I repubblicani del Senato USA hanno pubblicato un testo rivisto del CLARITY Act, una proposta di legge di 635 pagine che interviene sulle regole per gli asset digitali. Il documento arriva a due giorni da un voto procedurale previsto martedì, passaggio che stabilirà se il Senato potrà portare il provvedimento alla discussione in aula.
Le modifiche puntano soprattutto su etica dei funzionari federali, stablecoin e tutele per sviluppatori, miner e validatori. La senatrice Cynthia Lummis sostiene che il testo recepisca 126 cambiamenti richiesti dai democratici durante un anno di trattative bipartisan.
Che cosa cambia per i funzionari pubblici
La parte più rilevante della revisione riguarda i conflitti di interesse legati alle criptovalute. Le nuove disposizioni vieterebbero a funzionari federali eletti, giudici e rispettivi coniugi di emettere, sponsorizzare oppure detenere interessi finanziari significativi in asset digitali.
I soggetti coinvolti dovrebbero cedere tali interessi oppure trasferirli in un blind trust qualificato, cioè una gestione fiduciaria separata dalle decisioni del titolare. I procuratori generali degli Stati potrebbero far rispettare i divieti, compresi quelli rivolti alle piattaforme che quotano asset in violazione delle norme.
Le violazioni comporterebbero sanzioni civili pari a 500.000 dollari o al 20% della somma ricevuta nell’operazione vietata, scegliendo l’importo più alto. Le regole entrerebbero in vigore 360 giorni dopo l’eventuale approvazione della legge, oppure prima se saranno completate le norme di attuazione.
Secondo Lummis, queste clausole etiche sono state concordate con il presidente Donald Trump. L’affermazione è della senatrice e non equivale all’entrata in vigore delle restrizioni: il CLARITY Act deve ancora superare il percorso legislativo al Senato.
Stablecoin, sviluppatori e piattaforme
Il testo modifica anche il trattamento dei rendimenti sulle stablecoin. Il Segretario al Tesoro dovrebbe introdurre regole restrittive sui premi qualora accertasse una perdita di depositi su scala sostanziale presso le banche di comunità. Questa facoltà, però, scadrebbe 18 mesi dopo l’eventuale entrata in vigore della legge.
Un’altra parte della proposta aggiorna il Blockchain Regulatory Certainty Act, o BRCA. Resterebbero le protezioni che impediscono di trattare gli sviluppatori come trasmettitori di denaro o istituzioni finanziarie ai sensi del Bank Secrecy Act; tali tutele verrebbero inoltre estese a miner e validatori, finora esclusi.
Il testo elimina anche i riferimenti alla Section 1960 del Titolo 18 del codice federale, relativa alle attività di trasferimento di denaro senza licenza. Sono previsti infine controlli più rigidi sul trading tra soggetti collegati e sui conflitti di interesse presso borse di commodity digitali, broker e dealer, oltre a chiarimenti sull’applicazione delle norme di tutela dei consumatori.
Il voto procedurale è il prossimo snodo
Il voto procedurale è fissato per martedì alle 14:15, ora della costa orientale degli Stati Uniti. Non è il voto definitivo sulla legge, ma decide se il Senato potrà far avanzare il disegno di legge verso l’esame in aula.
Un collaboratore repubblicano ha definito il documento l’offerta finale sul provvedimento. Nel frattempo, le probabilità assegnate da Polymarket all’approvazione del CLARITY Act entro l’anno hanno raggiunto il 35% lunedì: è un dato di mercato previsionale, non un indicatore dell’esito del voto.
Domande frequenti
Il CLARITY Act è già legge?
No. Il testo revisionato è una proposta legislativa e deve ancora affrontare il voto procedurale al Senato prima di poter procedere verso la discussione in aula.
Chi sarebbe interessato dalle nuove regole etiche?
La proposta riguarda funzionari federali eletti, giudici e i loro coniugi. Per gli interessi finanziari significativi in asset digitali prevede la cessione oppure il ricorso a un blind trust qualificato.
Che cosa cambierebbe per miner e validatori?
La revisione del BRCA estenderebbe anche a miner e validatori le protezioni contro la qualificazione come trasmettitori di denaro o istituzioni finanziarie prevista dal Bank Secrecy Act.
Considerazioni finali
Il testo prova a rispondere a uno dei nodi politicamente più esposti della regolamentazione crypto: le partecipazioni finanziarie di chi dovrebbe scrivere o applicare le regole. Divieti, obbligo di dismissione e sanzioni quantificate rendono questa parte della proposta più concreta rispetto a un semplice richiamo ai conflitti di interesse.
Resta però decisivo il voto procedurale di martedì. Le tutele estese a sviluppatori, miner e validatori e le nuove regole sulle stablecoin descrivono una revisione ampia, ma produrranno effetti soltanto se il Senato consentirà al CLARITY Act di proseguire il suo iter.

