Un buco nero supermassiccio nel cuore dell’Universo
Un buco nero supermassiccio situato nelle remote profondità dell’Universo è stato scoperto mentre ingurgita materiale a uno dei tassi più rapidi mai osservati. Al centro di una galassia quasar chiamata RACS J0320-35, appena 920 milioni di anni dopo il Big Bang, questo buco nero sembra divorare materia a 2,4 volte il limite di Eddington, il massimo teorico, secondo un team guidato dall’astrofisico Luca Ighina del Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics.
Il mistero dell’accrescimento super-Eddington
Questo fenomeno, noto come accrescimento super-Eddington, potrebbe aiutare a spiegare come i buchi neri supermassicci abbiano raggiunto masse miliardi di volte quella del Sole, prima che l’Universo avesse compiuto un miliardo di anni. Gli astrofisici si interrogano su come l’Universo abbia creato la prima generazione di buchi neri, e questo oggetto potrebbe fornire indizi cruciali per risolvere uno dei più grandi enigmi dell’astrofisica.
Il ruolo dei buchi neri supermassicci
I buchi neri supermassicci sono attori principali nell’Universo. La materia si organizza in galassie che ruotano attorno al centro gravitazionale fornito da questi buchi neri, fungendo da collante che mantiene la galassia in orbita. Tuttavia, rimangono un mistero. Questi buchi neri, con masse che vanno da milioni a miliardi di volte quella del Sole, si trovano nei primi miliardi di anni della storia cosmica, troppo presto per essersi formati semplicemente divorando materiale nel tempo.
Il limite di Eddington e l’accrescimento
Il limite di Eddington rappresenta la velocità massima sostenibile con cui un buco nero può nutrirsi. Quando un buco nero accresce attivamente grandi quantità di materiale, questo non cade direttamente dentro di esso. Invece, il materiale si avvolge come l’acqua che gira attorno a uno scarico, con solo il materiale al bordo interno del disco che attraversa l’orizzonte del buco nero. L’enorme attrito e la gravità nel disco riscaldano il materiale a temperature estreme, facendolo brillare di luce intensa.
La pressione della radiazione
La luce esercita una forma di pressione. Sebbene un singolo fotone non faccia molto, il bagliore di un disco di accrescimento di un buco nero supermassiccio attivo è un’altra storia. A un certo punto, la pressione esterna della radiazione eguaglia l’attrazione gravitazionale interna del buco nero, impedendo al materiale di avvicinarsi ulteriormente. Tuttavia, per brevi periodi, il tasso di accrescimento di un buco nero può superare il limite di Eddington, ingurgitando materiale prima che la pressione della radiazione possa respingerlo.
Considerazioni finali
La scoperta di RACS J0320-35 potrebbe rappresentare un tassello fondamentale per comprendere come i buchi neri supermassicci siano cresciuti così rapidamente dopo il Big Bang. Sebbene l’osservazione diretta di questi eventi sia complessa a causa delle distanze cosmiche, ogni nuova scoperta ci avvicina a risolvere il mistero della formazione dei buchi neri primordiali. La ricerca continua a svelare i segreti dell’Universo, e ogni nuova scoperta ci offre una finestra su un passato lontano e affascinante.
Fonte: Science Alert

