HomeTecnologia e ScienzePerché e come i buchi neri emettono getti di materia

Perché e come i buchi neri emettono getti di materia

Scopri i segreti dei buchi neri stellari

I buchi neri stellari, nati dal collasso di stelle massicce, sono fondamentali per la dinamica delle galassie. Una recente ricerca giapponese ha svelato i meccanismi dietro i loro potenti getti di plasma. Questi getti, osservati da oltre un secolo, erano avvolti nel mistero fino a quando un team internazionale, guidato dal professor Kazutaka Yamaoka, ha decifrato la loro formazione.

Il ruolo del disco di accrescimento

Lo studio, pubblicato su Publications of the Astronomical Society of Japan, rivela che questi fenomeni si verificano quando il disco di accrescimento attorno al buco nero si contrae improvvisamente. Il bordo interno del disco di gas si avvicina rapidamente all’orbita stabile circolare più vicina (ISCO) al buco nero stellare, innescando l’eruzione di un getto di plasma. Il getto continua fino a quando il bordo interno smette di muoversi.

Osservazioni e scoperte

La ricerca si è concentrata su un sistema binario composto da un buco nero e una stella simile al Sole. Gli scienziati hanno analizzato dati in raggi X e radio, rivelando che i getti appaiono quando il raggio interno del disco raggiunge l’ISCO. Questa scoperta contraddice i modelli teorici che presupponevano condizioni statiche.

Implicazioni cosmiche

I getti influenzano la formazione stellare e distribuiscono energia nell’Universo. Comprenderli apre nuove prospettive sull’evoluzione delle galassie e sulla fisica dei buchi neri. I ricercatori ora intendono applicare questi risultati ai buchi neri supermassicci.

Previsioni future

Questa ricerca evidenzia l’importanza delle condizioni dinamiche nella formazione dei getti. I cambiamenti osservati nei raggi X, con un aumento dei raggi X molli, sono direttamente legati al movimento del disco di accrescimento. Queste osservazioni permettono ora di prevedere con maggiore precisione l’apparizione dei getti.

Un fenomeno universale?

Il professor Yamaoka sottolinea che questi meccanismi potrebbero essere universali, applicabili sia ai buchi neri stellari che a quelli supermassicci. Tuttavia, lo studio di questi ultimi presenta sfide aggiuntive a causa della loro evoluzione più lenta e della difficoltà nel misurare le loro strutture interne.

Cos’è un disco di accrescimento?

Un disco di accrescimento è una struttura formata da materia in orbita attorno a un oggetto centrale massiccio, come un buco nero. Questa materia, principalmente gas e polvere, è attratta dalla gravità dell’oggetto centrale e si accumula in un disco.

 

Fonte: Techno Science

Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
Ciao! Sono una blogger appassionata di tecnologia e delle news dei mondi Apple e Android. Amo scoprire le ultime novità del settore e condividere storie e consigli utili con chi, come me, è sempre alla ricerca delle ultime novità. Quando non sono immersa tra recensioni e aggiornamenti tech, mi rilasso con una buona pizza e una maratona di serie TV! 🍕📱💙
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Pre-workout e insonnia

Pre-workout e adolescenti: l’energia “facile” che ruba sonno

Negli ultimi due anni ho visto sempre più ragazzi arrivare in palestra con lo shaker già pronto, come se fosse un accessorio obbligatorio: cuffie, guanti, e quella polvere “pre-workout” che promette focus, carica e pump. Il problema è che molti di questi prodotti non ti danno solo energia: ti spostano anche il sonno. E quando parliamo di adolescenti (o giovani adulti), non è un dettaglio.Una ricerca canadese pubblicata su Sleep Epidemiology ha messo nero su bianco un legame che, a dire il vero, tanti intuivano già: chi usa integratori pre-allenamento ha oltre il doppio delle probabilità di dormire 5 ore o meno.
Perché le notifiche ci attirano così tanto

Perché le notifiche ci attirano così tanto

Succede sempre nello stesso modo: stai facendo qualcosa di serio (lavoro, studio, anche solo cucinare) e… vibrazione. O quel minuscolo “ding” che, a quanto pare, è più potente della caffeina. Il bello è che spesso non è nemmeno una notifica importante: magari è un like, una promo, un “ti sei perso questo”.Negli ultimi giorni è tornata a circolare una spiegazione che mi convince più di tante prediche sul “devi disciplinarti”: il nostro cervello non tiene l’attenzione fissa come un laser. La fa oscillare, rapidamente, come se avesse un metronomo interno che alterna focus e scansione dell’ambiente. E oggi le app ci sguazzano.
La dieta MIND e il “cervello più giovane”

La dieta MIND e il “cervello più giovane”: lo...

Se ti dico “invecchiamento del cervello”, probabilmente ti vengono in mente cruciverba, app di training cognitivo, magari qualche integratore dall’etichetta aggressiva. E invece, ogni tanto, torna il solito sospetto (non così glamour): la differenza la fa la quotidianità. Tipo quello che metti nel piatto.Un nuovo lavoro su oltre 1.600 adulti seguiti per più di un decennio suggerisce che chi mangia in modo più vicino alla dieta MIND mostra segni di invecchiamento cerebrale più lento, con una stima che arriva a circa 2,5 anni “risparmiati” sul piano strutturale. Non è una promessa da spot, né un “trucco”. È un segnale interessante, soprattutto perché qui non si parla solo di memoria percepita o test al computer: si parla di risonanze magnetiche e di cambiamenti fisici nel cervello.
Microbi in viaggio tra pianeti

Microbi in viaggio tra pianeti: la litopanspermia smette (un...

C’è un’idea che torna ciclicamente ogni volta che si parla di vita nello Spazio: e se i microbi potessero “saltare” da un pianeta all’altro, nascosti dentro frammenti di roccia sparati via da un impatto? È la litopanspermia: una parola un po’ brutta, ma un concetto affascinante.In questi giorni è tornata sotto i riflettori grazie a un nuovo studio che mette un tassello interessante nella catena “impatto → espulsione → viaggio → atterraggio”: alcuni microrganismi potrebbero sopravvivere alle pressioni violentissime dell’espulsione da un pianeta, tipo Marte. Non significa “abbiamo trovato la vita marziana”, però sposta la discussione da “impossibile” a “ok, almeno la fisica non lo vieta”.