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Galaxy S26: Samsung punterebbe (finalmente) sulla qualità foto invece che sulla corsa ai megapixel

Il Galaxy S26 non è ancora ufficiale — la presentazione è attesa la settimana prossima — eppure la direzione inizia a essere abbastanza chiara. Niente rivoluzione evidente lato hardware per tutta la gamma, ma due ritocchi che, se confermati, possono cambiare davvero l’esperienza quotidiana: meno rumore e meno banding (quelle brutte “strisce” nei gradienti, tipicamente in un cielo azzurro).

Lo so, detto così sembra quasi una cosa da nerd. Però se hai mai zoomato su una foto del cielo scattata con un Galaxy recente, sai di cosa parlo. E se filmi spesso di sera, conosci quel momento in cui l’immagine diventa una zuppa di pixel “ripuliti” a forza.

Due miglioramenti che parlano alle persone… e ai sensori

La voce arriva da un leaker molto seguito nel mondo Samsung e viene letta come un cambio di priorità: qualità d’immagine più che “numero grosso in scheda tecnica”. Il primo punto è un nuovo algoritmo di riduzione del rumore: l’idea non è solo rendere la foto più “pulita”, ma conservare texture reali (capelli, pelle, foglie) invece di appiattire tutto. Sulla carta è proprio quello che manca a tanti modi notte: illuminano, sì, ma spesso “plastificano” anche.

Il secondo punto è più tecnico, ma super concreto: Samsung lavorerebbe per ridurre il banding. In pratica sono quelle bande visibili quando un gradiente dovrebbe essere perfettamente liscio. Cieli, sfondi scuri, a volte anche alcune tonalità della pelle in illuminazione complicata… è quel dettaglio che fa “foto da smartphone” anche quando tutto il resto è buono.

La fuga parla di un collegamento con una pipeline colore a 12 bit, cioè più sfumature disponibili per disegnare le transizioni. Tradotto: meno “scalini”, più continuità.

Il “trucchetto” dei 24 MP: un compromesso che ha senso

C’è un dettaglio che mi ha fatto alzare un sopracciglio, ma in positivo: il Galaxy S26 avrebbe un modo a 24 MP che, secondo la fuga, darebbe una migliore sensazione di nitidezza e dettaglio, anche quando vai a zoomare dopo lo scatto.

Perché proprio 24 MP? Perché spesso è il punto di equilibrio. 12 MP è leggero e pulito, ma a volte un po’ morbido. Le altissime risoluzioni sono spettacolari in pieno giorno, ma più pesanti, più esigenti e spesso meno coerenti in condizioni miste. Un 24 MP gestito bene può offrire dettaglio davvero utilizzabile senza file enormi e senza scivolare in una HDR troppo aggressiva. E se Samsung lo abbina a un lavoro serio su rumore e gradienti, potrebbe essere la prima volta da un po’ che si parla di foto Galaxy… per motivi giusti, non solo per la scheda tecnica.

E lato hardware, di cosa stiamo parlando (se le indiscrezioni sono corrette)?

Non giriamoci intorno: Samsung non sembra voler stravolgere la parte ottica. Le specifiche che circolano indicano, per Galaxy S26 e S26+, una base abbastanza classica: 50 MP principale (OIS), 12 MP ultra-grandangolare, 10 MP tele 3x (OIS).

L’ S26 Ultra resterebbe la versione “pesante”, con una 200 MP f/1.4 come camera principale (sempre con stabilizzazione), un ultra-grandangolare 50 MP con autofocus, e due tele: 3x (10 MP) e 5x (50 MP).

In breve: la storia di questa generazione potrebbe essere davvero il software. Non è la cosa più sexy da annunciare sul palco… ma è quella che fa la differenza tra “bella foto” e “foto che ti tieni”.

Il video vuole il suo momento, con un vero strumento “pro”

C’è anche un altro punto interessante: la serie S26 dovrebbe spingere parecchio sul video, anche con l’APV, cioè Advanced Professional Video. Samsung lo presenta come un codec quasi “senza perdita” pensato per ripresa e post-produzione, con una migliore efficienza di archiviazione rispetto ai formati pesanti tradizionali.

Se poi ci metti le promesse di 4K 60 fps Super HDR su tutte le fotocamere e 8K 30 fps HDR sul sensore principale, il messaggio è chiaro: convincere chi filma tanto, non solo chi scatta foto al volo.

FAQ

Il Galaxy S26 avrà davvero una qualità foto migliore senza cambiare i sensori?
Sì, è plausibile. Le indiscrezioni parlano soprattutto di progressi via algoritmi (rumore, gradienti), e quello può cambiare tanto anche con hardware simile.

Cos’è esattamente il “banding”?
Sono bande visibili in zone che dovrebbero essere uniformi (cielo, ombre, sfumature). Una pipeline colore più ricca (tipo 12 bit) può ridurre questo difetto.

Il modo 24 MP cosa cambia rispetto ai 12 MP?
Di solito punta a un compromesso migliore: più dettaglio dei 12 MP, meno compromessi rispetto alle altissime risoluzioni, spesso con un look più naturale se il trattamento è calibrato bene.

APV è una cosa da “smanettoni” o serve davvero?
Per molti sarà invisibile. Per chi monta video, invece, è più serio: qualità alta e un workflow potenzialmente più pulito in post-produzione.

Quando presenta Samsung i Galaxy S26?
Diverse indiscrezioni puntano a un evento a fine febbraio 2026.

Considerazioni finali

Quello che mi piace qui è che Samsung sembra (finalmente) voler sistemare difetti che danno fastidio a chi guarda davvero le proprie foto: il rumore “sporco” in bassa luce e le sfumature che tradiscono lo smartphone. Non sono novità facili da vendere in tre parole, ma sono esattamente quelle che costruiscono una reputazione fotografica.

Il mio unico dubbio è la classica tentazione di “ripulire troppo”: se la riduzione del rumore diventa aggressiva, si torna all’effetto pelle di cera. Però se il 24 MP è fatto bene e la gestione colore mantiene le promesse, il S26 potrebbe essere quel Galaxy che fa meno scena… e tira fuori più immagini di cui andare fieri.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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