Alcune aziende attive nell’intelligenza artificiale starebbero iniziando a sviluppare smartphone proprietari. A dirlo è Cristiano Amon, CEO di Qualcomm, che collega questi progetti alla necessità di eseguire sul telefono modelli di AI molto grandi e attivi in modo continuativo.
Nel suo racconto, il traguardo richiesto da alcune imprese è arrivare entro il 2028 a gestire in locale un modello da almeno 100 miliardi di parametri. Amon non ha fatto nomi, quindi non c’è alcun dispositivo confermato né un produttore identificato ufficialmente.
Il requisito: AI in esecuzione costante sul telefono
L’elemento più concreto emerso dall’intervista è la richiesta tecnica riferita da Amon a Qualcomm. Alcune società di AI vorrebbero telefoni capaci di far girare modelli da 100 miliardi di parametri in background, cioè restando attivi in modo continuativo.
È un obiettivo che sposta l’attenzione dalla sola presenza di funzioni intelligenti nelle app alla capacità del dispositivo di sostenere carichi di elaborazione locali e persistenti. La fonte non specifica quali modelli siano coinvolti, quali componenti servirebbero né quale autonomia potrebbe offrire un eventuale smartphone con queste caratteristiche.
Amon ha spiegato di dover evitare di rivelare i nomi delle aziende, ma ha aggiunto che alcune realtà all’avanguardia nell’AI hanno già iniziato a lavorare a telefoni propri. La dichiarazione non equivale però alla presentazione di prodotti, né chiarisce se Qualcomm sarà effettivamente il fornitore dei chip.
Chi potrebbe essere coinvolto
SamMobile cita Anthropic, Meta e OpenAI tra le aziende oggi più rilevanti nel settore dell’AI. Google, pur essendo anch’essa un riferimento in questo campo, dispone già della linea Pixel, dei chip Tensor e delle sue piattaforme software, da Android a ChromeOS, Google TV e Wear OS.
Per questo la fonte considera Anthropic e OpenAI le ipotesi più plausibili dietro le parole del CEO Qualcomm. Resta tuttavia un’interpretazione: Amon non ha confermato alcun nome e non ha associato pubblicamente un progetto di smartphone a una specifica azienda.
Su OpenAI circolano già più indiscrezioni relative a dispositivi consumer. I progetti citati comprenderebbero uno smartphone, uno smart speaker senza schermo, occhiali intelligenti e un wearable a forma di pendente pensato per offrire capacità di AI durante l’intera giornata. Anche in questo caso, si tratta di informazioni riportate e non di annunci ufficiali dell’azienda.
Un mercato dove l’hardware conta quanto il modello
L’eventuale ingresso di società di AI negli smartphone renderebbe più affollato un mercato già conteso da Apple, Samsung e produttori cinesi. La differenza, almeno nella descrizione di Amon, sarebbe l’ambizione di progettare il telefono attorno all’esecuzione costante dell’intelligenza artificiale e non soltanto di aggiungerla a un dispositivo tradizionale.
Per ora mancano i dettagli essenziali: non ci sono nomi dei prodotti, immagini, specifiche, prezzi o tempistiche di lancio. Il riferimento al 2028 riguarda il requisito tecnico richiesto a Qualcomm, non una data di arrivo sul mercato per uno smartphone AI.
FAQ
Quali aziende stanno preparando uno smartphone AI?
Qualcomm non ha rivelato i nomi. SamMobile indica Anthropic e OpenAI come possibilità, ma questa attribuzione non è stata confermata dalle aziende interessate.
Che cosa significa modello da 100 miliardi di parametri?
È la dimensione del modello di AI che alcune aziende, secondo Amon, vorrebbero poter eseguire sul telefono in modo continuativo. La fonte non descrive come ciò verrebbe realizzato né le funzioni disponibili per l’utente.
Ci sono già date di lancio?
No. Il 2028 citato dal CEO Qualcomm è l’orizzonte del requisito espresso dalle aziende di AI, non la data di presentazione o vendita di un telefono.
Considerazioni finali
La dichiarazione di Qualcomm è interessante perché descrive una pressione concreta sull’hardware mobile: non basta più integrare l’AI in qualche funzione, se l’obiettivo è mantenerla operativa sul dispositivo in modo costante. È una direzione più significativa di un generico smartphone “con AI”, ma è ancora lontana dal delineare un prodotto reale.
Il punto decisivo resta la distanza tra un requisito tecnologico comunicato a un fornitore e un telefono pronto per il mercato. Finché mancheranno nomi, progetti e dettagli tecnici verificabili, l’unico fatto solido è che alcune aziende di AI starebbero valutando anche questa categoria di hardware.

