Per la prima volta, la concentrazione mensile media di anidride carbonica ha superato le 430 parti per milione (ppm) nel maggio 2025. Questo dato, proveniente dalle rilevazioni dell’osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii, evidenzia una tendenza preoccupante per il clima globale.
Un barometro storico: l’osservatorio di Mauna Loa
Situato a 3.400 metri di altitudine, Mauna Loa fornisce misurazioni di riferimento da oltre sei decenni. Charles David Keeling ha stabilito qui la prima curva che traccia l’evoluzione stagionale e annuale del CO₂, oggi conosciuta come Curva di Keeling. Nonostante le interruzioni, come l’eruzione del vulcano su cui si trova l’osservatorio nel 2022, le rilevazioni sono state mantenute grazie a sistemi di backup. I dati della NOAA e del Scripps Institution of Oceanography concordano, sottolineando una progressione inesorabile.
Conseguenze: un clima sotto pressione
Il CO₂ agisce come una coperta termica, intensificando i fenomeni meteorologici estremi. Siccità, incendi e inondazioni si moltiplicano, mentre l’acidificazione degli oceani minaccia gli ecosistemi marini. I livelli attuali non si vedevano dal Pliocene, 4 milioni di anni fa, quando le temperature erano superiori di 4 °C e il livello dei mari di 24 metri. Un confronto che solleva interrogativi sul futuro climatico.
Una tendenza allarmante per il clima globale
Dal 1958, gli scienziati documentano un aumento continuo del CO₂, il principale gas serra di origine umana. Gli ultimi dati confermano un’accelerazione del fenomeno, con un incremento di 3,5 ppm in un anno. L’emisfero nord, dove si concentrano le emissioni, registra picchi a maggio prima che la vegetazione assorba parte del CO₂ per alcuni mesi. Al contrario, l’emisfero sud, meno industrializzato, presenta cicli inversi e concentrazioni leggermente inferiori.
Un futuro incerto
I livelli attuali di CO₂ non si vedevano dal Pliocene, 4 milioni di anni fa. A quel tempo, le temperature erano superiori di 4 °C e il livello dei mari era di 24 metri più alto. Questo confronto solleva interrogativi sul futuro climatico. I network di monitoraggio avvertono dell’urgenza di agire. Tuttavia, le emissioni continuano, avvicinando il pianeta alla soglia simbolica delle 500 ppm, potenzialmente raggiungibile entro il 2050.
Fonte: Techno Science




