mercoledì, 21 Gennaio 2026
HomeTecnologia e ScienzeScoperta della NASA potrebbe spiegare perché non abbiamo mai trovato vita su...

Scoperta della NASA potrebbe spiegare perché non abbiamo mai trovato vita su Marte

Perché Marte è arido e inabitabile, mentre la vita ha sempre prosperato qui sul nostro pianeta Terra relativamente simile? Una scoperta fatta da un rover della NASA ha offerto un indizio per questo mistero, suggerendo che, sebbene i fiumi abbiano sporadicamente attraversato Marte, il pianeta era destinato a rimanere principalmente un deserto.

Un pianeta senza acqua liquida

Marte è attualmente considerato avere tutti gli ingredienti necessari per la vita, tranne forse il più importante: l’acqua liquida. Tuttavia, la superficie rossa è segnata da antichi fiumi e laghi, dimostrando che l’acqua una volta scorreva sul nostro vicino più prossimo.

Alla ricerca di segni di vita

Attualmente, ci sono diversi rover che esplorano Marte alla ricerca di segni di vita che potrebbero essere esistiti in quei tempi più abitabili, milioni di anni fa. All’inizio di quest’anno, il rover Curiosity della NASA ha scoperto un pezzo mancante di questo puzzle: rocce ricche di minerali carbonatici.

Il ruolo dei carbonati

Questi “carbonati” – come il calcare sulla Terra – agiscono come una spugna per l’anidride carbonica, assorbendola dall’atmosfera e intrappolandola nella roccia. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha modellato esattamente come l’esistenza di queste rocce potrebbe cambiare la nostra comprensione del passato di Marte.

Brevi ‘oasi’

Secondo Edwin Kite, autore principale dello studio e scienziato planetario dell’Università di Chicago, sembra che ci siano stati “lampi di abitabilità in alcuni momenti e luoghi” su Marte. Tuttavia, queste “oasi” erano l’eccezione piuttosto che la regola.

Un ciclo climatico sbilanciato

Sulla Terra, l’anidride carbonica nell’atmosfera riscalda il pianeta. Nel corso di lunghi periodi, il carbonio viene intrappolato in rocce come i carbonati. Poi, le eruzioni vulcaniche rilasciano il gas nell’atmosfera, creando un ciclo climatico ben bilanciato che supporta la presenza costante di acqua corrente. Tuttavia, Marte ha un tasso di degassamento vulcanico “debole” rispetto alla Terra, il che altera l’equilibrio, lasciando Marte molto più freddo e meno ospitale.

Possibili riserve d’acqua sotterranee

Secondo la ricerca modellistica, i brevi periodi di acqua liquida su Marte sono stati seguiti da 100 milioni di anni di deserto arido – un lungo periodo per qualsiasi forma di vita per sopravvivere. È ancora possibile che ci siano sacche di acqua liquida in profondità sotto la superficie di Marte che non abbiamo ancora trovato.

Prove future

Il rover Perseverance della NASA, atterrato su un antico delta marziano nel 2021, ha anche trovato segni di carbonati ai margini di un lago prosciugato. Gli scienziati sperano di scoprire ulteriori prove di carbonati. Kite ha affermato che la migliore prova sarebbe riportare campioni di roccia dalla superficie marziana sulla Terra – sia gli Stati Uniti che la Cina stanno correndo per farlo nel prossimo decennio.

Siamo soli?

In definitiva, gli scienziati stanno cercando una risposta a una delle grandi domande: quanto sono comuni i pianeti come la Terra che possono ospitare la vita? Gli astronomi hanno scoperto quasi 6.000 pianeti oltre il nostro Sistema Solare.

 

Fonte: Science Alert

Per saperne di più

Autore

  • Salvatore Macrì

    Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.

    Visualizza tutti gli articoli
Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Fusione nucleare

La Cina rompe il “muro” della densità nei tokamak:...

Se segui la fusione nucleare anche solo di striscio, sai che la storia è sempre la stessa: temperature assurde, magneti potentissimi, e poi… un limite operativo che ti riporta coi piedi per terra.Questa volta, però, la Cina ha messo mano a uno dei limiti più “sacri” nei tokamak: la densità del plasma. Sul reattore sperimentale EAST (quello che i media chiamano spesso “sole artificiale”) un team ha mantenuto un plasma stabile a densità superiori ai vincoli considerati quasi inevitabili.Il dettaglio importante: non è un comunicato autocelebrativo, ma lavoro pubblicato su Science Advances.
Il Jerk che permette di prevedere i terremoti

Jerk: il segnale “da nanometri” che anticipa le eruzioni...

Prevedere un’eruzione “in tempo”, cioè con un margine utile per attivare procedure e avvisi, è uno di quei problemi che non si risolvono con uno slogan. In questi giorni è rimbalzata una novità interessante (e piuttosto concreta): una tecnica chiamata “Jerk” che riesce a individuare segnali precoci di un’eruzione in tempo reale, usando un solo sismometro.
Cloud-9: galassia mai nata

“Cloud-9” potrebbe essere lo scheletro di materia oscura di...

C’è una cosa che gli astronomi inseguono da anni: oggetti che dovrebbero esistere secondo i modelli cosmologici, ma che sono quasi impossibili da osservare perché… non brillano. Niente stelle, niente luce “facile”, solo gravità e gas tenue. Ecco perché Cloud-9 sta facendo rumore: è un candidato molto forte per essere il primo esempio davvero convincente di una galassia fallita, un alone di materia oscura con un po’ di idrogeno attorno, rimasto “bloccato” prima di accendersi.
digiuno intermittente: funziona o no?

Nuovo studio solleva seri dubbi sui benefici del digiuno...

Un nuovo studio pubblicato di recente sta riaccendendo il dibattito sul digiuno intermittente e sui suoi reali benefici per la salute metabolica. La ricerca è stata condotta dal team guidato dalla professoressa Olga Ramich, presso il German Institute of Human Nutrition Potsdam-Rehbrücke (DIfE), in collaborazione con la Charité – Universitätsmedizin Berlin, uno dei centri medici universitari più autorevoli d’Europa.Lo studio rientra nel progetto ChronoFast, nato con un obiettivo preciso: capire se i benefici spesso attribuiti al digiuno intermittente dipendano davvero dal timing dei pasti o se siano invece il risultato più semplice — e meno affascinante — di una riduzione dell’apporto calorico totale.