HomeTecnologia e ScienzeL'occhio di Horus: un simbolo mitologico egiziano dai significati potenti

L’occhio di Horus: un simbolo mitologico egiziano dai significati potenti

Il simbolismo dell’occhio di Horus nell’antico Egitto

L’occhio di Horus, un simbolo onnipresente nell’antico Egitto, è spesso associato a amuleti e sépulture, con una dimensione spirituale e protettiva. Nella mitologia egiziana, Horus, figlio di Osiride, perse il suo occhio sinistro durante un combattimento con Seth per il trono d’Egitto. Thot, dio della saggezza, lo restaurò, trasformando questo occhio in un simbolo di guarigione e protezione. Questo episodio mitico spiega l’importanza attribuita all’occhio di Horus nei riti funebri.

Amuleti wedjat e la loro funzione protettiva

Le amuleti wedjat, che rappresentano l’occhio di Horus, venivano inserite nelle bende delle mummie per garantire la loro integrità nell’aldilà. Questa pratica, evolutasi nel corso di tre millenni, testimonia la permanenza di questo simbolo nella cultura egiziana. Gli egiziani vedevano in esso una garanzia di salute e completezza.

L’associazione con la luna

L’occhio di Horus è legato ai cicli lunari a causa della mitologia che circonda la sua mutilazione e restaurazione. Questo evento riflette le fasi della luna, simboleggiando la perdita e il ritorno della luce. Nei testi egiziani, la restaurazione dell’occhio da parte di Thot è spesso paragonata alla rinascita mensile della luna. Questa analogia rafforza il carattere ciclico e rigenerativo del simbolo.

Un simbolo di rinascita e cicli eterni

L’associazione dell’occhio di Horus con le fasi della luna arricchisce la sua simbologia. Questa connessione celeste ne rafforzava l’attrattiva, facendone un emblema di rinascita e cicli eterni. Le variazioni luminose della luna riflettevano la mutilazione e la restaurazione dell’occhio di Horus.

Un elemento centrale dell’iconografia funebre

L’apparizione dell’occhio di Horus intorno al 2200 a.C. coincide con la canonizzazione delle credenze religiose egiziane. Questo simbolo si è imposto come un elemento centrale dell’iconografia funebre, permettendo ai defunti di mantenere un legame con il mondo dei vivi.

La versatilità dell’occhio di Horus

La versatilità dell’occhio di Horus lo rende un simbolo unico, che incapsula nozioni di protezione, guarigione e connessione cosmica. Il suo uso prolungato e variegato illustra la sua importanza nella spiritualità egiziana. Questo motivo si presenta oggi come un potente emblema dell’antico Egitto.

 

Fonte: Techno Science

Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
Ciao! Sono una blogger appassionata di tecnologia e delle news dei mondi Apple e Android. Amo scoprire le ultime novità del settore e condividere storie e consigli utili con chi, come me, è sempre alla ricerca delle ultime novità. Quando non sono immersa tra recensioni e aggiornamenti tech, mi rilasso con una buona pizza e una maratona di serie TV! 🍕📱💙
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Un nuovo anticorpo contro il virus che quasi tutti abbiamo nel corpo

Un nuovo anticorpo contro il virus che quasi tutti...

C’è un virus che, con ogni probabilità, è già passato dal nostro organismo. Si chiama Epstein-Barr, o EBV, e non è esattamente un nome da conversazione al bar. Eppure riguarda una fetta enorme della popolazione mondiale: viene spesso indicato come uno dei virus umani più comuni e, secondo i dati sanitari disponibili, la grande maggioranza degli adulti mostra segni di infezione passata.La notizia interessante arriva dal lavoro di un gruppo di ricercatori del Fred Hutch Cancer Center e dell’Università di Washington: sono stati sviluppati nuovi anticorpi monoclonali capaci di bloccare alcuni passaggi chiave usati da EBV per infettare le cellule immunitarie. Non siamo davanti a una terapia pronta per l’ospedale, va detto subito. Però il risultato è di quelli che meritano attenzione, perché tocca un virus diffusissimo, difficile da colpire e collegato a malattie ben più serie della classica mononucleosi.
Sotto la Toscana ci sono enormi riserve di magma

Sotto la Toscana ci sono enormi riserve di magma:...

La Toscana che conosciamo è fatta di colline, borghi, vigneti, terme naturali e centrali geotermiche. Sotto quella cartolina, però, si nasconde qualcosa di molto più grande: un sistema di magma e roccia parzialmente fusa con volumi nell’ordine di migliaia di chilometri cubi. La notizia fa un certo effetto, inutile girarci intorno. Quando si leggono parole come “super-riservoir” e “magma” nella stessa frase, il pensiero corre subito ai supervulcani, a Yellowstone, agli scenari da documentario catastrofico.Ecco, fermiamoci un attimo. La parte interessante di questa scoperta non è la paura. È la tecnologia scientifica che ha permesso di vedere, letteralmente, sotto la crosta terrestre senza scavare e senza aspettare segnali evidenti in superficie.
Gli uccelli urbani temono più le donne

Gli uccelli urbani sembrano temere più le donne degli...

C’è una scena che tutti conosciamo: un piccione sul marciapiede, una gazza su una panchina, un passero vicino al cestino dei rifiuti. Ti avvicini, lui ti guarda, fa due saltelli e poi decide se restare o volare via. Sembra un gesto banale, quasi automatico. In realtà, dietro quel piccolo “calcolo” c’è una lettura dell’ambiente molto più sofisticata di quanto immaginiamo.Un nuovo studio pubblicato su People and Nature ha tirato fuori un dato curioso: gli uccelli urbani europei tendono ad allontanarsi prima quando ad avvicinarsi è una donna, mentre lasciano agli uomini circa un metro in più prima di fuggire. Non parliamo di un’osservazione casuale fatta in un parco la domenica mattina, ma di un lavoro condotto in cinque Paesi europei, con oltre 2.700 osservazioni e 37 specie analizzate.
Il CBD contro l’HIV

Il CBD contro l’HIV? La scoperta è interessante, ma...

Il cannabidiolo, meglio conosciuto come CBD, torna al centro della ricerca medica. Questa volta non si parla di relax, sonno o prodotti da banco più o meno miracolosi, ma di un tema molto più serio: la possibile capacità del CBD di ostacolare le prime fasi della trasmissione del virus HIV-1 attraverso le mucose genitali.La notizia arriva da uno studio pubblicato su Mucosal Immunology, ripreso dal CNRS e rilanciato da Techno-Science. Ed è una di quelle ricerche che, lette distrattamente, rischiano di trasformarsi nel solito titolo fuorviante: “Il CBD blocca l’HIV”. No, non siamo a quel punto. Però qualcosa di interessante c’è davvero.