Il grande muro di Ercole-Corona Boreale: una sfida ai modelli cosmologici
Il grande muro di Ercole-Corona Boreale è una delle strutture più imponenti dell’Universo, mettendo alla prova i modelli cosmologici con la sua estensione colossale. Una recente ricerca, che ha utilizzato i sursauts gamma, le esplosioni più energetiche conosciute, ha rivelato che questa struttura è ancora più vasta di quanto si pensasse. Scoperto nel 2014, il grande muro di Ercole-Corona Boreale è un gigantesco filamento di galassie che si estende per miliardi di anni luce. Un team internazionale, guidato da István Horváth, ha affinato le misurazioni di questa struttura, scoprendo che si estende su una distanza radiale maggiore rispetto alle stime precedenti.
Come i sursauts gamma rivelano le strutture cosmiche
I sursauts gamma, o GRB, sono le esplosioni più luminose dell’Universo. Si verificano durante la formazione di un buco nero, sia per il collasso di una stella massiccia, sia per la collisione di due stelle di neutroni. Questi eventi emettono getti di particelle a velocità prossime a quella della luce. Quando questi getti interagiscono con l’ambiente circostante, producono raggi gamma e X, visibili a distanze cosmologiche. Mappando i GRB, gli astronomi possono identificare le regioni dell’Universo dove la materia è concentrata. Questo metodo permette di rilevare galassie troppo lontane per essere osservate direttamente. Così, i GRB fungono da fari cosmici, illuminando la struttura su larga scala dell’Universo e rivelando ammassi di galassie come il grande muro di Ercole-Corona Boreale.
Una nuova prospettiva sulla formazione delle grandi strutture dell’Universo
L’universo è considerato omogeneo e isotropo su larga scala, ma la scoperta del grande muro di Ercole-Corona Boreale mette in discussione questo principio cosmologico. La struttura misura circa 10 miliardi di anni luce di lunghezza, quasi il 10% della dimensione dell’Universo osservabile. L’equipe ha utilizzato un catalogo di 542 sursauts gamma, principalmente osservati dai telescopi spaziali Fermi e Swift. Questi dati, accumulati in oltre 20 anni, hanno permesso di mappare meglio questa gigantesca struttura. Le future missioni, come THESEUS dell’ESA, promettono di ampliare la nostra comprensione di queste strutture cosmiche. Con una sensibilità aumentata, potrebbero rivelare l’estensione completa del grande muro e di altre strutture simili. Questa ricerca, disponibile su arXiv, apre nuove prospettive sulla formazione delle grandi strutture dell’Universo e sottolinea l’importanza dei sursauts gamma come strumenti per esplorare i confini del cosmo.
Fonte: Techno Science




