Ossitocina, spesso chiamata “l’ormone dell’amore”, è al centro di molte discussioni scientifiche. Ma cosa ci dice davvero la ricerca su questa molecola? Possiamo davvero ridurre l’amore a una semplice questione di chimica?
Un soprannome ingannevole?
L’associazione tra ossitocina e amore risale alla sua scoperta nel XX secolo. Questo neuropeptide agisce come un messaggero chimico nel cervello e in molti organi periferici. È noto per innescare le contrazioni uterine durante il parto e favorire il legame madre-figlio durante l’allattamento. Tuttavia, la biologia comparata ci avverte: meno del 5% dei mammiferi forma coppie monogame, eppure tutti possiedono ossitocina. Nei campagnoli, piccoli roditori spesso studiati, la monogamia o la poligamia dipende più dalla distribuzione dei recettori dell’ossitocina nel cervello che dalla semplice presenza della molecola.
Qual è il vero ruolo dell’ossitocina?
Piuttosto che l’amore romantico, la ricerca attuale suggerisce che l’ossitocina sia principalmente l’ormone del legame sociale. Il legame madre-figlio, ampiamente studiato, illustra perfettamente questo ruolo sociale. I contatti pelle a pelle stimolano la sua liberazione sia nella madre che nel bambino, innescando una serie di effetti benefici: riduzione dello stress e dell’ansia, attenuazione del dolore e rafforzamento del benessere reciproco.
Ossitocina e interazione sociale
Studi condotti al CNRS hanno esplorato il ruolo dell’ossitocina nella motivazione sociale. Alexandre Charlet e i suoi collaboratori hanno dimostrato che, nei roditori, un’interazione tattile tra due individui attiva neuroni specifici e favorisce la liberazione di ossitocina. Questa dinamica positiva mantiene il desiderio di interazione sociale, mentre la sua assenza può portare a un progressivo isolamento. Questa è una pista di ricerca particolarmente interessante in geriatria, dove l’isolamento sociale è un fattore importante di depressione e ansia.
Speranze terapeutiche e limiti
L’ossitocina ha un potenziale terapeutico? Diversi studi stanno esplorando questa possibilità, in particolare per affrontare problemi legati all’isolamento sociale e ai disturbi dell’umore. Tuttavia, è importante considerare i limiti e le complessità di questa molecola, evitando di ridurre l’amore e le relazioni umane a una semplice questione di chimica.
Fonte: Techno Science
Ricevi le ultime attualità sul mondo tech!