Un’esplorazione nel cuore del Great Blue Hole, al largo della costa del Belize in America Centrale, ha riportato alla luce informazioni preoccupanti. Gli scienziati, analizzando un nucleo di sedimenti di 30 metri estratto dal fondo del sinkhole, hanno scoperto che i cicloni tropicali sono aumentati in frequenza negli ultimi 5.700 anni. Questo trend non solo continuerà, ma raggiungerà un picco allarmante a causa dei cambiamenti climatici.
Un aumento preoccupante dei cicloni tropicali
Il team guidato dal geoscienziato Dominik Schmitt dell’Università Goethe di Francoforte, in Germania, ha identificato un totale di 694 strati di eventi. Questi strati mostrano un chiaro trend regionale di aumento delle tempeste nel sud-ovest dei Caraibi, seguendo uno spostamento orbitale della Zona di Convergenza Intertropicale. “Un’estrapolazione al XXI secolo suggerisce un aumento senza precedenti della frequenza dei cicloni tropicali, attribuibile al riscaldamento dell’era industriale”, scrive Schmitt.
Il Great Blue Hole: un archivio naturale
Il Great Blue Hole del Belize è una meta ambita per i subacquei, resa celebre dall’oceanografo Jacques Cousteau oltre 50 anni fa. Con una profondità di 124 metri, si immerge nel fondale circostante, offrendo un rifugio per la vita marina che cerca protezione dalle intemperie oceaniche. Questo ambiente unico permette ai sedimenti di depositarsi indisturbati, creando un eccellente archivio di eventi passati come i cicloni.
Analisi dei sedimenti: una finestra sul passato
Grazie alle condizioni ambientali uniche, tra cui acque di fondo prive di ossigeno e diversi strati d’acqua stratificati, i sedimenti marini fini possono depositarsi senza disturbi nel Great Blue Hole. “All’interno del nucleo di sedimenti, appaiono un po’ come anelli di alberi, con strati annuali che alternano colori tra grigio-verde e verde chiaro a seconda del contenuto organico”, spiega Schmitt.
La procedura di estrazione del nucleo
L’estrazione di un campione di nucleo è una procedura delicata che comporta la perforazione del fondale marino e la rimozione attenta di una lunga sezione cilindrica verticale. L’analisi di quel sedimento implica l’identificazione di quali strati siano stati depositati da quali processi. Gli eventi violenti come i cicloni depositano strati con granuli di sedimento più grandi rispetto ai processi oceanici non tempestosi, quindi si tratta di esaminare attentamente il nucleo e identificare quei depositi di cicloni a grana grossa e di colore diverso.
Origini del Great Blue Hole
Il Great Blue Hole del Belize ha iniziato la sua vita come una grotta calcarea sotterranea, un’origine suggerita dalle enormi stalattiti che si trovano ancora nelle sue profondità. È diventato un sinkhole durante l’ultimo periodo glaciale, quando il suo tetto è crollato, inondando successivamente la cavità con acqua e trasformandola nell’ecosistema marino fiorente che è oggi.
Fonte: Science Alert
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