mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Il chip M5 di Apple? I risultati che non ti aspetti!

Il 2025 segna una nuova tappa nell’evoluzione dei chip Apple Silicon.
Il nuovo M5 è arrivato quasi in punta di piedi, senza rivoluzioni estetiche nei MacBook che lo ospitano, ma con un salto di potenza che sorprende anche i più scettici.
Un chip “base” che, secondo i primi test, riesce a sfidare il colosso M1 Ultra.
E se questo fosse l’inizio di una nuova era per i Mac “mainstream”?

Architettura compatta, potenza sorprendente

L’M5 mantiene la formula 10 core (4 core ad alte prestazioni e 6 ad alta efficienza) ma è costruito con un processo a 3 nanometri di terza generazione, lo stesso che ha permesso ad Apple di spingere ancora più in alto il rapporto tra prestazioni e consumi.
Dietro questa architettura apparentemente conservativa si nasconde un lavoro di ottimizzazione profondo, pensato per offrire potenza costante senza sacrificare l’autonomia.

Il risultato è un chip che non punta alla forza bruta, ma a un’efficienza intelligente.
E i numeri lo dimostrano.

I numeri che contano

Secondo i test svolti da Geekbench 6, l’M5 mostra risultati di tutto rispetto:

  • In single-core, è circa il 20% più veloce dell’M4.
  • In multi-core, raggiunge valori a soli 5-6 punti percentuali di distanza dall’M1 Ultra.

Per dare un’idea, significa che un MacBook Pro 14″ 2025, dal prezzo attorno ai 1.600 euro, oggi offre prestazioni paragonabili a una workstation di qualche anno fa.
Un salto generazionale concreto, che cambia davvero il modo di intendere il portatile “base”.

Cosa cambia nell’esperienza reale

La differenza non si misura solo nei numeri.
Nell’uso quotidiano, l’M5 rende tutto più fluido: esportazioni video più rapide, rendering grafico gestito con disinvoltura, multitasking senza scatti anche con decine di schede aperte.
La GPU integrata sfrutta una nuova architettura a 10 core con maggiore banda passante, mentre il Neural Engine da 32 core potenzia ogni aspetto legato all’intelligenza artificiale, dalla fotoritocco automatico alle traduzioni offline in tempo reale.

Anche la dissipazione è migliorata: i portatili con M5 restano silenziosi e freddi, segno di una gestione termica matura e di un’efficienza che si traduce in più ore lontani dalla presa.

I limiti, per ora

Naturalmente non è un chip perfetto.
La configurazione 4P + 6E resta limitante per chi lavora con rendering 3D pesanti o simulazioni scientifiche: nei carichi estremi si nota ancora un leggero throttling termico, segno che resta un processore pensato per l’equilibrio, non per gli eccessi.
Tuttavia, per la maggior parte dei creativi, sviluppatori e professionisti, le sue prestazioni sono più che sufficienti.

Un chip che ridefinisce il “base”

Con l’M5, Apple ha spostato verso l’alto l’asticella dell’hardware d’ingresso.
Un MacBook Pro equipaggiato con questo chip non è più un compromesso, ma un punto di riferimento per chi cerca un portatile potente, efficiente e davvero pronto per il futuro dell’AI locale.
È la conferma che Apple non gioca più solo sul terreno delle prestazioni pure, ma sull’equilibrio tra potenza, autonomia e silenzio.

Tabella comparativa Chip M5 vs Chip M1 Ultra

SpecificaM1 Ultra (2022)M5 (2025)
Processo produttivo5 nm (TSMC N5)3 nm (TSMC N3E Gen 3)
Core CPU20 (16 P + 4 E)10 (4 P + 6 E)
Core GPUFino a 64Fino a 10
Neural Engine32 core32 core
Memoria unificataFino a 128 GB / 800 GB/sFino a 24 GB / 120 GB/s
Dispositivi targetMac Studio, Mac Pro baseMacBook Pro, MacBook Air
TDP stimato~90–100 W~30 W
Prestazioni multi-core100 % (riferimento)~94 % dell’M1 Ultra (Geekbench 6)
Anno di lancio20222025

Considerazioni finali

L’M5 è, senza esagerare, il processore più maturo mai realizzato da Apple nella fascia standard.
Non per il punteggio in sé, ma per la filosofia che rappresenta: potenza accessibile, consumi contenuti e una fluidità d’uso che rende ogni azione immediata.

Personalmente, lo considero il vero punto di svolta della linea Apple Silicon.
L’M1 ha inaugurato la rivoluzione, ma è l’M5 a consolidarla.
E se questo è solo il modello base, le versioni Pro e Max promettono di ridefinire ancora una volta ciò che consideriamo “potenza da laptop”.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
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