HomeNews TechPerché molti team gestiscono i progetti su Excel (e cosa perdono davvero)

Perché molti team gestiscono i progetti su Excel (e cosa perdono davvero)

Microsoft Excel (o il suo equivalente su cloud) è indiscutibilmente una delle risorse più impiegate nel mondo aziendale. È economico, flessibile, ubiquo e, soprattutto, lo conosciamo tutti fin dai primi passi nel mondo del lavoro.

Quando nasce un nuovo progetto o prende vita una startup, la scelta di creare un foglio di calcolo per tracciare le attività è pressoché automatica. Per la prima fase di vita dell’organizzazione, funziona.

Poi, però, il team cresce, le variabili aumentano, i clienti diventano più esigenti e quello che era uno strumento d’aiuto inizia piano piano a trasformarsi in un limite.

Excel, soprattutto nelle versioni integrate con Microsoft 365, offre oggi numerose funzionalità di collaborazione e può essere utilizzato con efficacia anche in contesti condivisi. Come emerge anche confrontando le caratteristiche delle diverse versioni di Office e Microsoft 365, però, disponibilità del cloud, collaborazione e modalità di utilizzo possono cambiare sensibilmente a seconda della configurazione adottata.

Qual è allora il motivo dietro la scelta di continuare ad affidare l’intera gestione dei progetti a uno strumento nato principalmente per l’elaborazione e l’organizzazione dei dati? Ma soprattutto: cosa stiamo davvero perdendo ogni giorno mantenendo questo approccio “fai-da-te”?

I limiti del foglio di calcolo per il Project Management

Per comprendere il problema, è necessario fare una premessa fondamentale: Excel è un eccezionale strumento per l’analisi e l’organizzazione dei dati, ma non nasce come software dedicato alla gestione dei progetti. Utilizzare un foglio di calcolo per coordinare un progetto è certamente possibile, ma significa spesso costruire e mantenere manualmente processi che un software di Project Management gestisce in maniera nativa.

Man mano che l’operatività in azienda si complica, emergono quindi alcuni limiti pratici.

  • Il versioning e la gestione dei file: chi non ha mai visto in una cartella condivisa file rinominati come Piano_Progetto_v3_FINALE_definitivo_v2.xlsx? Le versioni moderne di Excel, quando utilizzate con OneDrive o SharePoint, permettono in realtà la collaborazione simultanea e la cronologia delle versioni. Il problema emerge soprattutto quando l’organizzazione continua a scambiarsi copie locali dei documenti tramite email, cartelle o sistemi non sincronizzati: in questi casi il rischio che due persone lavorino su versioni differenti rimane concreto.
  • Mancanza di notifiche e responsabilità trasparenti: Excel non avvisa un collaboratore quando una specifica attività a lui assegnata è pronta per essere presa in carico. Richiede un intervento umano costante: un’email, un messaggio in chat o una telefonata per avvisare di un aggiornamento o di una nuova aggiunta.
  • Assenza di visione d’insieme automatizzata: Creare un diagramma di Gantt o una vista Kanban aggiornata in tempo reale su un foglio di calcolo richiede competenze avanzate e una manutenzione manuale continua.
  • Elevata vulnerabilità all’errore: Basta trascinare male una formula o cancellare per sbaglio un valore all’interno di una cella non bloccata per alterare le metriche di un intero progetto.

Il punto, quindi, non è stabilire che Excel non possa essere utilizzato per gestire un progetto. Il problema nasce quando il foglio di calcolo diventa l’infrastruttura centrale attraverso cui un team deve coordinare attività, persone, responsabilità, scadenze e informazioni.

Il vero costo di Excel: la stima delle ore perse ogni anno

L’illusione più grande legata all’uso di Excel per la gestione delle attività riguarda il costo: poiché la licenza fa spesso già parte del pacchetto software aziendale, si tende a credere che gestirvi i progetti sia un’opzione “a costo zero”. Il realtà la storia è ben diversa.

Per quantificare questo impatto, può essere utile osservare ciò che emerge dall’esperienza di chi analizza quotidianamente i processi aziendali. Secondo un’analisi interna condotta da Omnidea sui flussi di lavoro osservati presso i propri clienti, nei team di circa 8-10 persone che gestiscono una parte rilevante dei progetti tramite fogli di calcolo e comunicano prevalentemente via email e chat, la dispersione di tempo legata ad attività compilative, ricerca delle informazioni e micro-gestione può essere stimata tra le 150 e le 220 ore all’anno per singolo collaboratore.

Il dato va naturalmente letto come una stima indicativa derivata dall’osservazione di specifici contesti aziendali, e non come un valore universale applicabile automaticamente a qualunque organizzazione. Il suo interesse sta però nel mettere in evidenza costi che normalmente non vengono contabilizzati.

Se traduciamo questa dispersione su scala annuale per un intero team, ci troviamo di fronte a una mole importante di ore lavorative che potrebbero essere destinate ad attività a maggiore valore aggiunto.

Nell’analisi, questa dispersione si concentra soprattutto in tre aree:

  1. Ricerca e verifica delle informazioni (35% circa del tempo perso)
    Individuare la versione corretta di un file, interrogare i colleghi per verificare se un’attività è stata completata o cercare una specifica nota nei commenti di una cella
  2. Aggiornamento manuale dei report (40% circa del tempo perso)
    Copiare e incollare dati da una scheda all’altra, preparare manualmente la presentazione dello stato avanzamento lavori per clienti e management
  3. Correzione di disallineamenti ed errori (25% circa del tempo perso)
    Rimediare a incomprensioni generate da dati non aggiornati o formattazioni errate che hanno portato il team a lavorare su specifiche obsolete e/o non più valide.

Presa consapevolezza di questo collo di bottiglia, comprendere come evolvere la propria infrastruttura diventa prioritario per l’azienda. Valutare l’adozione di una soluzione per la gestione dei progetti di team può permettere di centralizzare attività, responsabilità, comunicazioni e avanzamento del lavoro in un unico ambiente digitale, riducendo una parte delle operazioni manuali a basso valore aggiunto.

Cosa si perde oltre al tempo?

Se il tempo perso rappresenta il costo diretto e monetizzabile, esistono altre perdite immateriali che sul lungo periodo possono danneggiare l’azienda.

1. La trasparenza e il clima aziendale

Con una gestione dei progetti rigida o disorganizzata, nascono inevitabilmente incomprensioni tra colleghi e reparti. La mancanza di chiarezza su chi-debba-fare-cosa e entro quale scadenza causa stress nei collaboratori e, in caso di problemi, innesca la malsana ricerca di “colpevoli”. Un ambiente lavorativo privo di processi chiari e trasparenti registra tassi più elevati di insoddisfazione e un calo di coinvolgimento da parte dei collaboratori.

2. La scalabilità del business

Un’azienda che basa la propria operatività su complessi e intricati fogli di calcolo sviluppati su misura da un singolo dipendente si trova in una posizione di estrema fragilità. Se il dipendente cambia azienda o si assenta, il flusso di lavoro rischia di bloccarsi. Questo ostacolo impedisce la crescita replicabile del business, che è un tema centrale per qualsiasi strategia di organizzazione aziendale.

3. La capacità di prendere decisioni strategiche tempestive

Anche Excel può essere utilizzato per creare dashboard, report e sistemi di monitoraggio aggiornati. Il limite nasce quando l’aggiornamento di queste informazioni dipende da inserimenti manuali provenienti da persone, file e fonti differenti.

In un sistema dedicato alla gestione dei progetti, invece, lo stato delle attività alimenta direttamente dashboard e indicatori operativi. Ridurre il ritardo tra ciò che accade nel progetto e ciò che vede chi deve prendere una decisione aiuta a individuare più rapidamente eventuali ritardi, sovraccarichi o costi fuori budget.

Sul tema dell’organizzazione personale e della gestione digitale delle attività, anche la guida sulle app per organizzare la giornata mostra come strumenti differenti affrontino in modo specifico attività, priorità, calendari, scadenze e monitoraggio dei progressi.

Dal fai-da-te all’organizzazione strutturata: checklist di verifica

Come capire se per il tuo team è arrivato il momento di abbandonare l’uso esclusivo di Excel e fare un salto di qualità? Il primo passo utile è analizzare lo stato di salute dei propri processi con la massima obiettività.

Ecco una checklist di controllo in 5 punti:

  • Le riunioni di allineamento durano più del dovuto?
  • Esiste una sola persona capace di aggiornare correttamente il file di progetto?
  • Le comunicazioni su compiti e attività avvengono principalmente via email o chat esterne?
  • Avete difficoltà a stimare i carichi di lavoro reali del team?
  • Perdete ore ogni mese per preparare manualmente i report di avanzamento?

Se hai risposto “sì” ad almeno tre di queste domande, non significa necessariamente che Excel debba essere eliminato. Significa piuttosto che la struttura potrebbe aver superato la capacità gestionale di un foglio di calcolo utilizzato come unico sistema di coordinamento.

È il momento di valutare se alcune attività debbano continuare a vivere in Excel e se altre, invece, possano essere affidate a software di produttività e Project Management progettati specificamente per orchestrare il lavoro delle persone in modo più fluido.

Oltre l’abitudine per migliorare la gestione progetti

Excel rimarrà uno degli strumenti più utili e versatili per l’elaborazione dei dati, l’analisi, il bilancio e il modellamento finanziario. Riconoscerne i confini applicativi non significa quindi ridurne il valore, ma collocarlo nello spazio in cui esprime il suo massimo potenziale.

Continuare invece a utilizzarlo come unico gestionale per i progetti solo perché “abbiamo sempre fatto così” può comportare un costo nascosto in termini di ore di lavoro qualificato, attività manuali, frustrazione del personale e opportunità di crescita.

Il passaggio a un’organizzazione più strutturata non richiede necessariamente di abbandonare Excel da un giorno all’altro. Richiede prima di tutto di capire quali attività il foglio di calcolo svolge bene e quali processi, invece, stanno assorbendo tempo proprio perché sono stati costruiti intorno a uno strumento non nato per gestirli.

Superare la forza dell’abitudine richiede un primo sforzo di analisi dei processi, ma il beneficio può tradursi in meno attività ripetitive, maggiore chiarezza per il team e informazioni più affidabili per chi deve prendere decisioni.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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