nella waitlist per Ask Photos.
Se non la vedi ancora sul tuo account, potrebbe trattarsi di una limitazione lato server o di rollout parziale. Al momento non ci sono istruzioni per forzarne l’attivazione.
Conclusione: Gemini trasforma Google Photos in memoria attiva
Questa nuova funzionalità rappresenta un passo deciso verso un’interazione intelligente e semantica con i propri contenuti personali. Non si tratta più solo di sfogliare la galleria, ma di dialogare con essa, cercando informazioni, conferme e dettagli nascosti nel tempo.
Un’evoluzione che rende Gemini non solo un assistente AI generico, ma un’estensione personalizzata della propria memoria digitale.
Fonte: 9to5Google
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