HomeNews TechPixel VPN in Quick Settings finalmente “parla”: l’aggiornamento piccolo che cambia l’uso...

Pixel VPN in Quick Settings finalmente “parla”: l’aggiornamento piccolo che cambia l’uso quotidiano

Ci sono aggiornamenti che fanno rumore: nuove funzioni, nuove animazioni, nuove IA che promettono di scrivere al posto tuo. E poi ci sono quelli che non finiscono nei keynote, ma ti migliorano la giornata. L’ultimo esempio arriva da Pixel VPN by Google, il VPN “di casa” sui Pixel: con un update recente, la tile nei Quick Settings smette di essere un doppione inutile e inizia a mostrarti lo stato reale della connessione.

Sì, è una di quelle cose che, una volta viste, ti chiedi come abbia fatto a passare così tanto tempo senza.

Cosa cambia davvero: addio “VPN by Google” ripetuto due volte

Se usi la tile grande (quella 2×1) per controllare il VPN, probabilmente hai notato la stranezza: prima mostrava “VPN by Google”… e poi ancora “VPN by Google”. Informazione zero, spazio occupato tantissimo.

Con l’aggiornamento, la seconda riga diventa finalmente utile e indica lo stato corrente. I quattro stati che compaiono sono:

  • Connected (connesso)
  • Paused (in pausa)
  • Connecting… (in connessione)
  • Can’t connect (non riesce a connettersi)

E no, non è solo testo: la tile continua a usare anche indizi visivi (riempimento, forma “pill” ecc.), ma il punto è che adesso non devi interpretare: leggi e capisci al volo.

Perché questa cosa conta più di quanto sembri

Io sono uno di quelli che apre il pannello notifiche dieci volte al giorno senza pensarci. Quando attivi un VPN, la domanda ricorrente è sempre la stessa: “è attivo davvero?”.

Prima, per avere conferma, spesso dovevi:

  • aprire la schermata completa del VPN,
  • fare un long-press e sperare di finire nel menu giusto,
  • o infilarti in Impostazioni a caccia della sezione.

Ora, almeno per la tile 2×1, quella risposta è già lì. Ed è proprio questo il punto: un VPN non è un’app “da aprire”, è una cintura di sicurezza. Se la devi controllare ogni volta con tre tocchi, finisci per usarla di meno.

C’è anche un altro aspetto: lo stato “Can’t connect” messo in faccia ti evita una trappola tipica. Molti utenti attivano un VPN, vedono la tile “attiva” e danno per scontato che stia funzionando. In realtà magari è in errore, o in loop, o bloccato su una rete che non lo lascia connettere. Avere quell’informazione subito è più importante di quanto sembri.

Quando arriva: versione e rollout (spoiler: potrebbe non comparire subito)

Il dettaglio “da Google” per eccellenza: questo tipo di migliorie spesso non è solo questione di aggiornare l’app/servizio. Anche se la modifica è stata collegata a una versione recente (tipo 2025.12.19.x), il comportamento può dipendere da un’abilitazione server-side.

Tradotto: potresti aggiornare, riavviare, guardare la tile e… niente, ancora il vecchio testo duplicato. Non sei tu: è il rollout.

Come verificare se hai già la nuova tile (senza impazzire)

Metodo pratico:

  1. Vai sul Play Store e aggiorna tutto ciò che riguarda VPN by Google (se ti compare come aggiornabile).
  2. Apri i Quick Settings.
  3. Controlla di usare la tile 2×1 (quella larga).
  4. Se la seconda riga mostra “Connected / Paused / Connecting / Can’t connect”, sei a posto.
  5. Se vedi ancora “VPN by Google” due volte, molto probabilmente non ti è ancora arrivato il flip lato server.

Trucchetto utile: un long-press sulla tile ti porta comunque alle impostazioni del VPN, quindi almeno accorci il giro.

Tile 1×1 vs 2×1: perché molti non vedranno nulla

Qui vale la pena essere chiari: la novità è pensata soprattutto per la tile 2×1. Tantissime persone usano la 1×1 perché nel pannello vogliono più interruttori possibili, senza “mattonelle”.

Ma la 1×1 non ha spazio per darti una seconda riga con uno stato testuale. Quindi se vuoi quel livello di chiarezza, devi accettare il compromesso: una tile più grande, ma finalmente informativa.

È una scelta che ha senso, soprattutto per un toggle delicato come il VPN.

Cos’è “VPN by Google” oggi (e cosa NON è)

Qui molti fanno confusione perché Google ha cambiato nomi e strategia più volte.

Oggi VPN by Google è un servizio VPN integrato/ottimizzato per dispositivi Pixel recenti (in particolare Pixel 7 e successivi e Pixel Tablet, nei Paesi supportati). L’idea è molto concreta: proteggere la connessione quando sei su reti non affidabili.

E soprattutto: non è una VPN “da streaming” o “da cambio Paese”.
Se la tua aspettativa è “mi metto negli USA e sblocco contenuti”, no: non è quello il suo scopo (e Google lo dice apertamente).

In pratica: è un VPN “da sicurezza”, non un coltellino svizzero per aggirare blocchi geografici.

Un po’ di storia: dal VPN di Google One al VPN “dei Pixel”

Per un periodo, Google aveva un VPN incluso come beneficio di Google One. Poi quella soluzione è stata dismessa e la direzione è cambiata: invece di un VPN “per tutti”, Google ha spinto su un’esperienza più integrata sui Pixel.

Questo spiega perché questi dettagli contano: se il VPN diventa una funzione di sistema, deve comportarsi come tale. E un toggle di sistema che non ti dice lo stato… è, francamente, un mezzo fallimento.

Come attivare e configurare VPN by Google su Pixel

Se non lo hai mai attivato (o lo hai ignorato finora), ecco il percorso tipico:

  1. Impostazioni
  2. Rete e Internet
  3. VPN
  4. VPN by Google
  5. Attiva Use VPN / “Usa VPN” e segui le schermate informative

Da lì puoi anche gestire aspetti molto pratici:

  • Pausa del VPN sulla rete corrente (utile a casa o in ufficio se non ti interessa)
  • Eccezioni e comportamento su reti specifiche
  • In alcuni casi, possibilità di escludere app (split tunneling): fondamentale se hai app che con VPN si rompono o diventano lente

Nota onesta: un VPN può incidere su batteria, latenza e talvolta su compatibilità di siti/app. Non è terrorismo: è proprio come funziona un tunnel cifrato che fa da “ponte” tra te e Internet. Se giochi online competitivo o fai chiamate VoIP su reti già borderline, potresti notarlo.

Privacy: Google dice “niente tracking”, ma c’è logging minimo

Quando un VPN è di Google, la domanda è inevitabile: “Ok, ma cosa succede ai dati?”

Nella documentazione ufficiale, Google sostiene che non userà la connessione VPN per tracciare, raccogliere o vendere l’attività online degli utenti, e parla di protezioni per evitare l’associazione diretta tra traffico e identità. Detto questo, viene anche citato un logging aggregato minimo per il funzionamento e la qualità del servizio e alcuni dati diagnostici (gestibili tramite impostazioni di diagnostica).

Il mio metro qui è semplice: se cerchi un’esperienza integrata, comoda, ‘set and forget’, il VPN di Google ha senso. Se cerchi il massimo controllo e un fornitore che ti venda “zero log” come valore assoluto, andrai su altri servizi. Nessuna delle due scelte è “giusta” universalmente: dipende dal tipo di fiducia che vuoi mettere in gioco.

Il contesto: Quick Settings sempre più centrali in Android

Google sta trasformando i Quick Settings in un cruscotto vero: tile ridimensionabili, riorganizzazione, controlli più intelligenti. Non è più il pannellino “accendi e spegni Wi-Fi”, è un posto dove prendi decisioni rapide.

Ecco perché questo update mi piace: non aggiunge marketing, aggiunge leggibilità. Una funzione di sicurezza o è chiara o non è davvero pronta per l’uso di massa.

FAQ VPN Google Pixel

La nuova scritta di stato appare su tutti i Pixel?

Non necessariamente subito. Anche aggiornando, la modifica può arrivare gradualmente perché potrebbe dipendere da un’abilitazione lato server.

Devo usare per forza la tile 2×1?

Se vuoi vedere lo stato testuale (“Connected”, “Paused”, ecc.), sì: la tile 2×1 è quella che ha spazio per mostrarlo.

VPN by Google serve per cambiare Paese e sbloccare cataloghi?

No. Non è pensato per cambiare posizione virtuale per accedere a contenuti non disponibili nella tua regione.

Su quali dispositivi è disponibile?

In generale è legato ai Pixel recenti (Pixel 7 e successivi) e Pixel Tablet, con disponibilità che può variare in base al Paese.

Consuma più batteria o rallenta Internet?

Può incidere, sì. Dipende dalla rete, dalla distanza/gestione del tunnel e dall’uso (streaming, gaming, download pesanti, ecc.). In genere: più protezione e cifratura = un po’ più di overhead.

Cosa significa “Paused”?

Vuol dire che il VPN è stato messo temporaneamente in pausa (spesso per la rete corrente). È utile quando sei su Wi-Fi fidato e vuoi evitare overhead.

Cosa posso fare se vedo “Can’t connect”?

Di solito conviene:

  • provare un’altra rete (Wi-Fi diverso o dati mobili),
  • disattivare/riattivare il toggle,
  • verificare aggiornamenti di sistema e servizi,
  • controllare che il servizio sia disponibile nel tuo Paese e sul tuo modello.

Considerazioni finali

Io ho un debole per gli update “da adulti”: quelli che non cercano di stupirti, cercano di toglierti fastidi. Questo è uno di quei casi. Un VPN non dovrebbe essere un mistero, né un’icona “accesa” che speri significhi qualcosa. Dovrebbe essere un interruttore chiaro, diretto, quasi noioso.

Il fatto che Google abbia sistemato una banalità come una seconda riga di testo mi dice due cose: primo, stanno davvero trattando il VPN come funzione di sistema (finalmente). Secondo, Android sta diventando sempre più un’esperienza fatta di micro-interazioni curate. E quando si parla di sicurezza, queste micro-interazioni sono tutto. Perché se non capisci se sei protetto, è come non esserlo.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Live a bassa latenza, oltre lo streaming normale

Live a bassa latenza, oltre lo streaming normale

Gli appassionati di sport, ma anche chi ama le serie TV, o coglie le nuove opportunità offerte dalle varie piattaforme di assistere a eventi live, forse avrà notato l'emergere di nuove tecnologie. Spesso si parla di streaming, ma non sempre questa parola è quella più esatta per indicare ciò che avviene quando selezioniamo un contenuto da visualizzare.
WhatsApp vuole i messaggi programmati

WhatsApp vuole i messaggi programmati: una “piccola” funzione che...

C’è una scena che ho vissuto più volte del necessario: scrivi “buon compleanno!”, ti senti pure puntuale… e poi ti ricordi che la persona vive dall’altra parte del mondo. Risultato: notifica alle 3:07 del mattino, figuraccia e promessa (mai mantenuta) di “la prossima volta me lo segno”.Ecco perché la notizia che sta girando oggi ha senso: WhatsApp sta preparando i messaggi programmati, una funzione che su iPhone molti hanno iniziato a usare in iMessage con “Invia più tardi”. Non è un effetto speciale, non è AI. È una di quelle cose terra-terra che, quando arrivano, ti chiedi come hai fatto senza.
Apple Studio Display 2

Apple Studio Display 2: i rumor si stanno allineando...

Se hai un Mac “serio” sulla scrivania, lo Studio Display attuale è probabilmente uno di quei prodotti che guardi con rispetto… e con un pizzico di frustrazione. Bello, pulito, 5K, audio sorprendentemente buono. Poi ti ricordi che è fermo a 60 Hz e senza HDR, e ti passa un po’ l’entusiasmo. Ecco perché le voci su Apple Studio Display 2 stanno facendo rumore: non parlano di un ritocchino, ma di un upgrade che finalmente porta il monitor di Apple dove dovrebbe stare nel 2026.
Caratteristiche iOS 26.4

iOS 26.4: data probabile e le novità che contano...

Le release “.4” di Apple hanno un vizio: arrivano senza clamore, poi ti accorgi che hai iniziato a usarle tutti i giorni. iOS 26.4 sembra esattamente così. Oggi, 24 febbraio 2026, è già in beta e sta facendo parlare soprattutto per musica, CarPlay e messaggi. La domanda però è quella classica: quando arriva per tutti, e cosa cambia sul serio?Quando aspettarsi iOS 26.4Apple è sorprendentemente regolare con gli update x.4: negli ultimi anni sono quasi sempre usciti a marzo (18.4 il 31 marzo 2025, 17.4 il 5 marzo 2024, 16.4 il 27 marzo 2023, 15.4 il 14 marzo 2022). Non è una promessa, ma è una traccia abbastanza affidabile.