La Banca centrale europea sta preparando l’euro digitale come complemento del contante per i pagamenti di tutti i giorni. A ribadirlo è stata la presidente della BCE Christine Lagarde, secondo cui lo strumento dovrà stimolare innovazione e concorrenza nei pagamenti al dettaglio, mantenendo la compresenza di soluzioni pubbliche e private.
Nel suo intervento alle riunioni annuali del Fondo monetario internazionale, Lagarde ha anche definito resiliente l’economia dell’area euro. L’inflazione di settembre, al 3,8%, rifletterebbe in larga parte gli alti costi dell’energia; la BCE si aspetta un allentamento l’anno prossimo, pur con un’inflazione sopra l’obiettivo fino alla prima metà del 2027 a causa dello shock energetico.
Che ruolo avrebbe l’euro digitale
La formulazione usata dalla presidente BCE colloca l’euro digitale nello spazio dei pagamenti retail, cioè quelli effettuati nella vita quotidiana da cittadini ed esercenti. Non viene presentato come un sostituto del contante: la Banca centrale europea parla esplicitamente di un suo equivalente digitale che lo affianchi.
Il punto centrale è la struttura del mercato dei pagamenti. Per Lagarde, la presenza di una soluzione pubblica accanto a quelle private può sostenere innovazione e concorrenza, oltre a contribuire all’autonomia strategica europea nel settore. L’intervento non indica però una data di lancio né descrive le modalità operative che saranno disponibili agli utenti.
Il contesto: inflazione e risposta della BCE
Nel medesimo intervento, Lagarde ha collegato il dato d’inflazione di settembre, pari al 3,8% nell’area euro, soprattutto al costo elevato dell’energia. La BCE prevede che questa componente si attenui nel corso del prossimo anno.
Lo scenario resta comunque condizionato da uno shock energetico che, secondo la presidente, manterrà l’inflazione sopra il target dell’istituto fino alla prima metà del 2027. Da qui l’indicazione di una risposta di politica monetaria misurata: un passaggio che separa l’andamento dei prezzi nel breve periodo dal lavoro sull’infrastruttura dei pagamenti.
Pontes e i regolamenti per gli asset tokenizzati
L’euro digitale riguarda i pagamenti al dettaglio, mentre la BCE ha già avviato un’iniziativa distinta per le transazioni finanziarie all’ingrosso. Il 21 settembre, secondo quanto riportato da Cointelegraph, l’istituto ha lanciato Pontes, un sistema destinato alle istituzioni finanziarie per regolare transazioni su asset tokenizzati in moneta di banca centrale.
Il sistema costituisce un’alternativa all’impiego di strumenti di regolamento privati, come le stablecoin. La versione iniziale offre un insieme essenziale di servizi; la piena implementazione è attesa entro il 2028. Le due iniziative hanno quindi destinatari e funzioni differenti: Pontes si rivolge al regolamento wholesale, l’euro digitale ai pagamenti quotidiani.
Domande frequenti
L’euro digitale sostituirà il contante?
No. Lagarde ha parlato di uno strumento che completerà il contante con un equivalente digitale per l’uso quotidiano.
Quando arriverà l’euro digitale?
Nell’intervento riportato non è indicata una data di lancio. La BCE viene descritta come impegnata nella sua preparazione.
Che cos’è Pontes?
È un sistema della BCE rivolto alle istituzioni finanziarie per il regolamento di transazioni wholesale su asset tokenizzati in moneta di banca centrale. Non è il servizio di euro digitale destinato ai pagamenti retail.
Considerazioni finali
Il passaggio più rilevante non è una promessa generica di digitalizzazione, ma la volontà di mantenere il contante dentro un sistema di pagamenti in evoluzione. Definire l’euro digitale come complemento chiarisce almeno il perimetro politico della proposta e mette al centro l’equilibrio tra infrastruttura pubblica e operatori privati.
Resta essenziale non confondere i piani: Pontes riguarda il regolamento finanziario all’ingrosso, mentre l’euro digitale è pensato per le operazioni quotidiane. Finché mancano una data e i dettagli d’uso, è proprio questa distinzione a pesare di più nel valutare le dichiarazioni della BCE.

