mercoledì, 2 Aprile 2025
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Il vaccino contro l’herpes zoster protegge dalla demenza, rivela uno studio

Un vaccino contro l’herpes zoster potrebbe proteggere dalla demenza

Un recente studio suggerisce che un vaccino contro l’herpes zoster potrebbe ridurre il rischio di demenza. L’herpes zoster è una condizione caratterizzata da vesciche localizzate, che colpisce principalmente gli adulti che hanno avuto la varicella. Il virus responsabile di entrambe le condizioni può rimanere dormiente e riattivarsi in seguito.

Il legame tra infezioni virali e demenza

Esistono prove crescenti che infezioni virali comuni, come l’herpes zoster, possano contribuire allo sviluppo della demenza, favorendo la formazione di placche amiloidi che si ritiene inneschino la neurodegenerazione. Se confermato, i vaccini che proteggono da queste infezioni potrebbero anche ridurre il rischio di demenza, affrontando due malattie con un solo intervento.

Un esperimento naturale in Galles

Testare questa teoria è complesso, ma un team di ricercatori medici della Stanford University ha presentato dati solidi sfruttando una particolarità del programma di vaccinazione del Galles. In Galles, l’idoneità al vaccino contro l’herpes zoster era determinata dalla data di nascita. Dal 1 settembre 2013, tutti i cittadini gallesi di età pari o inferiore a 79 anni erano idonei per un anno, mentre quelli di 80 anni o più erano esclusi a causa della disponibilità limitata del vaccino.

Risultati dello studio

Il team ha confrontato i dati sanitari di 282.541 adulti vaccinati e non vaccinati, di età simile, separati solo da poche settimane rispetto alla data di cutoff. Entro la fine del periodo di studio nel 2020, un partecipante su otto era stato diagnosticato con demenza; coloro che avevano già una diagnosi di demenza prima del 2013 sono stati esclusi dai risultati. Tra coloro che avevano ricevuto il vaccino contro l’herpes zoster, la probabilità di sviluppare demenza era inferiore del 20%.

Implicazioni e considerazioni

In passato, studi associativi sui vaccini hanno sollevato dubbi, ma i fattori legati allo stile di vita degli individui hanno reso difficile identificare collegamenti causali. La politica vaccinale del Galles ha creato un esperimento naturale che ha isolato gli effetti del vaccino su due gruppi statisticamente identici. A parte la maggiore probabilità di aver ricevuto il vaccino, non c’erano differenze significative tra i due gruppi in termini di livello di istruzione, trattamenti sanitari o altre condizioni di salute.

Possibili meccanismi di protezione

Il team ha anche esplorato se la riduzione del rischio di demenza potesse essere dovuta alla diminuzione della riattivazione del virus dormiente. Questo potrebbe accadere se il virus fosse direttamente tossico per i neuroni o se promuovesse un’infiammazione nel sistema nervoso che è neurotossica, o entrambi.

 

Fonte: Science Alert

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Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://sotutto.it
Amante della tecnologia, della buona musica e della SEO, scrivo articoli per puro divertmento e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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