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OpenAI, Anthropic e Google discutono di sicurezza AI

OpenAI, Anthropic e Google DeepMind stanno discutendo da settimane di sicurezza dell’intelligenza artificiale. A confermarlo è Chris Lehane, responsabile delle politiche globali di OpenAI, che ha parlato dei colloqui mentre si trova a Washington per confrontarsi con i legislatori statunitensi sui rischi più gravi legati ai modelli avanzati.

Il confronto riguarda possibili regole e verifiche comuni per i laboratori che sviluppano sistemi AI di frontiera. Al centro del dibattito c’è anche il confine con le norme antitrust: coordinare misure di sicurezza non deve trasformarsi in un’intesa capace di limitare la concorrenza.

Colloqui tra rivali sulla sicurezza dei modelli

Lehane ha dichiarato ai giornalisti che OpenAI lavora con Anthropic e Google DeepMind sul tema da alcune settimane. La notizia era stata anticipata da Bloomberg e aggiunge una conferma diretta a un confronto finora emerso soprattutto attraverso indiscrezioni.

Le discussioni arrivano dopo un saggio pubblicato sabato da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic. Amodei ha invitato il settore a collaborare per rallentare, quando necessario, lo sviluppo dell’AI di frontiera e ridurre i rischi catastrofici associati ai modelli più potenti.

Sam Altman di OpenAI, Demis Hassabis di Google e Elon Musk hanno sostenuto l’appello di Amodei, secondo quanto riferito. Altman ha inoltre detto che OpenAI si unirà ad Anthropic nell’introdurre valutatori esterni incaricati di monitorare la sicurezza dei modelli.

Verifiche indipendenti e organismo di standard

Uno dei punti concreti emersi riguarda la possibilità di far entrare nelle aziende organizzazioni indipendenti di verifica. Nello stesso incontro di martedì, Lehane ha espresso il sostegno di OpenAI a una disposizione del FRONTIER Act che imporrebbe ai principali laboratori AI di consentire questi controlli sullo sviluppo sicuro dei modelli.

La proposta non definisce nel dettaglio come dovrebbero funzionare tali organizzazioni, ma l’obiettivo indicato è creare una valutazione esterna sui sistemi più avanzati invece di lasciare l’intero processo alle sole aziende che li producono.

In parallelo, The Information ha riferito che le tre società starebbero lavorando a un organismo per gli standard dell’industria AI. La ricostruzione parla di una struttura che, stando a quanto Altman avrebbe comunicato ai dipendenti, dovrebbe nascere senza il sostegno del governo degli Stati Uniti.

Hassabis aveva già chiesto a luglio la creazione negli USA di un nuovo organismo di standard con funzioni di supervisione: avrebbe dovuto esaminare i modelli più avanzati e coordinare eventuali rallentamenti nel settore se i pericoli fossero aumentati.

Il nodo antitrust resta aperto

La collaborazione tra aziende concorrenti può però sollevare un problema legale. Altman e altri hanno osservato che un coordinamento fra i laboratori potrebbe esporli a violazioni delle norme antitrust, se venisse interpretato come un accordo per comprimere la competizione.

Amodei aveva quindi proposto una deroga governativa circoscritta, pensata per rendere possibile la cooperazione sulla sicurezza. Lehane, sempre secondo quanto riportato, ritiene invece che le aziende non abbiano bisogno di questa eccezione.

Il contesto politico statunitense è tutt’altro che uniforme. Il presidente Trump ha respinto le preoccupazioni sulla sicurezza come una bufala e ha contestato l’esigenza di regole più rigide, sostenendo che rallentare lo sviluppo favorirebbe la Cina. David Sacks, consigliere di Trump per l’AI, ha espresso una posizione simile sui rischi esistenziali.

FAQ

Quali aziende sono coinvolte nei colloqui?

Chris Lehane ha indicato OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. Le tre società sarebbero in confronto da settimane sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Che cosa sono i valutatori esterni?

Sono soggetti indipendenti che entrerebbero nelle aziende per verificare se i modelli vengono sviluppati in modo sicuro. OpenAI sostiene una misura del FRONTIER Act che renderebbe obbligatorio questo accesso per i principali laboratori AI.

Esiste già un organismo comune per gli standard AI?

No, non è stato annunciato un organismo già costituito. The Information ha riferito che le tre aziende starebbero lavorando alla sua creazione, ma il progetto resta riportato come indiscrezione.

Perché si parla di norme antitrust?

Perché un coordinamento fra concorrenti può essere contestato se riduce la competizione. Il tema è se una collaborazione limitata alla sicurezza possa procedere senza una specifica deroga governativa.

Considerazioni finali

Il dato più significativo non è l’esistenza di un altro tavolo di confronto, ma la conferma che i tre principali laboratori stanno già parlando di meccanismi condivisi per valutare i propri modelli. La disponibilità di OpenAI a far intervenire verificatori indipendenti sposta la discussione da principi generali a una possibile forma di controllo esterno.

Resta decisivo che questa cooperazione abbia confini chiari e controllabili: la sicurezza non può diventare un pretesto per decidere tra pochi concorrenti il ritmo del mercato. Il punto concreto, per ora, è il sostegno di OpenAI a verifiche indipendenti previste dal FRONTIER Act.

Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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