HomeIARendere il codice generato dall'IA più accurato in qualsiasi linguaggio

Rendere il codice generato dall’IA più accurato in qualsiasi linguaggio

Utilizzo dei modelli di linguaggio per generare codice

I programmatori possono ora sfruttare i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) per generare codice in modo più rapido. Tuttavia, questo semplifica la vita dei programmatori solo se il codice generato rispetta le regole del linguaggio di programmazione e non causa il crash del computer.

Metodi per garantire la conformità

Esistono alcuni metodi per assicurare che gli LLM rispettino le regole del linguaggio in cui stanno generando testo. Tuttavia, molti di questi metodi possono distorcere il significato inteso dal modello o risultare troppo dispendiosi in termini di tempo per compiti complessi.

Un nuovo approccio per la generazione di testo

Un nuovo approccio sviluppato da ricercatori del MIT e di altre istituzioni guida automaticamente un LLM a generare testo che aderisce alle regole del linguaggio rilevante, come un particolare linguaggio di programmazione, e che sia privo di errori. Questo metodo consente a un LLM di concentrare gli sforzi su output che hanno maggiori probabilità di essere validi e accurati, scartando precocemente quelli meno promettenti. Questo approccio probabilistico migliora l’efficienza computazionale.

Efficienza e prestazioni migliorate

Grazie a questi guadagni di efficienza, l’architettura sviluppata dai ricercatori ha permesso a piccoli LLM di superare modelli molto più grandi nella generazione di output accurati e strutturati correttamente per diversi casi d’uso reali, tra cui la biologia molecolare e la robotica.

Implicazioni future

Nel lungo termine, questa nuova architettura potrebbe aiutare i non esperti a controllare i contenuti generati dall’AI. Ad esempio, potrebbe permettere ai professionisti del business di scrivere query complesse in SQL, un linguaggio per la manipolazione dei database, utilizzando solo prompt in linguaggio naturale.

Impatto oltre la ricerca

“Questo lavoro ha implicazioni che vanno oltre la ricerca. Potrebbe migliorare gli assistenti di programmazione, l’analisi dei dati potenziata dall’AI e gli strumenti di scoperta scientifica, garantendo che gli output generati dall’AI rimangano sia utili che corretti,” afferma João Loula, uno studente laureato del MIT e co-autore principale di un articolo su questo framework.

Collaborazione internazionale

Loula è affiancato nell’articolo dai co-autori principali Benjamin LeBrun, assistente di ricerca presso il Mila-Quebec Artificial Intelligence Institute, e Li Du, studente laureato presso la John Hopkins University; dai co-autori senior Vikash Mansinghka, Alexander K. Lew, Tim Vieira e Timothy J. O’Donnell, che hanno guidato il team internazionale. La ricerca sarà presentata alla International Conference on Learning Representations.

Controllo della struttura e del significato

Un approccio comune per controllare il testo strutturato generato dagli LLM prevede di verificare un intero output, come un blocco di codice, per assicurarsi che sia valido e privo di errori. In caso contrario, l’utente deve ricominciare, accumulando risorse computazionali. D’altra parte, un programmatore potrebbe fermarsi per controllare l’output lungo il percorso, garantendo che il codice aderisca al linguaggio di programmazione e sia strutturalmente valido.

 

Fonte: MIT

Per saperne di più

foto credit: Credit: iStock

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Quasi 15 milioni di italiani usano app di IA:...

A dicembre 2025 quasi 15 milioni di italiani hanno usato almeno un’app di intelligenza artificiale: parliamo del 35% della popolazione online (18–74 anni) e di una media annua di 12,7 milioni, più del doppio rispetto al 2024.Il dettaglio che fa rumore, però, è un altro: ChatGPT supera i 10 milioni di utenti unici e viene usato da quasi un italiano su quattro. Non è più il giocattolo da provare una volta e poi dimenticare. È entrato nel quotidiano, nel bene e nel male.
Logo Chat GPT

OpenAI prepara una “super app” per PC: ChatGPT, Codex...

Negli ultimi mesi mi è capitato spesso di usare ChatGPT in una finestra, un tool di coding in un’altra, e poi… il browser, perché alla fine tutto passa da lì. È un flusso un po’ spezzato, “a pezzi”, e se lavori davvero con l’AI te ne accorgi subito. Ecco perché la voce che gira oggi ha senso: OpenAI starebbe lavorando a una super app desktop capace di unire le sue esperienze principali e, soprattutto, spingere forte sugli agenti (quelli che non si limitano a rispondere: agiscono).

Meta vuole meno moderatori umani e più IA: cosa...

Se negli ultimi anni ti è capitato di segnalare un profilo fake, una truffa “troppo bella per essere vera” o un post chiaramente fuori linea, hai già visto come funziona la moderazione su Meta: una miscela di algoritmi, sistemi automatici e (soprattutto) tantissime persone pagate per guardare il peggio del web. Ora Meta sta spostando l’ago della bilancia: meno controllo umano esterno, più sistemi di intelligenza artificiale basati su modelli linguistici.La notizia è del 20 marzo 2026 e arriva insieme a un altro pezzo del puzzle: Meta AI support assistant, una specie di “help desk” dentro Facebook e Instagram che promette risposte rapide e azioni dirette sull’account.
Earth-2 NVIDIA

NVIDIA Earth-2: i nuovi modelli AI meteo promettono previsioni...

Negli Stati Uniti, in queste ore, una grossa tempesta invernale sta mettendo in crisi la solita routine: apri l’app meteo, guardi la previsione, poi apri un’altra app… e trovi numeri diversi, spesso lontani tra loro. È il tipo di scenario che ti ricorda quanto la meteorologia, anche nel 2026, resti una scienza difficile da “impacchettare” in una notifica.In mezzo a questo caos, NVIDIA ha scelto un timing quasi perfetto per presentare la sua nuova famiglia di modelli AI per il meteo, parte del progetto Earth-2. E qui la notizia non è solo “una big tech fa un modello”. È un salto di ambizione: NVIDIA parla di strumenti aperti, più veloci, e con performance che — almeno sulla carta — mettono pressione anche ai nomi grossi già in campo.