Ci siamo, ragazzi. L’abbiamo aspettato, ne abbiamo letto i leak per settimane e finalmente Qualcomm ha tolto i veli al suo nuovo Snapdragon 8 Gen 5. Ma attenzione, posate i forconi: se pensate che questo sia il successore diretto dello Snapdragon 8 Elite che abbiamo visto qualche mese fa, vi sbagliate di grosso. Qualcomm ha deciso di rimescolare le carte in tavola con una mossa che definirei “strategicamente confusa”.
Oggi, 26 novembre 2025, il colosso di San Diego ha lanciato quello che a tutti gli effetti è il nuovo re dei “flagship killer”.
Non chiamatelo “Elite”
Parliamoci chiaro: lo Snapdragon 8 Gen 5 annunciato oggi si posiziona un gradino sotto lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 (sì, i nomi stanno diventando uno scioglilingua). Se l’Elite è il mostro sacro destinato ai top di gamma da oltre 1000 euro, questo nuovo 8 Gen 5 è il chip che vedremo su quei dispositivi che puntano tutto sul rapporto qualità-prezzo.
La buona notizia? L’architettura è quella giusta. Ritroviamo la CPU proprietaria Oryon (giunta alla terza generazione), ma con frequenze leggermente più umane per favorire l’efficienza.
Ecco le specifiche nude e crude emerse dal lancio:
- Processo produttivo: 3nm (TSMC N3P), lo stesso identico nodo del fratello maggiore.
- CPU: 2 core “Prime” a 3.8 GHz + 6 core “Performance” a 3.32 GHz.
- GPU: Adreno 840 (la stessa architettura “sliced” dell’Elite, ma senza le memorie ad alte prestazioni HPM).
- AI: NPU Hexagon con un boost del 46% nelle prestazioni AI rispetto allo Snapdragon 8 Gen 3.
Prestazioni: cosa cambia davvero?
Se guardiamo i numeri, Qualcomm promette un salto in avanti del 36% nelle prestazioni CPU e dell’11% nella GPU rispetto allo Snapdragon 8 Gen 3. Notate nulla? Il paragone non è con l’Elite, ma con il chip di due anni fa. Questo conferma la natura di questo processore: portare l’esperienza “premium” su una fascia di prezzo più accessibile.
La GPU Adreno 840 supporta comunque il Frame Motion Engine 3.0 per il gaming a 165 FPS, quindi non preoccupatevi: Genshin Impact girerà come il burro. Manca però il supporto alle memorie UFS 4.1 (ci fermiamo alle UFS 4.0), un piccolo compromesso necessario per contenere i costi di produzione.
Chi lo userà per primo?
Qui la notizia si fa interessante per noi appassionati. OnePlus ha già alzato la mano. Il nuovo OnePlus 15R (che in Cina debutterà come Ace 6T) sarà il primo smartphone al mondo a montare questo gioiellino. È una mossa classica di OnePlus: prendere il motore di una Ferrari, depotenziarlo appena appena, e vendervelo al prezzo di una berlina sportiva.
Anche iQOO, Motorola e Vivo sono in fila. Prepariamoci a un inizio 2026 invaso da smartphone potentissimi ma (speriamo) non costosissimi.
Considerazioni finali
Dal mio punto di vista, questa mossa di Qualcomm è tanto geniale quanto frustrante. Geniale perché il mercato ha disperatamente bisogno di un chip che colmi il vuoto tra i medi di gamma (come il Dimensity 8350 che abbiamo visto su OPPO Reno 14) e i flagship intoccabili. Lo Snapdragon 8 Gen 5 è, di fatto, il chip che la maggior parte di noi dovrebbe comprare: potente quanto basta per non notare differenze nell’uso quotidiano, ma senza il sovrapprezzo della serie Elite.
Frustrante, però, per il naming. Chiamarlo “8 Gen 5” quando esiste un “8 Elite” crea una frammentazione che rischia di confondere l’utente meno esperto. Sembra quasi che Qualcomm voglia nascondere che questo è, in sostanza, quello che un tempo avremmo chiamato “Snapdragon 8s”. Ma se il prezzo sarà giusto, e se OnePlus e soci riusciranno a portarci telefoni sotto i 600-700 euro con questa bestia sotto il cofano, allora perdoneremo volentieri a Qualcomm questo pasticcio di marketing.





