Scoperta rivoluzionaria: l’umidità accelera l’ossidazione degli aerosol organici
Un team internazionale di scienziati ha scoperto che l’umidità, anche in assenza di luce, è sufficiente a innescare l’ossidazione degli aerosol organici sospesi nell’atmosfera. Questo processo accelera il loro invecchiamento e potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione del clima e della inquinamento atmosferico, specialmente durante le ore notturne.
Il ruolo cruciale degli aerosol organici
Gli aerosol organici, particelle sospese nell’aria derivanti da fonti come la vegetazione, la combustione e i prodotti chimici, sono fondamentali per la qualità dell’aria, la formazione delle nuvole e il clima. Tradizionalmente, si ritiene che la luce attivi l’ossidazione di questi aerosol attraverso agenti ossidanti molto reattivi come l’ozono e i radicali idrossilici (OH).
Un nuovo scenario di ossidazione notturna
Una recente ricerca ha rivelato che l’invecchiamento degli aerosol continua anche di notte, in presenza di umidità e ossigeno. Gli scienziati dell’Istituto di ricerche sulla catalisi e l’ambiente di Lione e dell’Università di Toronto hanno simulato in laboratorio aerosol comuni contenenti acidi organici come citrico, maleico e aconitico. In un reattore chiuso e opaco, queste particelle, esposte a diversi livelli di umidità, si trasformano anche senza luce.
Il ruolo dell’umidità e dell’ossigeno
L’umidità da sola può innescare la produzione spontanea di radicali OH sulla superficie delle particelle, avviando così l’ossidazione. Più l’aria è umida e le particelle sono piccole, più la reazione è efficace. Tuttavia, la presenza di ossigeno è cruciale: senza O₂, la reazione si indebolisce notevolmente. Calcoli teorici indicano che questi processi di ossidazione sono termodinamicamente favoriti e possono avvenire rapidamente, anche in condizioni atmosferiche realistiche.
Implicazioni per la comprensione del clima
Questo fenomeno, finora ignorato, potrebbe avere conseguenze significative sulla nostra comprensione dell’invecchiamento degli aerosol. In aree con aria poco inquinata e bassa concentrazione di OH, questa ossidazione interfaciale potrebbe diventare il principale motore di trasformazione delle particelle organiche. Lo studio, pubblicato su Science Advances, dovrà essere integrato nei modelli atmosferici globali per valutare meglio gli effetti della chimica atmosferica sul clima e sulla qualità dell’aria.
Considerazioni finali
Questa scoperta apre nuove prospettive nella ricerca climatica e ambientale. L’idea che l’umidità possa influenzare così profondamente l’ossidazione degli aerosol organici, anche in assenza di luce, ci invita a rivedere i modelli attuali e a considerare nuovi fattori nei nostri studi. È un passo avanti significativo che potrebbe portare a una comprensione più completa dei processi atmosferici e delle loro implicazioni sul nostro pianeta.
Fonte: Techno Science Per saperne di più





