domenica, 8 Febbraio 2026
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Il cerume potrebbe rivelare indizi sul Parkinson in fase precoce, secondo uno studio

Individuare il morbo di Parkinson il prima possibile è fondamentale per i pazienti, i loro cari e gli scienziati che lavorano a trattamenti o a una cura. Un nuovo studio ha scoperto che i composti organici volatili (VOC) presenti nel cerume potrebbero contenere segnali chimici della malattia neurologica.

La ricerca si basa su precedenti scoperte che suggeriscono che il Parkinson altera sottilmente l’odore corporeo, attraverso cambiamenti nel sebo, la sostanza oleosa che idrata naturalmente i nostri capelli e la nostra pelle. Tuttavia, analizzare il sebo sulla pelle è problematico poiché l’esposizione all’aria e all’ambiente esterno lo rende meno affidabile per i test clinici. Un team di scienziati dell’Università di Zhejiang ha deciso di esaminare il cerume, che è meglio protetto.

La diagnosi precoce e l’intervento sono cruciali per il trattamento del morbo di Parkinson, scrivono i ricercatori nel loro studio pubblicato. Questo studio propone un modello diagnostico che analizza i VOC dalle secrezioni del canale uditivo. Gli scienziati ritengono che questi VOC possano essere alterati da infiammazione, stress cellulare e neurodegenerazione nel cervello. Con i test giusti, il team ha ipotizzato che segnali sottili del Parkinson potrebbero manifestarsi nelle orecchie.

I ricercatori hanno prelevato campioni di cerume da 209 partecipanti allo studio, 108 dei quali avevano ricevuto una diagnosi di Parkinson. Analizzando le differenze nella composizione del cerume tra persone con e senza Parkinson, sono emersi quattro VOC: etilbenzene, 4-etiltoluene, pentanale e 2-pentadecil-1,3-diossolano.

Questi composti specifici nel cerume potrebbero essere utilizzati in futuro per identificare il Parkinson, fungendo da base per lo sviluppo di test. Tuttavia, è necessario eseguire la stessa analisi su gruppi più ampi di persone per periodi di tempo più lunghi.

Il team ha anche addestrato un dataset di intelligenza artificiale utilizzando gli stessi dati sui VOC, creando uno strumento chiamato sistema olfattivo di intelligenza artificiale (AIO) che ha raggiunto un tasso di accuratezza del 94,4% nell’identificare le persone con Parkinson nello studio, un inizio promettente, ma solo su un piccolo campione di persone finora.

Il sistema analitico basato su AIO sottolinea il suo potenziale per l’uso in dispositivi diagnostici medici da letto, aiutando in trattamenti più precoci ed efficaci per i pazienti con morbo di Parkinson, scrivono i ricercatori.

Gli attuali metodi di diagnosi del Parkinson possono coinvolgere una combinazione di valutazioni cliniche e scansioni cerebrali. La nuova ricerca potrebbe portare a un semplice test con tampone auricolare che potrebbe rendere questo processo di screening diagnostico più rapido, economico e capace di individuare il Parkinson in anticipo.

I risultati potrebbero anche aiutare gli studi in corso a comprendere come inizia il Parkinson e come potrebbe essere fermato. I cambiamenti identificati nei VOC potrebbero essere utilizzati come impronta chimica, identificando altri cambiamenti che avvengono a causa della malattia o che potrebbero portare ad essa.

 

Fonte: Science Alert

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Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
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