HomeTecnologia e ScienzeNuova fase di materia 'metà ghiaccio, metà fuoco' scoperta in un magnete

Nuova fase di materia ‘metà ghiaccio, metà fuoco’ scoperta in un magnete

Una nuova fase esotica della materia scoperta in un composto magnetico

Un nuovo stato esotico della materia è stato scoperto all’interno di un precedente stato esotico individuato in un composto magnetico lo scorso decennio. Nel 2016, i fisici Weiguo Yin, Christopher Roth e Alexei Tsvelik del Brookhaven National Laboratory negli Stati Uniti hanno identificato una fase di spin-states in Sr3CuIrO6, una combinazione di stronzio, rame, iridio e ossigeno, che hanno definito “metà-fuoco, metà-ghiaccio”. Ora, hanno trovato l’opposto: una fase “metà-ghiaccio, metà-fuoco”, in cui gli elettroni all’interno di due diverse strutture scambiano comportamenti.

Il concetto di frustrazione è cruciale per questa scoperta, descrivendo le interazioni tra particelle vicine. Cambiando un elemento del sistema, un cambiamento di comportamento può propagarsi come un cambiamento di fase. Nel materiale “metà-fuoco, metà-ghiaccio” del team, gli spin degli elettroni su un reticolo di atomi di rame sono disordinati come le fiamme di un inferno, mentre quelli dei siti di iridio sono congelati, conferendo loro una maggiore attrazione magnetica.

Secondo uno standard matematico di cambiamento di fase, sembrava impossibile far muovere questa formazione. Tuttavia, una scoperta critica ha portato il team a individuare un cambiamento di temperatura definito che ribalta completamente lo stato. Questa reversibilità è la svolta che Yin e Tsvelik stavano cercando: la chiave per sbloccare il potenziale di Sr3CuIrO6 per la scienza dell’informazione quantistica e la microelettronica.

Yin afferma: “Trovare nuovi stati con proprietà fisiche esotiche e riuscire a comprendere e controllare le transizioni tra questi stati sono problemi centrali nei campi della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Risolvere questi problemi potrebbe portare a grandi progressi in tecnologie come il calcolo quantistico e la spintronica.”

I materiali magnetici possono assumere diverse forme. Nei materiali ferromagnetici convenzionali, come il ferro, gli spin delle particelle sono tutti allineati nella stessa direzione. Un ferrimagnete è uno in cui si trovano due stati di spin, come in Sr3CuIrO6. Come descritto nel documento del team del 2024 sulla loro scoperta del 2016, la strana fase “metà-fuoco, metà-ghiaccio” può essere indotta da un campo magnetico esterno ed è piuttosto sorprendente. Gli spin del rame cadono in un disordine totale, mentre gli spin dell’iridio si allineano come soldati sull’attenti.

Questo è piuttosto interessante, ma non estremamente utile da solo. I qubit, ad esempio, le unità di base del calcolo quantistico, possono essere basati sugli spin degli elettroni, ma quegli spin devono essere in grado di mostrare i diversi valori del sistema binario. E i qubit regolabili, quelli i cui spin possono essere manipolati, sono ancora più utili.

Fonte: Science Alert

Per saperne di più

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Ridurre un aminoacido ha allungato la vita dei topi: la scoperta incuriosisce, ma non è una dieta miracolosa

Ridurre un aminoacido ha allungato la vita dei topi:...

C’è una frase che nel mondo della nutrizione torna sempre: “una caloria è una caloria”. Comoda, pulita, perfetta per semplificare. Però la biologia, come spesso accade, ama complicare le cose. Un nuovo caso arriva da uno studio sui topi in cui la riduzione di un singolo aminoacido, l’isoleucina, è stata associata a un aumento della durata della vita e a migliori indicatori di salute. ScienceAlert ha rilanciato il tema il 6 giugno 2026, partendo da una ricerca pubblicata su Cell Metabolism nel 2023.
Il cervello ha un circuito che bilancia sonno profondo e ormone della crescita

Il cervello ha un circuito che bilancia sonno profondo...

Il sonno profondo non è soltanto quella fase in cui “stacchiamo la spina”. È, più realisticamente, una delle modalità di manutenzione più sofisticate che il corpo abbia a disposizione. Il cervello rallenta, ma non si spegne affatto: coordina riparazione dei tessuti, metabolismo, memoria, equilibrio ormonale. E adesso una ricerca pubblicata su Cell aggiunge un tassello davvero interessante: esiste un circuito cerebrale che regola con grande precisione il rapporto tra sonno profondo, ormone della crescita e ritorno alla veglia.La parte affascinante è proprio questa. L’ormone della crescita, o GH, aumenta durante il sonno e aiuta il corpo in processi legati a muscoli, ossa, metabolismo dei grassi e riparazione dei tessuti. Fin qui, nulla di completamente nuovo: il legame tra sonno e GH è noto da decenni. Quello che mancava era una mappa più chiara del “come”. Non solo sangue prelevato durante la notte e livelli ormonali misurati a posteriori, ma l’osservazione diretta dei circuiti neurali coinvolti.
Il farmaco che cambia le aspettative sul tumore al pancreas

Il farmaco che cambia le aspettative sul tumore al...

Per anni il tumore al pancreas è stato uno di quei nomi che, anche nel mondo della ricerca oncologica, portava con sé una sensazione abbastanza pesante: poche opzioni, diagnosi spesso tardive, progressi lenti. Non perché la scienza non ci abbia provato, anzi. Il problema è che questo tumore sa difendersi bene, cresce in modo aggressivo e spesso viene scoperto quando ha già iniziato a diffondersi.La notizia che arriva ora su daraxonrasib, un farmaco orale sperimentale, è quindi di quelle che meritano attenzione vera. Non siamo davanti a una “cura miracolosa”, e sarebbe scorretto raccontarla così. Però il risultato è forte: in uno studio clinico di fase 3 su pazienti con tumore pancreatico metastatico già trattati in precedenza, il farmaco ha quasi raddoppiato la sopravvivenza mediana rispetto alla chemioterapia standard.Tradotto in parole più semplici: i pazienti trattati con daraxonrasib hanno vissuto in mediana 13,2 mesi, contro circa 6,7 mesi del gruppo trattato con chemioterapia. In oncologia, soprattutto su un tumore così difficile, un salto del genere non è una sfumatura statistica. È un cambio di scenario.
Il nuovo T. rex dei mari era nascosto in un museo da decenni

Il nuovo T. rex dei mari era nascosto in...

C’è qualcosa di quasi cinematografico in questa storia: un fossile raccolto nel 1979, sistemato in una collezione museale, studiato per anni come se fosse “solo” un esemplare già noto e poi, all’improvviso, capace di cambiare nome, identità e peso scientifico. Il protagonista si chiama Tylosaurus rex, abbreviato inevitabilmente in T. rex, ma non ha nulla a che vedere con il celebre dinosauro terrestre se non l’idea di dominio assoluto nel proprio ambiente. Questo animale era un mosasauro, un gigantesco rettile marino del Cretaceo, e secondo il nuovo studio poteva raggiungere circa 13 metri di lunghezza. Praticamente un autobus con denti affilati.