Una stella nana rossa sconvolge i modelli attuali di formazione planetaria ospitando un gigante gassoso. Questa scoperta mette in discussione le nostre conoscenze sulla nascita dei pianeti attorno alle stelle più piccole.
I giganti gassose come Giove sono comuni attorno a stelle simili al Sole, ma estremamente rare attorno alle nane rosse. Queste stelle, meno massicce, dispongono di meno materia nel loro disco protoplanetario, limitando teoricamente la formazione di grandi pianeti. Tuttavia, TOI-6894b, un pianeta più grande di Saturno, orbita attorno a una nana rossa venti volte meno massiccia del Sole.
TOI-6894b orbita molto vicino alla sua stella, completando una rivoluzione in 3,37 giorni. Nonostante questa vicinanza, la sua temperatura atmosferica rimane moderata, attorno ai 147°C, a causa del calore ridotto emesso dalla nana rossa. Questa particolarità lo rende un candidato ideale per studiare la chimica delle atmosfere esoplanetarie.
Il telescopio spaziale James Webb potrebbe presto svelare il mistero di TOI-6894b. Una proposta di osservazione della sua atmosfera è stata accettata, con l’obiettivo di rilevare molecole come il metano o l’ammoniaca. Questi dati potrebbero indicare se il pianeta si è formato per accrescimento del nucleo o per instabilità del disco.
Le nane rosse rappresentano il 75% delle stelle della Via Lattea. Anche se solo l’1,5% di esse ospita giganti gassosi, secondo una stima degli scienziati, ciò rappresenta potenzialmente milioni di pianeti simili a TOI-6894b. Questa scoperta apre quindi nuove prospettive nella ricerca di mondi extrasolari.
Le nane rosse sono le stelle più numerose nella galassia, offrendo un vasto campo di studio per gli esopianeti. La loro bassa luminosità facilita la rilevazione di pianeti in transito, come TOI-6894b. Queste stelle hanno una lunga durata di vita, permettendo alla vita di svilupparsi su scale temporali estese.
Il team di Edward Bryant dell’Università di Warwick ha identificato TOI-6894b grazie al satellite TESS della NASA. Le osservazioni complementari con i spettrografi ESPRESSO e SPIRou hanno permesso di confermare la sua massa e dimensione. Questa scoperta, pubblicata su Nature Astronomy, solleva domande sui meccanismi di formazione planetaria.
Due teorie principali cercano di spiegare la formazione dei giganti gassosi: l’accrescimento del nucleo e l’instabilità del disco. La prima suppone la formazione di un nucleo solido che attira successivamente gas, mentre la seconda implica un collasso diretto del disco protoplanetario. Nessuna delle due sembra spiegare pienamente la presenza di TOI-6894b attorno a una stella così poco massiccia.
Fonte: Techno Science





