HomeTecnologia e ScienzePerché alcuni gatti miagolano e fanno le fusa più di altri

Perché alcuni gatti miagolano e fanno le fusa più di altri

La comunicazione felina affascina sia i proprietari che i ricercatori. Una recente ricerca giapponese ha svelato che le differenze di vocalizzazione tra i gatti potrebbero essere attribuite a variazioni genetiche ereditate dai loro antenati. Analizzando il DNA di 280 gatti di razze miste, gli scienziati hanno identificato un legame tra una specifica sequenza genetica e la tendenza dei gatti a ronfare o miagolare di più in presenza degli esseri umani.

Il gene che influenza la comunicazione felina

Lo studio, pubblicato su PLOS One, ha rivelato un collegamento intrigante tra la lunghezza di un gene specifico e il comportamento vocale dei gatti. Il recettore degli androgeni, situato sul cromosoma X, contiene una sequenza ripetitiva variabile: i gatti con versioni corte (18 ripetizioni o meno) tendono a ronfare e miagolare di più verso gli umani rispetto a quelli con varianti lunghe (19 ripetizioni o più). Questa particolarità genetica mette in luce una significativa divergenza evolutiva. I felini selvatici, come i linci e i gatti-leopardo, presentano solo versioni corte, mentre i gatti domestici mostrano l’intera gamma di varianti. Le razze pure, spesso frutto di allevamenti selettivi, possiedono frequentemente il gene lungo, suggerendo che la domesticazione abbia favorito individui meno dipendenti dalla vocalizzazione per sopravvivere.

Le implicazioni sono evidenti: il 79% dei gatti di strada studiati, abituati a cercare l’uomo per la loro sussistenza, portavano il variante corto. Al contrario, i gatti di razza, i cui antenati erano nutriti sistematicamente, hanno conservato varianti lunghe associate a una comunicazione ridotta. Questa scoperta apre nuove strade per adattare le metodologie di adozione nei rifugi in base al profilo genetico dei felini.

Implicazioni per la relazione umano-gatto

Questa scoperta genetica getta nuova luce sulle nostre interazioni con i felini. I gatti “chiacchieroni”, spesso provenienti da ambienti difficili, utilizzano il loro repertorio vocale come strategia di adattamento all’ambiente umano. La loro tendenza a cercare attivamente l’attenzione riflette un’intelligenza sociale sviluppata a contatto con la nostra specie.

Per i rifugi e i proprietari, questi insegnamenti sono preziosi. Un gatto vocale può indicare un passato di strada dove la comunicazione era vitale, mentre un felino più silenzioso potrebbe provenire da una linea di allevamento. Questa conoscenza permette di adattare l’accoglienza e le cure in base alle esigenze individuali di ogni animale.

La ricerca apre anche prospettive inaspettate per la conservazione felina. Comprendendo come questi geni influenzano il comportamento, gli scienziati potrebbero gestire meglio le popolazioni di felini, ottimizzando le strategie di conservazione e migliorando la convivenza tra gatti e umani.

 

Fonte: Techno Science

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Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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