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Live a bassa latenza, oltre lo streaming normale

Gli appassionati di sport, ma anche chi ama le serie TV, o coglie le nuove opportunità offerte dalle varie piattaforme di assistere a eventi live, forse avrà notato l’emergere di nuove tecnologie. Spesso si parla di streaming, ma non sempre questa parola è quella più esatta per indicare ciò che avviene quando selezioniamo un contenuto da visualizzare.

Oggi le piattaforme non si limitano semplicemente a trasmettere contenuti da selezionare on demand. Utilizzano protocolli sempre più avanzati per migliorare l’esperienza, con strumenti di AI e nuove tecnologie. L’obiettivo è quello di migliorare ancora di più la trasmissione live, cruciale quando si tratta di eventi sportivi in diretta, ma anche favorire l’interattività.

On demand e Live streaming

Chiunque abbia un abbonamento a una qualsiasi delle piattaforme online, ha molta familiarità con il concetto di streaming. Con questo termine si intende una modalità di visualizzazione di contenuti audio, ma soprattutto video, senza dover scaricare l’intero file prima. Lo streaming può essere on-demand quando si tratta di un contenuto già presente, da guardare quando si preferisce, oppure live ossia il contenuto viene trasmesso e visualizzato nel momento in cui accade.

Il live streaming è un servizio fondamentale quando si assiste a partite di calcio in diretta, ma anche contenuti come lezioni, conferenze, webinar e così via. Ed è qui che entra in gioco il concetto di latenza. Chi è abituato a guardare in streaming le partite della propria squadra del cuore, spesso sperimenta un bel po’ di secondi di ritardo da quando il vicino di casa grida “gol” e quando visualizza l’evento sul proprio schermo.

L’importanza della latenza

La parola “latenza” indica proprio quel ritardo tra l’evento reale e il momento in cui lo si visualizza sullo schermo. Quando si presenza sugli spalti dello stadio e viene segnato un goal, il tempo di latenza è di zero secondi. La latenza tra il gol e la trasmissione in diretta sulla TV tradizionale è tra i 3 e i 5 secondi. Nello streaming live questo intervallo aumenta a 20/40 secondi, il che a volte può essere un problema. Ma, questa è la novità offerta dalle trasmissione live a bassa latenza: una riduzione del ritardo tra 2 e 5 secondi.

La trasmissione live in bassa latenza permette dunque di ridurre quell’intervallo tra azione e momento della trasmissione. Anche se parliamo di un manciata di secondi, si tratta di un qualcosa che migliora l’esperienza dell’utente, sia se sta guardando la finale di Champions League, sia nei formati interattivi, dallo sport con chat ai giochi dal vivo, sia se sta rispondendo a una domanda posta dal tutor in un webinar.

Il live interattivo

L’evoluzione dei servizi di live streaming va sempre più verso una fruizione del live interattivo. Diamo per scontato che quando assistiamo a un corso online, ci sia la possibilità di chattare, inviare messaggi, fare domande e dare risposte. La sincronizzazione è fondamentale: la formazione online prevede spiegazioni, domande, risposte, gruppi virtuali che lavorano a distanza.

Sempre di più la capacità di agire e interagire sta entrando a far parte della fruizione di altri contenuti, come gli eventi sportivi. Con l’implementazione del live interattivo gli utenti possono commentare tramite chat ciò che accade, rispondere a sondaggi, scommettere sui risultati. Chiaramente anche qui, di base, deve esserci una tecnologia di trasmissione a bassa latenza, affinché l’esperienza non sia rovinata dal ritardo di trasmissione.

L’applicazione di queste tecnologie di trasmissione a bassa latenza impatta su molti altri settori di cui alcuni davvero importanti. Si pensi ai servizi di telemedicina, in cui medico e paziente si trovano a distanza, vengono effettuate azioni di monitoraggio da remoto, video visite, consulti e assistenza domiciliare a distanza. Si tratta di eventi live in cui ritardi e problemi nelle trasmissioni possono avere conseguenze importanti. Oltre alla latenza, conta la qualità della trasmissione audio, si pensi a quando il medico richiede di fare respiri profondi al paziente. Senza dimenticare la crittografia end-to-end.

Le evoluzioni dei servizi di streaming

Ormai in ogni casa è presente una smart TV che offre contenuti on demand. Sebbene questi al momento siano dominanti nella fruizione quotidiana, il segmento che cresce più rapidamente è quello dello streaming live applicato ad eventi sportivi formativi e di intrattenimento. Oltre alle nuove tecnologie, emergono nuovi modelli di fruizione e di marketing. La pubblicità, prima assente nei contenuti on demand, ora ne fa parte. Spesso, gli iscritti optano per una combinazione tra un costo di abbonamento più ridotto e annunci pubblicitari di pochi secondi. In questo modo si amplia la fascia di utenti e si incrementano le entrate.

Non va poi dimenticato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione di questi servizi, in grado di offrire raccomandazioni personalizzate, funzionalità avanzate, tecniche di ricerca intelligenti, feed adattati alla maniera dei social e strumenti per interagire. Il tutto con tecnologie sempre più evolute per quanto riguarda la qualità e le performance.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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