sabato, 14 Febbraio 2026
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Terremoto in Russia e tsunami: perché si continua a parlare erroneamente della scala Richter

Ogni volta che c’è un terremoto, succede la stessa cosa: il titolo bomba sui media recita “scossa di magnitudo 8.8 sulla scala Richter”. Ma ehi, qualcuno lo dica al cronista di turno: la scala Richter è morta (scientificamente) da decenni. E continuare a usarla, oggi, crea confusione.

Il recente terremoto al largo del Kamtchatka (Russia), con allerta tsunami in mezza area Pacifica, è stato solo l’ultimo caso: 8.8 MW, sì, ma non certo “Richter”.

Un po’ di storia: da Mercalli a Richter

Fino all’inizio del Novecento, si usava la scala di Mercalli, che misura l’intensità di un terremoto in base ai danni percepiti e osservati (crolli, onde d’urto, ecc.). Problema? È soggettiva: un sisma su roccia o su terreno sabbioso ha effetti diversi, anche se identico in potenza.

Entra quindi in scena nel 1935 il fisico Charles F. Richter, che propone una misurazione oggettiva basata sull’energia liberata dalla rottura di una faglia sismica, misurata con strumenti. Nasce così la famosa “scala Richter”.

Ma quindi, perché non va più bene?

Perché la scala Richter (ML) ha dei limiti strutturali:

  • È stata pensata per la geologia californiana, poco adattabile al resto del mondo.
  • Satura sopra magnitudo 6.5-7, cioè non riesce più a distinguere bene le energie superiori.
  • Si basa sull’ampiezza dell’onda sismica locale, quindi può variare molto in base alla distanza o alla posizione degli strumenti.

In sostanza: era ottima per il 1935, ma oggi abbiamo bisogno di molto di più.

La vera star attuale? La Magnitudo di Momento (Mw)

Dal 1970 in poi, i sismologi usano quasi solo la Magnitude of Moment (Mw). Anche lei è logaritmica, ma molto più precisa e universale, perché si basa su:

  • l’area della faglia che si è rotta
  • la quantità di spostamento
  • la rigidità delle rocce

Questo significa che:

  • non dipende dal luogo
  • non è legata a strumenti locali
  • e riesce a quantificare terremoti estremi o molto profondi con maggiore affidabilità

Un esempio: un terremoto di magnitudo 6 libera 32 volte più energia di uno da magnitudo 5, indipendentemente da dove si trovi.

E l’intensità? Altro errore frequente

Attenzione: magnitudo ≠ intensità.

  • La magnitudo (Mw) misura l’energia alla sorgente, ed è oggettiva.
  • L’intensità (tipo Mercalli) misura i danni percepiti in superficie, ed è soggettiva.

Quindi non ha senso dire “terremoto di intensità 7 sulla scala Richter”. È una frase scientificamente scorretta, e purtroppo molto diffusa.

Considerazioni finali – La colpa? Dei media, non dei sismologi

Da parte nostra, crediamo che il problema non sia la scienza, ma la comunicazione. I sismologi oggi non usano quasi mai la scala Richter. Il termine sopravvive perché è familiare al pubblico e fa notizia. Ma proprio per questo, serve un’educazione divulgativa più chiara, per far capire cosa stiamo davvero misurando. I numeri servono a rassicurare o allertare, ma se sono mal usati… rischiano di fare solo confusione.

Fonte: LesNumériques

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Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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