Le connessioni tra batteri e immunità umana
Le scoperte recenti nel campo dell’immunologia stanno rivelando legami sorprendenti tra le proteine umane e i meccanismi immunitari batterici. Un team di scienziati dell’Istituto Curie, dell’Istituto Pasteur e dell’Inserm ha identificato una proteina umana, chiamata SIRal, che sembra avere un ruolo cruciale nella nostra immunità innata. Questa proteina deriva da un dominio batterico noto come “immunità ancestrale”.
Un nuovo orizzonte per l’immunoterapia
Pubblicati su Science il 24 luglio 2025, i risultati di questa ricerca aprono nuove strade per l’immunoterapia, suggerendo nuove target terapeutiche basate sull’evoluzione batterica. Per lungo tempo, si è creduto di aver identificato tutte le vie dell’immunità innata umana, la nostra prima linea di difesa contro gli agenti patogeni. Tuttavia, il campo emergente dell’immunità ancestrale sta sfidando queste convinzioni.
Il ruolo delle proteine SIR2
Le proteine batteriche SIR2 (silent information regulator 2) sono fondamentali nei sistemi di difesa contro i fagi, virus che infettano specificamente le batterie. Quando un fago penetra in una batteria, SIR2 innesca la degradazione di una molecola essenziale per il metabolismo cellulare, portando alla morte della cellula infetta e proteggendo così il resto della colonia.
Scoperte evolutive e implicazioni future
Attraverso la ricostruzione della storia evolutiva dei geni, un team guidato dal Dr. Enzo Poirier e dalla Dr. Aude Bernheim ha scoperto un omologo umano del dominio SIR2, denominato SIRal. Questa proteina non solo gioca un ruolo nell’immunità innata, ma ha anche la capacità di degradare il NAD, una molecola cruciale per il metabolismo cellulare.
Considerazioni finali
Queste scoperte rappresentano un passo avanti significativo nella comprensione delle nostre difese immunitarie. La possibilità che le batterie possano detenere le chiavi di una parte della nostra immunità è affascinante e apre la strada a nuove strategie terapeutiche. L’evoluzione ha conservato questi meccanismi per miliardi di anni, e ora possiamo sfruttarli per migliorare la nostra salute. Come appassionato di scienza, trovo incredibile come la natura continui a sorprenderci, rivelando connessioni inaspettate che potrebbero rivoluzionare il modo in cui affrontiamo le malattie.
Fonte: Techno Science





