Con iOS 27.2 e iPadOs 27.2, Apple consentirà agli sviluppatori di adottare nell’Unione Europea una versione alternativa della richiesta di App Tracking Transparency. In Italia, però, quella variante sarà l’unica disponibile per le app distribuite sul territorio.
La modifica riguarda il messaggio con cui un’app chiede di collegare dati dell’utente o del dispositivo a dati raccolti da altre aziende, per finalità di pubblicità mirata, misurazione pubblicitaria o condivisione con un data broker. Il nuovo formato aggiunge anche un pulsante per visualizzare ulteriori informazioni.
Cosa cambia nella richiesta di App Tracking Transparency
Apple descrive la novità come una versione alternativa del prompt di sistema dedicato alla trasparenza sul tracciamento. Il cambiamento non elimina la richiesta di consenso, ma ne modifica impostazione e linguaggio.
Per gli sviluppatori viene introdotta l’opzione di inserire un pulsante testuale chiamato “Additional Information”. Attraverso questo elemento, l’app può mostrare maggiori dettagli sulla domanda rivolta alla persona prima della scelta.
Le informazioni aggiuntive possono riguardare tre casi indicati da Apple: il collegamento fra dati raccolti dall’app e dati provenienti da app, siti web o proprietà offline di altre aziende; l’uso per la pubblicità mirata o la relativa misurazione; la condivisione dei dati con un data broker.
In Italia il formato alternativo sarà obbligatorio
La possibilità di scegliere fra il prompt attuale e quello alternativo non varrà nello stesso modo in tutta l’UE. Apple precisa che, per requisiti legali, nelle app distribuite in Germania, Francia, Italia, Polonia e Romania sarà disponibile esclusivamente la versione alternativa.
Per chi usa un iPhone in Italia, quindi, la conseguenza concreta è che le app che presenteranno questa richiesta dovranno usare il nuovo formato previsto da Apple per questi cinque Paesi. La fonte non dettaglia differenze ulteriori tra i singoli mercati né indica modifiche alle app già installate.
Gli sviluppatori potranno chiedere di nuovo il consenso dopo un anno
Accanto al nuovo messaggio, Apple comunica un’altra modifica per gli sviluppatori dell’UE: potranno riproporre la richiesta di tracciamento un anno dopo la scelta precedente, sia nel caso in cui l’utente abbia accettato sia nel caso in cui abbia rifiutato.
Non si tratta dunque di una richiesta ripetibile liberamente in qualsiasi momento. Il limite temporale di un anno definisce quando l’app potrà domandare nuovamente l’autorizzazione.
Il contesto dell’accordo con le autorità tedesche
L’intervento arriva dopo un accordo fra Apple e l’autorità federale tedesca per la concorrenza, che ha chiuso un’indagine antitrust durata anni sulle regole di App Tracking Transparency. L’esame riguardava il possibile svantaggio per le app di terze parti rispetto ai servizi della stessa Apple.
Apple ha sempre respinto questa lettura, sostenendo di applicare ai propri software gli stessi principi di privacy rigorosi. Le autorità tedesche non si sono però dette convinte e Apple ha accettato otto modifiche al framework ATT in Europa. La fonte disponibile non ne elenca tutte le caratteristiche.
Domande frequenti
Quando arriva la modifica?
Apple indica iOS 27.2 e iPadOS 27.2 come versioni dalla quale gli sviluppatori potranno usare il prompt alternativo nell’Unione Europea.
L’Italia rientra nei Paesi coinvolti?
Sì. In Italia, come in Germania, Francia, Polonia e Romania, per le app distribuite nel Paese sarà disponibile soltanto la versione alternativa del prompt.
Cosa può spiegare il pulsante “Additional Information”?
Può fornire contesto sulla richiesta di collegare dati raccolti dall’app con dati di altre aziende, sull’uso pubblicitario o di misurazione e sulla possibile condivisione con un data broker.
Un rifiuto impedirà nuove richieste per sempre?
No. Gli sviluppatori dell’UE potranno riproporre la richiesta dopo un anno dalla scelta precedente, anche se l’utente aveva inizialmente rifiutato il tracciamento.
Considerazioni finali
La parte più rilevante della novità è la maggiore precisione richiesta attorno a una scelta che incide sui dati personali. Il pulsante per le informazioni aggiuntive può rendere più comprensibile perché un’app chiede di combinare dati provenienti da soggetti diversi, senza trasformare il consenso in un passaggio automatico e indistinto.
Il vincolo previsto per l’Italia merita attenzione proprio perché non lascia alle app locali la scelta del formato: la versione alternativa diventa lo standard obbligato. Il punto decisivo resta il limite di un anno per riproporre la domanda, che definisce in modo concreto la frequenza con cui il consenso può essere richiesto di nuovo.

