Marzo 2026 è stato già un mese “pesante” per Apple: in pochi giorni sono arrivati i nuovi MacBook Pro con M5 Pro/M5 Max, il MacBook Air con M5 e il sorprendente MacBook Neo super accessibile.
Eppure, a quanto pare, non è finita qui. Le indiscrezioni più solide parlano di altri quattro Mac previsti nel resto dell’anno: due desktop “seri”, un all-in-one che punta sull’estetica e (soprattutto) un MacBook Pro che potrebbe cambiare la percezione del Mac per i prossimi anni.
1) Mac Studio con M5 Max e un nuovo M5 Ultra
Il Mac Studio è il classico prodotto che Apple aggiorna quando le conviene: non vive di volumi, vive di reputazione. L’idea è semplice: stesso chassis, ma dentro un salto di potenza con M5 Max e un atteso M5 Ultra.
Il punto interessante non è solo “quanto va forte”, ma dove va forte. In questo ciclo Apple sta spingendo molto sul calcolo locale (AI on-device, flussi pro sempre più ibridi, workload che prima richiedevano una workstation). Un Mac Studio con Ultra aggiornato diventa, di fatto, il Mac “da scrivania” per chi non vuole compromessi, senza salire su soluzioni enterprise.
Sul calendario, diversi report lo collocano a metà 2026, con una finestra che potrebbe combaciare con il periodo WWDC.
2) iMac con M5 e nuovi colori
Sì, i colori sembrano una cosa “da vetrina”. Ma sull’iMac sono parte del prodotto tanto quanto lo schermo: è l’unico Mac che Apple vende anche come oggetto d’arredo, e non lo nasconde nemmeno.
Qui le voci parlano di un passaggio a M5 e, soprattutto, di una palette aggiornata. Non è chiaro se si tratti di nuove tonalità o di una revisione più netta rispetto ai ritocchi di passato, ma l’indicazione ricorrente è “refresh visibile”.
La nota divertente? Ogni volta che escono rumor sui colori, nei commenti spunta sempre la stessa richiesta: “ok, ma un iMac più grande?”. E infatti, lato “iMac diverso dal solito”, i rumor continuano a far trapelare che Apple sperimenta anche varianti più ambiziose, solo non per questo giro.
3) Mac mini con M5 e M5 Pro
Il Mac mini resta un paradosso bellissimo: è il Mac più economico, ma spesso finisce sulla scrivania di chi smanetta più di tutti (lab, server casalinghi, mini-studio audio, nodi di automazione). La prossima mossa sarebbe un update lineare con M5 e M5 Pro, senza stravolgimenti esterni.
Qui conta molto il timing: dopo i portatili di inizio marzo, l’idea è che Apple lasci respirare la lineup e poi aggiorni i desktop. Anche in questo caso, si parla di prima metà 2026, con ipotesi che vanno dalla primavera inoltrata fino a giugno.
4) MacBook Pro M6: redesign, OLED e (forse) la prima vera “svolta” del Mac moderno
Questo è il pezzo grosso. Le indiscrezioni descrivono un MacBook Pro con M6/M6 Pro/M6 Max costruiti su un nodo produttivo più avanzato e accompagnati da un redesign: più sottile e più leggero.
Ma le tre parole che contano davvero sono:
- OLED: primo Mac con pannello OLED, quindi neri reali e contrasto da riferimento (oltre a margini di design più aggressivi).
- Touchscreen: Apple, dopo anni di “no grazie”, sarebbe pronta ad aggiungere il touch come input secondario, con macOS reso più “touch-friendly” senza trasformare il Mac in un iPad gigante.
- Dynamic Island al posto del notch: l’idea è un foro camera più discreto e una UI in stile iPhone, utile per attività live e controlli contestuali.
E poi c’è il “jolly”: connettività cellulare su MacBook Pro tramite un modem Apple di nuova generazione (si parla spesso di “C2”). Non è garantito, ma è il tipo di scelta che cambierebbe davvero l’uso quotidiano del portatile: Mac sempre online, senza hotspot e senza compromessi.
FAQ
Quando arrivano questi quattro Mac?
Le finestre più ricorrenti: Mac Studio a metà 2026, iMac e Mac mini più avanti nel 2026, MacBook Pro M6 verso fine 2026.
Il Mac Studio cambierà design?
Le voci dicono di no: aggiornamento concentrato su chip e prestazioni.
L’iMac avrà davvero nuovi colori o solo ritocchi?
Non è ancora chiaro: si parla di “palette aggiornata”, quindi potrebbe essere sia una revisione profonda sia un refresh di tonalità.
Il Mac mini avrà M5 Pro?
Sì, è una delle combinazioni più citate: M5 base e M5 Pro come opzione superiore.
Il MacBook Pro M6 sarà davvero touchscreen?
Secondo i report, sì: touch come input aggiuntivo, con macOS ripensato in alcune aree per gestire meglio il tocco.
Dynamic Island su Mac: sarà una copia dell’iPhone?
L’idea non è “copia e incolla”, ma un elemento software che maschera la camera e diventa spazio utile per attività e controlli contestuali.
Considerazioni finali
Io la leggo così: Apple sta facendo una mossa a tenaglia sul Mac. Da una parte, abbassa la barriera d’ingresso con prodotti come MacBook Neo (e una narrativa sempre più “value”). Dall’altra, prepara un MacBook Pro che non sia il solito upgrade di chip, ma un rebranding tecnologico: OLED, touch, UI più moderna, e magari perfino la connettività cellulare. In mezzo ci stanno i desktop: aggiornamenti meno “wow”, ma cruciali per tenere il Mac credibile nel lavoro vero, quello dove ti giochi tempo e fatturato.





