mercoledì, 21 Gennaio 2026
HomeTecnologia e ScienzeQuesta Regola Matematica Segreta Ha Modellato i Becchi per 200 Milioni di...

Questa Regola Matematica Segreta Ha Modellato i Becchi per 200 Milioni di Anni

Le forme e le dimensioni dei becchi degli uccelli sono incredibilmente varie, spaziando dal becco simile a una cannuccia del colibrì al becco affilato e tagliente dell’aquila. Tuttavia, abbiamo scoperto che questa straordinaria diversità è sostenuta da una regola matematica nascosta che governa la crescita e la forma dei becchi in quasi tutti gli uccelli viventi.

Sorprendentemente, questa regola descrive anche la forma dei becchi negli antenati ormai estinti degli uccelli: i dinosauri. Siamo entusiasti di condividere le nostre scoperte, ora pubblicate sulla rivista iScience.

Quando la natura segue le regole

Trovare regole universali in biologia è raro e difficile, poiché sembrano esserci poche istanze in cui le leggi fisiche sono così pervasive tra tutti gli organismi. Tuttavia, quando scopriamo una regola, diventa un potente strumento per spiegare i modelli che osserviamo in natura. Il nostro team ha precedentemente scoperto una nuova regola biologica che spiega la forma e la crescita di molte strutture appuntite, tra cui denti, corna, zoccoli, conchiglie e, naturalmente, becchi.

Questa semplice regola matematica cattura come la larghezza di una struttura appuntita, come un becco, si espande dalla punta alla base. Chiamiamo questa regola la “cascata di potenza”.

I dinosauri e i loro becchi

La maggior parte dei dinosauri, come il Tyrannosaurus rex, aveva un muso robusto con denti appuntiti. Tuttavia, alcuni dinosauri, come l’Ornithomimus edmontonicus simile a un emù, non avevano denti e possedevano invece becchi. Nei teropodi, il gruppo di dinosauri a cui apparteneva il T. rex, i becchi si sono evoluti almeno sei volte. Ogni volta, i denti sono stati persi e il muso si è allungato fino a formare un becco nel corso di milioni di anni. Solo uno di questi gruppi di dinosauri impeccabili è sopravvissuto all’evento di estinzione di massa di 66 milioni di anni fa. Questi sopravvissuti sono diventati i nostri uccelli moderni.

Il primo uccello e la regola

Per indagare sulla regola della cascata di potenza, abbiamo studiato 127 specie di teropodi. Abbiamo scoperto che il 95% dei becchi e dei musi dei teropodi segue questa regola. Utilizzando analisi evolutive all’avanguardia attraverso la modellazione al computer, abbiamo dimostrato che il teropode ancestrale aveva probabilmente un muso dentato che seguiva la regola della cascata di potenza. Questo suggerisce che la cascata di potenza descrive la crescita non solo dei becchi e dei musi dei teropodi, ma forse anche dei musi di tutti i vertebrati: mammiferi, rettili e pesci.

I seguaci e i trasgressori della regola

Dopo aver superato l’estinzione di massa, gli uccelli hanno attraversato un periodo di incredibile cambiamento. Ora vivono in tutto il mondo e i loro becchi sono adattati a ciascun luogo in modi molto speciali. Studiando i becchi alla luce di questa regola matematica, possiamo comprendere come i volti degli uccelli e di altri dinosauri si siano evoluti nel corso di oltre 200 milioni di anni. Possiamo anche scoprire perché, in rari casi, queste regole possono essere infrante.

Fonte: Science Alert

Per saperne di più

Autore

  • Salvatore Macrì

    Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.

    Visualizza tutti gli articoli
Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Fusione nucleare

La Cina rompe il “muro” della densità nei tokamak:...

Se segui la fusione nucleare anche solo di striscio, sai che la storia è sempre la stessa: temperature assurde, magneti potentissimi, e poi… un limite operativo che ti riporta coi piedi per terra.Questa volta, però, la Cina ha messo mano a uno dei limiti più “sacri” nei tokamak: la densità del plasma. Sul reattore sperimentale EAST (quello che i media chiamano spesso “sole artificiale”) un team ha mantenuto un plasma stabile a densità superiori ai vincoli considerati quasi inevitabili.Il dettaglio importante: non è un comunicato autocelebrativo, ma lavoro pubblicato su Science Advances.
Il Jerk che permette di prevedere i terremoti

Jerk: il segnale “da nanometri” che anticipa le eruzioni...

Prevedere un’eruzione “in tempo”, cioè con un margine utile per attivare procedure e avvisi, è uno di quei problemi che non si risolvono con uno slogan. In questi giorni è rimbalzata una novità interessante (e piuttosto concreta): una tecnica chiamata “Jerk” che riesce a individuare segnali precoci di un’eruzione in tempo reale, usando un solo sismometro.
Cloud-9: galassia mai nata

“Cloud-9” potrebbe essere lo scheletro di materia oscura di...

C’è una cosa che gli astronomi inseguono da anni: oggetti che dovrebbero esistere secondo i modelli cosmologici, ma che sono quasi impossibili da osservare perché… non brillano. Niente stelle, niente luce “facile”, solo gravità e gas tenue. Ecco perché Cloud-9 sta facendo rumore: è un candidato molto forte per essere il primo esempio davvero convincente di una galassia fallita, un alone di materia oscura con un po’ di idrogeno attorno, rimasto “bloccato” prima di accendersi.
digiuno intermittente: funziona o no?

Nuovo studio solleva seri dubbi sui benefici del digiuno...

Un nuovo studio pubblicato di recente sta riaccendendo il dibattito sul digiuno intermittente e sui suoi reali benefici per la salute metabolica. La ricerca è stata condotta dal team guidato dalla professoressa Olga Ramich, presso il German Institute of Human Nutrition Potsdam-Rehbrücke (DIfE), in collaborazione con la Charité – Universitätsmedizin Berlin, uno dei centri medici universitari più autorevoli d’Europa.Lo studio rientra nel progetto ChronoFast, nato con un obiettivo preciso: capire se i benefici spesso attribuiti al digiuno intermittente dipendano davvero dal timing dei pasti o se siano invece il risultato più semplice — e meno affascinante — di una riduzione dell’apporto calorico totale.