Una nuova scoperta fossile nel Grand Canyon colma alcune lacune di un’epoca in cui l’evoluzione iniziava a sperimentare con forme nuove e strane. Circa mezzo miliardo di anni fa, la vita sulla Terra ha vissuto un periodo di grande fermento, noto come esplosione cambriana. I reperti fossili di quel tempo mostrano un aumento di creature bizzarre e complesse che appaiono in un lasso di tempo relativamente breve, gettando le basi per la maggior parte dei principali gruppi animali esistenti oggi.
Purtroppo, i fossili risalenti a periodi successivi del Cambriano sono più rari, il che ci impedisce di avere un quadro chiaro del “secondo album sperimentale” dell’evoluzione. Tuttavia, un nuovo lotto di fossili estremamente ben conservati potrebbe colmare questa lacuna. Questi fossili risalgono a circa 505 milioni di anni fa, ovvero 3 milioni di anni più giovani rispetto allo strato di Burgess Shale, dove appaiono i fossili dell’esplosione cambriana.
Scoperta di fossili nel Grand Canyon
Un team guidato da ricercatori dell’Università di Cambridge ha trovato oltre 1.500 piccoli fossili carbonacei nei campioni della Bright Angel Formation (BAF) del Grand Canyon, che un tempo era un ambiente marino poco profondo. La stragrande maggioranza dei fossili appartiene a vermi priapulidi, insieme a un paio di centinaia di crostacei e alcuni molluschi.
Nonostante le risorse ecologiche fossero abbondanti all’epoca, la competizione era in aumento, premiando le specie che sfruttavano nuove nicchie. L’analisi di questi fossili ha rivelato una varietà di adattamenti per fare proprio questo.
Adattamenti evolutivi
Un esempio è la specie di verme chiamata Kraytdraco spectatus, che è stata trovata ricoperta di denti con filamenti elaborati, che variavano in forma e lunghezza a seconda della loro posizione sul corpo. I ricercatori suggeriscono che utilizzassero i denti più robusti per raschiare e rastrellare le superfici, sollevando particelle di cibo che potevano poi filtrare dall’acqua usando i filamenti più lunghi.
I fossili di crostacei presentavano segni di alimentazione per sospensione tramite piccoli peli che spingevano le particelle di cibo verso la bocca, dove venivano macinate da strutture simili a molari. I molluschi, invece, erano dotati di file di denti a forma di pala che potevano essere trascinati avanti e indietro per raschiare alghe o microbi dalle superfici.
Importanza della scoperta
L’esplosione cambriana riceve molta attenzione perché è ben rappresentata nei reperti fossili, ma quello era solo l’inizio. I fossili appena descritti, con il loro eccezionale livello di dettaglio conservato, offrono un’affascinante visione del periodo subito dopo, quando la vita complessa era ormai stabilita e aveva la stabilità per iniziare a innovare con nuove forme.
E dovremmo esserne grati: la maggior parte dei principali gruppi (o phyla) di animali ha avuto origine durante il Cambriano. Questo include gli artropodi, che comprendono tutti gli insetti, gli aracnidi e i crostacei. E c’è anche il phylum dei cordati, che include noi esseri umani.
Fonte: Science Alert




