Il cancro al seno colpisce ogni anno centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo, rappresentando uno dei tumori più comuni tra le donne. Anche dopo un trattamento efficace, il rischio di recidiva rimane significativo. Circa una donna su quattro, che ha ricevuto cure per il cancro al seno, vede la malattia ripresentarsi, talvolta mesi o anni dopo la diagnosi iniziale.
Scoperta rivoluzionaria nella prevenzione delle recidive
Una squadra di ricercatori canadesi ha recentemente fatto una scoperta cruciale. In uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Research, il team guidato dal professor Jean-François Côté presso l’Istituto di ricerche cliniche di Montréal (IRCM) ha identificato il ruolo centrale di una proteina chiamata PIK3C3. Questa proteina sembra essere fondamentale per la sopravvivenza delle cellule tumorali “dormienti”, quelle che rimangono nascoste dopo il trattamento e possono causare una recidiva.
Il ruolo delle cellule dormienti
Le recidive sono spesso causate da cellule cancerose che si sono staccate dal tumore originale per nascondersi in altre parti del corpo. Queste cellule possono rimanere silenti per lungo tempo, senza causare sintomi, prima di “risvegliarsi” improvvisamente e provocare metastasi. Trovare un modo per rilevare ed eliminare queste cellule prima che si attivino è quindi un obiettivo cruciale per prevenire la ricomparsa della malattia.
Una nuova strategia preventiva
I ricercatori hanno dimostrato che bloccando la proteina PIK3C3, le cellule dormienti muoiono prima ancora di avere la possibilità di riattivarsi. Questo apre la strada a una strategia preventiva contro le recidive metastatiche. “Le metastasi del cancro al seno rimangono una delle sfide più grandi per le pazienti affette da questo tipo di tumore. Comprendere come prevenire questo processo è fondamentale per migliorare la sopravvivenza di queste donne”, spiega Jean-François Côté, che guida questa ricerca.
Propettive future
Gli studi clinici potrebbero presto testare questo approccio mirato alla proteina PIK3C3. Se i risultati saranno confermati negli esseri umani, ciò potrebbe trasformare il modo in cui si anticipano e si evitano le recidive del cancro al seno.
Fonte: Techno Science

