HomeTecnologia e ScienzeL'Ue accelera sui chip, 'in arrivo un nuovo piano per l'IA'

L’Ue accelera sui chip, ‘in arrivo un nuovo piano per l’IA’

Bruxelles è al lavoro su un nuovo piano dedicato alla produzione di semiconduttori con l’obiettivo di garantire che i chip per l’intelligenza artificiale siano realizzati in Europa. Lo ha rivelato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, durante una conferenza organizzata dal Financial Times e Google a Bruxelles. L’Europa deve poter contare su una propria capacità “di progettare e anche produrre chip per l’intelligenza artificiale” ed è già in cantiere “il Chips Act 2, all’interno del quale i chip per l’IA svolgono una parte importante”, ha sottolineato la finlandese incaricata di dare continuità al primo European Chips Act lanciato nel 2022 per rafforzare un’industria chiave: oggi il Vecchio Continente rappresenta solo il 10% del valore globale del settore dei semiconduttori, ma l’obiettivo è alzare l’asticella.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA 

Fonte: Ansa

Per saperne di più

Federico Baldini
Federico Baldinihttps://sotutto.it
Appassionato di nuove tecnologie e smartphone. Sono qui con l'obiettivo di fare informazione e spiegare in modo semplice tecnologie che all'apparenza possono sembrare complicate ma che fanno parte della nostra quotidianità e chissà del nostro futuro.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Marcature istologiche di un topo epilettico irradiato con la MRT

Microfascie di raggi X contro l’epilessia resistente: la pista...

Quando si parla di epilessia, molti pensano solo alle crisi. In realtà è spesso una malattia neurologica complessa, che può portarsi dietro problemi di sonno, linguaggio, memoria, attenzione. E soprattutto: non sempre i farmaci bastano. Proprio qui entra in scena una novità arrivata da Grenoble (Inserm + Université Grenoble Alpes): una tecnica di radiochirurgia chiamata Microbeam Radiation Therapy (MRT), che usa microfascie di raggi X per colpire in modo estremamente preciso il “focolaio” epilettico. L’idea è ambiziosa: ridurre le crisi nelle forme farmacoresistenti senza aprire il cranio. Sulla carta è quel tipo di progresso che, se regge, fa rumore.
Coppia che beve vino in campagna

Bastano pochi drink per “spezzare” la rete del cervello:...

C’è un dettaglio che mi ha sempre colpito dell’alcol: non è solo “mi gira un po’ la testa”. È quel micro-lag mentale, come quando il Wi-Fi di casa regge lo streaming ma il resto della rete si impalla: il telefono apre le app a scatti, la musica continua, e tu ti chiedi “ok… che sta succedendo?”. Un nuovo studio prova a fotografare proprio quel tipo di sensazione, ma con un linguaggio da nerd del cervello: topologia di rete, efficienza globale, clustering. Tradotto: non cambia solo quanto lavora il cervello, cambia come si scambiano informazioni le sue aree.
cielo colorato in inverno

Perché i cieli d’inverno sembrano più colorati (e non...

C’è un momento, tra pomeriggio e sera, in cui anche la città più grigia si concede un colpo di teatro: l’orizzonte vira su arancio e rosso, le nuvole diventano rosa, e il blu sopra la testa sembra più “pulito”. Se ti è capitato di pensare che d’inverno i tramonti siano più intensi, non stai immaginando cose: c’entrano fisica dell’atmosfera, meteo… e un pizzico di psicologia.

WOH G64 sta cambiando faccia: la supergigante “behemoth” che...

C’è una stella, nella Grande Nube di Magellano, che da anni si porta addosso un soprannome poco elegante ma azzeccato: behemoth. Si chiama WOH G64, è enorme (davvero: parliamo di un raggio stimato in passato oltre 1.500 volte quello del Sole) e negli ultimi anni ha iniziato a comportarsi come certi gadget che smetti di capire proprio quando pensavi di averli “in mano”.