OpenAI ha recentemente pubblicato uno studio che mette in luce i benefici di ChatGPT in termini di produttività, ma non si ferma qui. L’azienda esplora anche le potenziali conseguenze negative che questi strumenti potrebbero avere in alcuni settori.
ChatGPT: un alleato nel mondo professionale
ChatGPT, il chatbot di OpenAI basato sul modello di intelligenza artificiale GPT, è progettato per rispondere a una vasta gamma di domande e richieste. Disponibile gratuitamente online, ha visto una rapida adozione nel mondo professionale americano. Attualmente, il 28% degli adulti americani utilizza il chatbot nel proprio lavoro, rispetto all’8% del 2023.
L’uso dell’IA generativa nei diversi settori
L’intelligenza artificiale generativa sta assumendo un ruolo sempre più importante nel contesto lavorativo. Tuttavia, l’uso dell’IA varia a seconda delle esigenze professionali. L’apprendimento e lo sviluppo delle competenze dominano con un utilizzo del 20%, seguiti dalla redazione e comunicazione al 18%. La scienza dei dati e la matematica rappresentano il 7% degli usi, così come la programmazione. Sorprendentemente, le IA non sembrano migliorare significativamente la produttività dei programmatori.
Le differenze generazionali nell’uso di ChatGPT
Le differenze generazionali influenzano l’adozione di ChatGPT. I giovani tra i 25 e i 34 anni utilizzano il chatbot più frequentemente rispetto ai 18-24enni, con percentuali rispettivamente del 32% e del 24%. Questo suggerisce che l’IA generativa potrebbe essere più vantaggiosa per i professionisti con maggiore esperienza.
Professioni che traggono vantaggio da ChatGPT
Diverse professioni riportano un risparmio di tempo grazie all’uso di ChatGPT. Tra queste, avvocati, agenti di supporto clienti, consulenti, funzionari pubblici e insegnanti. Tuttavia, nel settore legale, un avvocato è stato criticato per l’uso del chatbot, evidenziando le sfide etiche e professionali legate all’adozione dell’IA.
Fonte: LesNumériques





