Con l’arrivo di iPhone 17, Apple ha fatto un altro passo nel mondo USB-C, e questa volta con un occhio particolare alle velocità di ricarica. Il sito specializzato ChargerLAB ha messo alla prova i nuovi modelli collegandoli a diversi alimentatori ufficiali Apple, dal compatto 29W fino al mastodontico 140W pensato per i MacBook Pro.
Il risultato? L’iPhone 17 standard raggiunge un picco di ricarica di circa 27–28W, un piccolo ma importante salto rispetto ai circa 23W dell’iPhone 16. Non parliamo di cifre rivoluzionarie, ma abbastanza da ridurre sensibilmente i tempi: con un caricatore compatibile si può passare dallo 0 al 50% in appena 20 minuti, contro i 30 minuti richiesti dai modelli precedenti.
Cosa cambia rispetto ai modelli Pro
Gli iPhone 17 Pro e Pro Max possono spingersi un po’ oltre, arrivando a picchi di circa 36W. Tuttavia, Apple stessa sottolinea che tutti i modelli della linea 17, Air compreso, garantiscono il traguardo del 50% in 20 minuti se abbinati a un alimentatore adeguato.
Questa uniformità è interessante perché rende meno importante inseguire il wattaggio massimo: anche se usi un caricatore da 61W, 96W o 140W, l’iPhone 17 “si fermerà” intorno ai 28W. In pratica, il collo di bottiglia non è nell’alimentatore ma nella gestione energetica interna dello smartphone.
Il ruolo dei cavi
Non basta avere il caricatore giusto: il cavo fa la differenza. Alcuni USB-C economici supportano solo la ricarica a bassa potenza. Se vuoi sfruttare il fast charging, meglio affidarsi al cavo incluso nella confezione o a un cavo certificato con supporto a USB Power Delivery (USB-PD).
E con MagSafe?
Buone notizie anche per chi preferisce la ricarica wireless: i test hanno mostrato che con il nuovo MagSafe Charger Apple si arriva a picchi di circa 29W, anche se la velocità sostenuta si stabilizza intorno ai 25W. È un miglioramento concreto rispetto ai 15W delle generazioni precedenti, e rende la ricarica wireless molto più competitiva per l’uso quotidiano.
Perché questo upgrade è importante
Può sembrare un dettaglio, ma avere il 50% di batteria in 20 minuti cambia radicalmente la percezione d’uso. Non serve più lasciare l’iPhone collegato per ore: bastano pochi minuti mentre fai colazione o ti prepari per uscire per garantire un’intera mezza giornata di autonomia.
Dal punto di vista tecnico, Apple ha preferito restare conservativa, evitando wattaggi estremi che rischiano di stressare troppo le batterie a lungo termine. Una scelta coerente con la filosofia dell’azienda: meglio migliorare un po’ per volta, senza compromettere l’affidabilità.
Considerazioni finali
Dopo anni in cui la ricarica veloce era quasi un tabù per Apple, vedere un iPhone standard toccare i 28W fa piacere. Non siamo ancora ai livelli di certi smartphone Android che promettono il 100% in meno di mezz’ora, ma sinceramente non mi dispiace: preferisco un compromesso che tuteli la batteria.
Per me questa è una delle novità più concrete degli iPhone 17: non fa notizia come le fotocamere o il design, ma nella vita di tutti i giorni è il tipo di miglioramento che senti davvero.





