Videogiochi e intelligenza: un legame sorprendente nei bambini
Recenti ricerche hanno evidenziato un legame tra il tempo trascorso a giocare ai videogiochi e un aumento dell’intelligenza nei bambini, sfidando la narrativa comune che vede il gaming come dannoso per le giovani menti. Sebbene la differenza nelle abilità cognitive sia stata minima e non sufficiente a dimostrare una relazione causale, è comunque degna di nota. Lo studio del 2022 ha considerato variabili come differenze genetiche e il background socio-economico dei bambini.
Al contrario, guardare la TV e utilizzare i social media non sembrano avere effetti positivi o negativi sull’intelligenza. Questa ricerca potrebbe essere utile nel dibattito su quanto tempo di screen time sia adatto per le giovani menti.
Il ruolo dei dati genetici nello studio
“I media digitali definiscono l’infanzia moderna, ma i loro effetti cognitivi sono poco chiari e oggetto di accesi dibattiti”, scrivono i ricercatori provenienti da Paesi Bassi, Germania e Svezia nel loro articolo pubblicato. “Crediamo che studi con dati genetici possano chiarire affermazioni causali e correggere il ruolo spesso non considerato delle predisposizioni genetiche.”
I ricercatori hanno analizzato i dati di screen time di 9.855 bambini dello studio ABCD, tutti negli Stati Uniti e di età compresa tra 9 e 10 anni. In media, i giovani hanno riferito di trascorrere 2,5 ore al giorno guardando la TV o video online, 1 ora giocando ai videogiochi e mezz’ora socializzando su internet.
Un aumento dell’intelligenza legato ai videogiochi
Successivamente, i dati di oltre 5.000 di questi bambini sono stati analizzati due anni dopo. Durante questo periodo, coloro che hanno riferito di trascorrere più tempo del normale a giocare ai videogiochi hanno visto un aumento di 2,5 punti di QI rispetto alla media.
L’aumento dei punti di QI si basava sulle prestazioni dei bambini in compiti che includevano comprensione della lettura, elaborazione visuo-spaziale e un compito focalizzato su memoria, pensiero flessibile e autocontrollo. È importante notare che, sebbene lo studio abbia esaminato solo bambini negli Stati Uniti e non abbia differenziato tra tipi di videogiochi (giochi mobili contro giochi su console), offre comunque un prezioso spunto sul gaming e il QI.
Considerazioni finali
Secondo noi, questo studio offre una nuova prospettiva sul ruolo dei videogiochi nello sviluppo cognitivo dei bambini. Sebbene non si possa ancora affermare con certezza che i videogiochi migliorino l’intelligenza, i risultati suggeriscono che il gaming potrebbe avere effetti positivi che meritano ulteriori indagini. Riteniamo che sia importante continuare a esplorare come i diversi tipi di screen time influenzino le giovani menti, tenendo conto delle variabili genetiche e socio-economiche. Pensiamo che un approccio equilibrato e informato possa aiutare a massimizzare i benefici del gaming per i bambini, promuovendo al contempo uno sviluppo sano e completo.
Fonte: Science Alert





